<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295</id><updated>2011-12-01T05:46:43.659+01:00</updated><category term='fumetti'/><category term='automobili'/><category term='musica'/><category term='sesso'/><category term='letteratura'/><category term='pittura'/><category term='orologi'/><category term='animali'/><category term='whisky'/><category term='cinema'/><category term='enoteca'/><category term='filosofia'/><category term='comici'/><category term='cucina'/><category term='la frase del giorno'/><category term='cocktails'/><category term='metropoli'/><category term='umorismo'/><category term='birra'/><title type='text'>GrOoOoOrG BLOG</title><subtitle type='html'>Un miscuglio di disfunzioni culturali.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>93</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-8132722390065408603</id><published>2011-12-01T05:27:00.001+01:00</published><updated>2011-12-01T05:31:06.442+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la frase del giorno'/><title type='text'>La frase del giorno</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: large;"&gt;"I thank the Lord for having made me become an atheist."&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;"Ringrazio il buon Dio per avermi fatto divenire ateo". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Georg&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="st"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;Cristoph Lichtenberg.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-8132722390065408603?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/8132722390065408603/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=8132722390065408603' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/8132722390065408603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/8132722390065408603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2011/12/la-frase-del-giorno.html' title='La frase del giorno'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-2950291448221142371</id><published>2011-12-01T05:22:00.001+01:00</published><updated>2011-12-01T05:46:43.667+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='umorismo'/><title type='text'>Tutto l'umorismo che esiste</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-5R9u2D2j67I/TtcEc0ISU0I/AAAAAAAAAeA/POp9rzI6Yro/s1600/kkraus.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="129" src="http://2.bp.blogspot.com/-5R9u2D2j67I/TtcEc0ISU0I/AAAAAAAAAeA/POp9rzI6Yro/s200/kkraus.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-cRLaJEtCcLE/TtcF25N7XBI/AAAAAAAAAeY/Op57LZHhkLg/s1600/FB_Amici_CampanileWL.jpg" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;"La satira che il censore capisce va giustamente proibita". Lo diceva &lt;b&gt;Karl Kraus&lt;/b&gt;, maestro di sarcasmo (qui in un ritratto di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Oskar Kokoschka del 1925&lt;span style="font-size: small;"&gt;) e nemico di ogni volgarità. Andava a naso, il micidiale Kraus, e non falliva mai il bersaglio. Mentre oggi satira e umorismo sprofondano spesso nella melma: di chi mangia escrementi, ma anche di chi in Tv fa spettacolo con ridicole e avvilenti "confessioni" di poveri figli. E poco vale che l'umorismo salga a rango di scienza: per antropologi e semiologi, sociologi e psicologi della comunicazione. Una fenomenologia dell'umorismo deve fare i conti con l'acquisita nozione di arma a doppio taglio. Da una parte il riso che aiuta la salute (fa buon sangue, dicevano gli antichi), l'humour che libera dalle turbe del carattere e della personalità; e dall'altra parte il taglio di un'aggressività distruttiva.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; Il primo taglio fa a fette la mestizia dei musoni, dei depressi. Il secondo taglio produce disagio, individuale o collettivo: specie se viene inflitto, inopinatamente, dai potenti che da sempre sono invece l'oggetto del desiderio degli umoristi. "I politici sono uguali dappertutto. Promettono di costruire un ponte anche dove non c'è un fiume". Questa è una battuta di &lt;b&gt;Nikita Kruscev&lt;/b&gt;, il primo che - salito al comando di tutte le Russie - rise, smascherandolo, del "re nudo" &lt;b&gt;Stalin&lt;/b&gt;, spiazzando il mondo, in crisi d'identità sotto quella risata seppellitrice. Il rude umorismo di Kruscev (famoso per avere sbattuto una scarpa sul banco dell'Onu). &lt;/span&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-jaWjA833M0Y/TtcFOShJlhI/AAAAAAAAAeQ/q6_3VQGPROs/s1600/khrushchev_shoe1.jpg" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="144" src="http://1.bp.blogspot.com/-jaWjA833M0Y/TtcFOShJlhI/AAAAAAAAAeQ/q6_3VQGPROs/s200/khrushchev_shoe1.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Intrisa di latente aggressività, la satira non spara solo su autorità e istituzioni, burocrazia e politica. Colpisce pure le disgrazie. Nel saggio sul motto di spirito (dove spiega che l'umorismo è una "necessità", risultato di un impulso a eludere la ragione, ricreando nell'adulto uno stato infantile della mente, come rimozione di inibizioni interne), &lt;b&gt;Freud&lt;/b&gt; cita questa poco caritatevole barzelletta, ripresa dal professor &lt;b&gt;Farnè&lt;/b&gt;: ""Come vai?", chiede il cieco allo zoppo. "Come vedi", risponde lo zoppo al cieco". Fino ai limiti del blasfemo, nella battuta di uno dei grandi dell'umorismo aforistico, &lt;b&gt;Georg Cristoph Lichtenberg, &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;(1742-1799, in pieno illuminismo): "Ringrazio il buon Dio perché mi ha fatto nascere ateo".  Gli scienziati dell'umorismo spiegano che è basato spesso su un meccanismo psicologico che cela l'orgoglio di sentirsi migliori degli altri. Già lo splenetico &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Baudelaire&lt;/b&gt; aveva intuito che "il riso deriva da un sentimento di superiorità". Dalla superiorità al disprezzo il passo è breve. "L'umorismo - dice ancora Farnè - permette di parlare di cose che in società sono inammissibili. In questo senso ha a che fare con l'aggressività, come la sessualità. Si possono dire battute sessuali senza scandalizzare. Mentre la volgarità dà fastidio". Eppure persino l'umorismo scatologico ("escrementizio") diventa pane per la psicologia della risata: affranca, ridendo, da uno dei tabù imposti dalla società e assorbito nella coscienza. Ecco perché i bambini si divertono a dire parolacce, a parlare di cose proibite. "Ma c'è poco da ridere - avverte Farnè - a guardare chi mangia escrementi". Meglio, semmai, il vecchio &lt;b&gt;Marcello Marchesi&lt;/b&gt;: "Se non riuscite a farla, compratela bella e fatta". Riso e psicologia. E' terapeutico anche l'umorismo nero? "Sì - risponde ancora Mario Farnè - perché aiuta ad allontanare l'ansia nei confronti della morte. Scarica tensioni, eliminando le quali restano più energie per affrontare la giornata, il lavoro, lo studio, la famiglia. Non si migliorano così le capacità intellettive, ma queste vengono sfruttate meglio. Mentre se si è tesi non si riesce a concentrarsi, per essere creativi". Non esistono depressi fra gli uomoristi? "Tutt'altro. Valga un solo esempio - ricorda il medico psicologo - quello di &lt;b&gt;Achille Campanile&lt;/b&gt;. Leggendone gli scritti sulla morte, si scopre il suo terrore. Ha avuto una vita dura. Con lui si ride molto, ma in fondo salta fuori il depresso che compensa il suo malessere con l'umorismo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;E' come un'autoterapia". &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Baudelaire&lt;/b&gt; aveva intuito che "il riso deriva da un  sentimento di superiorità". Dalla superiorità al disprezzo il passo è  breve. "L'umorismo - dice ancora Farnè - permette di parlare di cose che  in società sono inammissibili. In questo senso ha a che fare con  l'aggressività, come la sessualità. Si possono dire battute sessuali  senza scandalizzare. Mentre la volgarità dà fastidio". Eppure persino  l'umorismo scatologico ("escrementizio") diventa pane per la psicologia  della risata: affranca, ridendo, da uno dei tabù imposti dalla società e  assorbito nella coscienza. Ecco perché i bambini si divertono a dire  parolacce, a parlare di cose proibite. "Ma c'è poco da ridere - avverte  Farnè - a guardare chi mangia escrementi". Meglio, semmai, il vecchio &lt;b&gt;Marcello Marchesi&lt;/b&gt;:  "Se non riuscite a farla, compratela bella e fatta". Riso e psicologia.  E' terapeutico anche l'umorismo nero? "Sì - risponde ancora Mario Farnè  - perché aiuta ad allontanare l'ansia nei confronti della morte.  Scarica tensioni, eliminando le quali restano più energie per affrontare  la giornata, il lavoro, lo studio, la famiglia. Non si migliorano così  le capacità intellettive, ma queste vengono sfruttate meglio. Mentre se  si è tesi non si riesce a concentrarsi, per essere creativi". Non  esistono depressi fra gli uomoristi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; "Tutt'altro. Valga un solo esempio - ricorda il medico psicologo - quello di &lt;b&gt;Achille Campanile&lt;/b&gt;.  Leggendone gli scritti sulla morte, si scopre il suo terrore. Ha avuto  una vita dura. Con lui si ride molto, ma in fondo salta fuori il  depresso che compensa il suo malessere con l'umorismo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Curarsi ridendo, guarire ridendo, è forse più difficile da quando il carnevale dura tutto l'anno, e non solamente nei pochi giorni in cui il Buffone diventava Re. L'umorismo richiede una specie di organizzazione con un certo tipo di regole". E sono regole paradossali. Il rigore (e il rispetto) di queste regole, infatti, contrariamente a quello delle regole logiche, consiste nel violarle. Allora - ecco la prima regola della scienza della risata - fare umorismo equivale ad applicare una "teoria del caos". Anche quando il "giullare di corte" è rimpiazzato dal "sovversivo di corte" (citando &lt;b&gt;Jules Feiffer&lt;/b&gt;, modello di satira tanto garbata quanto corrosiva).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-2950291448221142371?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/2950291448221142371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=2950291448221142371' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/2950291448221142371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/2950291448221142371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2011/12/tutto-lumorismo-che-esiste.html' title='Tutto l&apos;umorismo che esiste'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-5R9u2D2j67I/TtcEc0ISU0I/AAAAAAAAAeA/POp9rzI6Yro/s72-c/kkraus.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-4912472592646419924</id><published>2010-11-05T00:50:00.001+01:00</published><updated>2010-11-05T00:50:37.484+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='whisky'/><title type='text'>Tullamore Dew</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;Tullamore&lt;/b&gt;         è una cittadina nel cuore delle Midlands, contea di Offaly,         vicino al Gran Canal che mette in comunicazione i fiumi &lt;b&gt;Shannon&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;        Liffey&lt;/b&gt;. Per la sua posizione geografica potrebbe rappresentare         l'ombelico dell'Irlanda. Proprio per questa ragione difficilmente i         turisti la visitano, preferendo fare il periplo dell'isola. E' proprio         qui che nel 1829 venne per la prima volta distillato il &lt;i&gt;&lt;b&gt;Tullamore Dew&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;.         All'assaggio questo whiskey appare più leggero del &lt;b&gt;Jameson&lt;/b&gt; o del &lt;b&gt;&lt;img align="right" border="0" height="256" src="http://www.irlandachepassione.it/foto/whiskey/tullamore1.gif" width="221" /&gt;         Bushmills&lt;/b&gt;, ma è una semplice sensazione gustativa, dovuta al corpo         leggero, in quanto la gradazione alcolica è quella normale di 40 gradi         volumetrici.&lt;br /&gt;Il Tullamore Dew viene prodotto secondo gli standard qualitativi del         whiskey irlandese: tripla distillazione, uso di orzo non maltato         essiccato in forni chiusi (per evitare il sapore di affumicato),         invecchiamento minimo di 3 anni per legge. In effetti, per il Tullamore         Dew, l'invecchiamento e di 6-7 anni in barili che hanno contenuto sherry         o bourbon. Esiste anche una versione &lt;i&gt;finest old&lt;/i&gt;, a 43 gradi,         venduta in un elegante bricco in ceramica.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Dew&lt;/i&gt; in inglese significa "rugiada"&amp;nbsp; e, quindi,         molti pensano che il significato di Tullamore Dew sia "rugiada di         Tullamore". In realtà, si dovrebbe scrivere D.E.W., lettere         corrispondenti alle iniziali di Daniel E. Williams, che verso la fine         del decennio 1880 divenne proprietario della distilleria fondata da tale         Michael Molloy e volle in tal modo legare il proprio nome al prodotto.         In quegli stessi anni fu coniato lo slogan che si legge ancora oggi: &lt;i&gt;Give         Every Man His Dew&lt;/i&gt;. Un'altra curiosità: in Francia Tullamore viene         letto e pronunciato come &lt;i&gt;tout l'amour&lt;/i&gt;. &lt;img align="left" border="0" height="128" src="http://www.irlandachepassione.it/foto/whiskey/tullamore.gif" width="192" /&gt;         Il Tullamore era ed è anche la materia prima per produrre il liquore         dolce Irish Mist (un mix di whiskey e miele d'erica) e, fino alla crisi         degli anni Trenta, la distilleria di Tullamore lavorò a pieno ritmo         anche per l'apporto fornito dalla vendita dell'Irish Mist. Dopo la         chiusura della distilleria nel 1954, il Tullamore iniziò ad essere         prodotto nella distilleria consorziale di Midleton, nei pressi di Cork.         Nel 1963 la ditta venne acquistata da Power &amp;amp; Sons, e subito dopo         passò all'Irish Distillers Group. Nel 1994 un nuovo passaggio di         proprietà, alla C&amp;amp;C International, del gruppo Allied Domecq, una         multinazionale con sede a Singapore.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Storia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Prima di entrare a far parte delle Irish Distillers, la fabbrica è  appartenuta alla famiglia Williams: infatti il termine Dew è l’acronimo  del nome del capostipite di quest’ultima, Desmond E. Williams. Le  acquaviti Tullamore rappresentano la marca “export” della John Power  &amp;amp; Son dal 1963, anno in cui la fabbrica fu acquistata dalla D.E.  Williams &amp;amp; Co., in cambio di una fornitura di whiskey da impiegare  per l’Irish Mist, un liquore a base di whiskey e miele. Attualmente Il  Tullamore Dew è l’irish whiskey più diffuso nel Nordamerica, anche  grazie alle efficaci strategie commerciali intraprese dalla Casa madre.  La fabbrica è dotata di un accogliente Centro Visite, con annesso  negozio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Caratteristiche&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Blended dal colore ambrato chiaro con sfumature arancioni, dotato di un  aroma delicato, con note piccanti, di limone e malto tostato. Il gusto,  intenso e di spezie, regala sentori di vaniglia e legno bruciato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Varietà&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Tra le varietà in commercio esiste il Tullamore Dew 12 Years Old, che  reca l’indicazione dell’invecchiamento sull’etichetta. Dopo una triplice  distillazione, questa acquavite matura in botti che abbiano contenuto  dapprima Bourbon whiskey e in seguito Sherry. Si devono a questo  processo le caratteristiche organolettiche di estremo spessore e armonia  che fanno del 12 anni uno dei migliori distillati in commercio. L’aroma  è intenso, di frutta secca e legno carbonizzato, con note di scorza di  limone; il gusto, liscio e pieno, offre sottili sentori speziati e  dolciastri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-4912472592646419924?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/4912472592646419924/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=4912472592646419924' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/4912472592646419924'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/4912472592646419924'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2010/11/tullamore-dew.html' title='Tullamore Dew'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-6288111587672912688</id><published>2010-01-02T02:14:00.000+01:00</published><updated>2010-01-02T02:14:22.493+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>SCIPIONE DETTO ANCHE L'AFRICANO (1971)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sz6dL5HbYeI/AAAAAAAAAdc/0uu0HWtsAeQ/s1600-h/img.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il Senato è costruito sui ruderi della &lt;b&gt;Roma&lt;/b&gt; dei ricordi. Pezzi di capitello, avanzi di muro, ipotesi di strade. Girare per la città significa godersi lo stesso spettacolo: pastori che guidano il gregge, soldataglie che di tanto in tanto biascicano le loro malelingue sulla “&lt;i&gt;politica zozza&lt;/i&gt;”, provinciali che farebbero di tutto per uccidere i propri genitori e rinascere nel cuore della capitale.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sz6dL5HbYeI/AAAAAAAAAdc/0uu0HWtsAeQ/s1600-h/img.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sz6dL5HbYeI/AAAAAAAAAdc/0uu0HWtsAeQ/s320/img.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Giove capitolino&lt;/b&gt;, dal canto suo, è &lt;i&gt;molto &lt;/i&gt;capitolino e molto poco divinità. È lui stesso a dirlo: “&lt;i&gt;ma che sò ‘n dio serio io?&lt;/i&gt;”. La &lt;b&gt;Lupa&lt;/b&gt; stessa di Roma non parla il vernacolo romanesco forse solo perché non ha la facoltà della parola: per il resto si vede ben poco. Più che altro la si immagina come una specie di cane spelacchiato.Non so se &lt;b&gt;Publio Cornelio Scipione&lt;/b&gt; (&lt;i&gt;&lt;b&gt;detto anche l’Africano&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;) avesse per davvero a che fare con questi spazi fisici. Francamente non credo. Ma se il regista &lt;b&gt;Luigi Magni,&lt;/b&gt; nel 1971, decise di girare un film in cui far muovere il vincitore di &lt;b&gt;Cartagine&lt;/b&gt; in ambienti di questo genere non fu certamente, per esigenze di produzione. Al contrario: la presenza di un paesaggio decadente fin nella sua fisicità sembra richiamare chiaramente l’agonia della &lt;i&gt;virtus &lt;/i&gt;romana. Già, quella che aveva permesso a un popolo piegato da Annibale, che poteva considerarsi vincitore a tal punto da concedersi gli “&lt;i&gt;ozi di Capua&lt;/i&gt;”, di ribaltare la situazione e costringere il generale cartaginese a vagare per il deserto “e parlà solo come un matto”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Perché intorno a &lt;b&gt;Scipione&lt;/b&gt; non ci sono solo le rovine delle glorie passate. C’è &lt;b&gt;Catone&lt;/b&gt;, che accusa lui e suo fratello (Lucio Cornelio &lt;b&gt;Scipione detto anche l’Asiatico&lt;/b&gt;, “&lt;i&gt;pe’ piacere…&lt;/i&gt;”) di aver intascato i cinquecento talenti che il re di Siria Antioco avrebbe dovuto versare come tributo a Roma; ci sono i senatori, tra i quali “&lt;i&gt;er più pulito c’ha la rogna&lt;/i&gt;”; ci sono i soldati, sempre pronti a dare una pugnalata all’odiato censore in nome del legame ideale col vincitore di Zama (“&lt;i&gt;ma so pure cose che se dicheno pe’ compiacenza…&lt;/i&gt;”). E c’è anche un esercito davvero disposto a fare la guerra civile e ribaltare il Senato, giovani donne che per alleviare i brutti pensieri di &lt;b&gt;Scipione&lt;/b&gt; gli si parano davanti nude in mezzo alla strada, un filosofo scettico che invita a fare spallucce di fronte agli intrighi della politica, degli schiavi che gozzovigliano e reagiscono con disappunto di fronte all’ipotesi di tornare uomini liberi (“&lt;i&gt;che è stò bene supremo, ahò?&lt;/i&gt;”).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nella (personalissima) visione della storia di Luigi Magni Scipione è quasi quella che &lt;b&gt;Pasolini&lt;/b&gt; avrebbe definito “una forza del passato”, un uomo grande che si confronta con le piccolezze e le meschinità di un tempo nato indifferente a lui e a ciò che aveva preparato. &lt;i&gt;Scipione ladro? Magari!&lt;/i&gt;, risponde la moglie. &lt;i&gt;Magari avesse intascato per davvero quei cinquecento talenti: così sarebbe un po’ più simile a noi, un po’ più mediocre, un po’ più opportunista.&lt;/i&gt; E non darebbe fastidio: non starebbe sempre lì a far pesare (anche involontariamente) la sua superiorità morale, non ci costringerebbe di continuo a ripensare il nostro abituale modo di guardare al mondo. E invece no: lui quei soldi &lt;i&gt;davvero &lt;/i&gt;non li ha mai visti. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Chi li ha visti, invece, è il fratello. Che fin da piccolo aveva le mani lunghe, che l’onore romano “…ahò, ste’ cose saranno pure belle ma io nun l’ho mai capite”, che sopravvive benissimo a tutto. Che è uno &lt;b&gt;Scipione&lt;/b&gt;, ma è anche uomo dei tempi nuovi. Che gozzoviglia insieme agli schiavi, che minimizza sull’ira del fratello di fronte alla sua “casa onorata” frequentata da gente che cerca di uccidere la noia illudendosi di rimorchiare mignotte e riempiendosi lo stomaco delle leccornie provenienti dalle conquiste di guerra. Lui sì che li ha visti quei soldi. Ma a Roma non interessa, per Roma non conta. Ciò che conta è sempre e solo l’Africano. Parola di &lt;b&gt;Catone&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sz6dVHwWDnI/AAAAAAAAAdk/hasH411XXC8/s1600-h/ScipioMastroianni.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sz6dVHwWDnI/AAAAAAAAAdk/hasH411XXC8/s320/ScipioMastroianni.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Già, perché il censore non vuole sapere &lt;i&gt;quale &lt;/i&gt;dei due Scipioni ha intascato i soldi del re di Siria. È un politico troppo smaliziato per scandalizzarsi di queste cose e, soprattutto, sa guardare troppo in avanti per preoccuparsi sul serio di una pur ingente sparizione di denaro pubblico. Lui guarda alla &lt;b&gt;Repubblica&lt;/b&gt;. La ama, sa che è grande ma sa anche che affinché le Repubbliche siano grandi gli uomini devono essere piccoli, mediocri, poca cosa. È il cinico realismo di chi guarda al mondo coi piedi per terra e la testa a debita distanza dai piedi: i corrotti sono opportuni, perché non realizzeranno l’ideale sogno di &lt;b&gt;Platone&lt;/b&gt; ma &lt;i&gt;si accontentano &lt;/i&gt;e non suscitano nel popolo umori e speranze pericolose. Non diventeranno mai capi indiscussi: sono discutibili persino da se stessi! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ebbene, l’Africano &lt;i&gt;non è &lt;/i&gt;un corrotto. È integro, integerrimo. Non si accomoda con soluzioni di pragmatica opportunità e il popolo potrebbe finire per stravedere per lui. Quindi il punto non è capire se &lt;i&gt;per davvero &lt;/i&gt;ha rubato i soldi versati da Antioco: il punto è stabilire &lt;i&gt;che &lt;/i&gt;li ha intascati. Così è un po’ come tutti gli altri: con qualche vizio e qualche debolezza. Purché la Repubblica viva. Perché le rovine della &lt;i&gt;virtus &lt;/i&gt;non le vede mica solo Scipione: anche Catone vede che lui di notte vigila e studia mentre le guardie preposte alla salvaguardia della sua persona dormono beatamente. Anche lui vede sua madre, bianca di un candore antico, vegliare quando cala il sole per essere vigile al momento della propria morte. Nulla di personale con l’Africano (anzi, mentre lo accusa un gatto gli infila gli artigli tra i vestiti, quasi a sottolineare che il dolore di &lt;b&gt;Scipione&lt;/b&gt; non può non significare anche il dolore di &lt;b&gt;Catone&lt;/b&gt;), ma se il mondo cade a pezzi bisogna eliminare ogni possibile mina vagante. Anche lui. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Perderanno entrambi. Scipione sceglierà l’esilio malgrado in Senato si chieda clemenza per la sua persona (o forse proprio &lt;i&gt;perché &lt;/i&gt;il “senato scordarello”, che non ricorda nemmeno che il 18 ottobre è l’anniversario della battaglia di Zama, si permetterà di accordargli la sua magnanima benevolenza) e Catone non saprà mai che Licia, serva fedele del suo &lt;i&gt;avversario-alter ego &lt;/i&gt;e metafora dei valori della Repubblica, morirà suicida. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Su tutto questo scenario, in cui pullulano continuamente riferimenti alla condizione della politica e della società italiana degli anni Settanta (ma anche odierna), domina il dialetto (in verità più &lt;i&gt;italiano regionale&lt;/i&gt;) romanesco che Magni mette in bocca ai suoi personaggi, mostrando così le passeggiate della Storia a braccetto con la &lt;i&gt;nostra &lt;/i&gt;storia, la dimensione quotidiana di ciò che è stato destinato a diventare oggetto di libri, riflessioni e (guarda il caso) film.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Scipione l’Africano e Catone il Censore sono interpretati da &lt;b&gt;Marcello Mastroianni&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Vittorio Gassman&lt;/b&gt;. La moglie di Scipione, Emilia, ha il volto di &lt;b&gt;Silvana Mangano&lt;/b&gt;. Massinissa è reso da &lt;b&gt;Woody Stroode&lt;/b&gt;. Giove capitolino da &lt;b&gt;Turi Ferro&lt;/b&gt;. Mentre &lt;b&gt;Ruggero Mastroianni&lt;/b&gt;, solitamente montatore, questa volta ricopre perfettamente il ruolo del fratello di Scipione. Le musiche (bellissime) sono di &lt;b&gt;Severino Gazzelloni&lt;/b&gt;. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-6288111587672912688?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/6288111587672912688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=6288111587672912688' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/6288111587672912688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/6288111587672912688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2010/01/scipione-detto-anche-lafricano-1971.html' title='SCIPIONE DETTO ANCHE L&apos;AFRICANO (1971)'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sz6dL5HbYeI/AAAAAAAAAdc/0uu0HWtsAeQ/s72-c/img.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-4636874812509269786</id><published>2010-01-01T06:25:00.003+01:00</published><updated>2010-01-01T06:29:13.629+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la frase del giorno'/><title type='text'>La frase del giorno</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;«Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde, la quinta musicale ed il calore».&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;(I discovered a terrible law that links the color green, the musical fifth, and heat.)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Gustavo Adolfo Rol.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-4636874812509269786?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/4636874812509269786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=4636874812509269786' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/4636874812509269786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/4636874812509269786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2010/01/la-frase-del-giorno.html' title='La frase del giorno'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-2860352396007671308</id><published>2009-11-30T01:50:00.098+01:00</published><updated>2009-12-03T02:02:01.008+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='metropoli'/><title type='text'>Dublino</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Dublino&lt;/b&gt;, capitale della &lt;i&gt;Repubblica Irlandese&lt;/i&gt;, è situata nella parte orientale dell’isola, precisamente nella baia alla foce del fiume &lt;b&gt;Liffey&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxcJFGvRWqI/AAAAAAAAAc8/MMG30Uffydo/s1600-h/2546210789_1eaac14808.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="169" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxcJFGvRWqI/AAAAAAAAAc8/MMG30Uffydo/s320/2546210789_1eaac14808.jpg" width="253" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La città, ha origini che risalgono al &lt;b&gt;IX&lt;/b&gt; &lt;b&gt;secolo&lt;/b&gt;, quando i danesi vi ci costruirono una vera e propria fortezza; da qui inizia la travagliata storia di &lt;b&gt;Dublino&lt;/b&gt;, che si intrinseca nelle varie conquiste dei popoli stranieri durante l’arco dei secoli. Nel &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;1921&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; diventa sede del governo e del parlamento d’&lt;b&gt;Irlanda&lt;/b&gt;. Il clima non è dei migliori: oceanico con forte umidità e piogge abbondanti. Si guida sulla sinistra. Si parla l’&lt;b&gt;Inglese&lt;/b&gt; e il &lt;b&gt;Gaelico&lt;/b&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La&lt;b&gt;&amp;nbsp;Customs House&lt;/b&gt; originariamente era il palazzo della dogana, e la sera    offre uno splendido panorama sul fiume &lt;b&gt;Liffey&lt;/b&gt;.    Di particolare interesse e bellezza sono le decorazioni    della facciata dell’edificio.&lt;b&gt; &lt;/b&gt;Poco distante dalla &lt;b&gt;Customs                            House&lt;/b&gt; si trova il teatro nazionale irlandese                            per eccellenza, l'&lt;b&gt;Abbey Theatre&lt;/b&gt;.&lt;b&gt; O’Connel Street&lt;/b&gt; inizia col Monumento                            dedicato a &lt;b&gt;Daniel O’Connel&lt;/b&gt; che                            dà il nome a una delle strade                            più animate della capitale irlandese, piena di                            uffici e locali. Lungo di essa si trovano tra l’altro                            il &lt;b&gt;General Post Office&lt;/b&gt; e la statua                            dedicata a &lt;b&gt;James Joyce&lt;/b&gt;,  con annesso museo. A mezza strada &lt;/span&gt;è &lt;span style="font-size: small;"&gt; possibile ammirare lo &lt;b&gt;Spire&lt;/b&gt;, una torre d'acciaio alta 120 metri. Costruita nel 2002, e diventata la scultura &lt;/span&gt;più alta del mondo, al suo posto, fino al 1966, vi era la &lt;b&gt;Nelson's Pillar&lt;/b&gt;: una colonna raffigurante l'ammiraglio inglese, poi distrutta da una bomba dell'&lt;b&gt;IRA&lt;/b&gt;.&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Altre cose interessanti da vedere                            sono la fontana &lt;b&gt;Anna Livia Millennium&lt;/b&gt;, &lt;/span&gt; il grande magazzino &lt;b&gt;Clery’s&lt;/b&gt; (per gli acquisti) e,                            in fondo alla strada, il Monumento a &lt;b&gt;Parnell&lt;/b&gt;. &lt;span style="font-size: small;"&gt;Sempre nei pressi di O’Connel St. si trovano la                            chiesa più importante di Dublino, la &lt;b&gt;St.                            Mary’s Cathedral &lt;/b&gt;e &lt;b&gt;Moore St.                            Market&lt;/b&gt;, con il caratteristico e caotico mercato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sulla                            sponda a sud del Liffey, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Parliament St. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;porta alla &lt;b&gt;City Hall&lt;/b&gt;,  sede del Municipio cittadino. Poco distante c'è il &lt;b&gt;Dublin Castle&lt;/b&gt;, originario del XIII sec., ospita                            al suo interno numerose opere d’arte, tra cui                            spicca la &lt;b&gt;St.Patrick Hall&lt;/b&gt;. La&lt;b&gt; Christ Church Cathedral,&lt;/b&gt; risalente                            al XIII sec. e ristrutturata alla fine del XIX sec., al suo interno ospita la &lt;b&gt;Tomba                            di Strongbow&lt;/b&gt;. Poco distante si trova la &lt;b&gt;St.                            Patrick Cathedral.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxcKWuJ8HmI/AAAAAAAAAdM/Mg7XfZLctsk/s1600-h/PicForNewsletterIrelandSept2005DublinTempleBar.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="148" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxcKWuJ8HmI/AAAAAAAAAdM/Mg7XfZLctsk/s320/PicForNewsletterIrelandSept2005DublinTempleBar.JPG" width="197" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Temple Bar&lt;/b&gt; è                            considerata una tra le strade più alternative della città. &lt;/span&gt;Il Quartiere prende il nome dal Temple Bar il &lt;b&gt;pub &lt;/b&gt;centrale  colorato di rosso nel quale in passato risiedeva &lt;b&gt;William Temple,&lt;/b&gt; il rettore del &lt;b&gt;Trinity College&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Grafton St.:&lt;/b&gt; situata nella parte meridionale                            della città è la strada dove si effettua                            lo shopping più esclusivo di Dublino. Lungo di essa                            si trovano la statua di &lt;b&gt;Molly Malone&lt;/b&gt;                            e &lt;b&gt;il Bewley’s Oriental Cafè&lt;/b&gt;,                            uno dei locali storici della capitale. Per tutta la giornata vi si possono ammirare artisti da strada e musicisti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;St. Stephen’s Green:&lt;/b&gt; situato                            alla fine di &lt;b&gt;Grafton St.&lt;/b&gt;, è                            &lt;b&gt;l’Hyde Park di Dublino&lt;/b&gt;, frequentato                            da chi alla ricerca di tranquillità                            e fresco, soprattutto nella stagione estiva.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Dawson St.:&lt;/b&gt; parallela a Grafton St.                            ospita la &lt;b&gt;St. Ann Church&lt;/b&gt; e la &lt;b&gt;Mansion                            House&lt;/b&gt;, residenza del sindaco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Trinity College: &lt;/b&gt;edificio tra i più                            belli e visitati della capitale, fu fondato verso la                            fine del XVI sec., come scuola protestante. Vi hanno                            studiato alcuni fra i più illustri personaggi                            della storia irlandese. Al suo interno si trovano tra                            l’altro la &lt;b&gt;Old Library&lt;/b&gt; e il &lt;b&gt;Tesoro&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Tra i piu' famosi musei da citare l'IMMA, Museo di Arte Moderna, la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;National Gallery, &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;il &lt;b&gt;National Museum,&lt;/b&gt; affiancato dalla                            &lt;b&gt;National Library&lt;/b&gt;. Il &lt;b&gt;Kilmainham Gaol Historical Museum&lt;/b&gt; era una antica prigione del paese.&lt;b&gt; &lt;/b&gt;Fuori Dublino,&lt;b&gt; &lt;/b&gt;da                            vedere sicuramente &lt;b&gt;Phoenix Park&lt;/b&gt;, uno                            dei parchi più grandi d’Europa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxcJUjG-SFI/AAAAAAAAAdE/FBrRGXAD5OY/s1600-h/spire_dublin_night.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="141" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxcJUjG-SFI/AAAAAAAAAdE/FBrRGXAD5OY/s320/spire_dublin_night.jpg" width="212" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;A &lt;b&gt;Dublino&lt;/b&gt; è situato il più importante porto della Repubblica, che monopolizza i traffici navali mercantili. Economicamente parlando, Dublino è nota per le sue industrie di &lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;birra&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;elettronica&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;meccanica&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt; e per le &lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;distillerie&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;; inoltre, prodotto tradizionale, è la fabbricazione di &lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;popeline&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;. Inoltre, recentemente, viene sfruttato anche il sottosuolo, poiché vi sono considerevoli quantità di &lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;torba&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;petrolio&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;carbone&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-2860352396007671308?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/2860352396007671308/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=2860352396007671308' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/2860352396007671308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/2860352396007671308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/dublino.html' title='Dublino'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxcJFGvRWqI/AAAAAAAAAc8/MMG30Uffydo/s72-c/2546210789_1eaac14808.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-76031575011636511</id><published>2009-11-30T01:36:00.001+01:00</published><updated>2009-11-30T01:37:53.052+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='animali'/><title type='text'>La tartaruga</title><content type='html'>&lt;i&gt;« La tartaruga disse a Zeus: "Voglio una casa tutta per me, in modo che vi possa entrare solo chi dico io!". Zeus rispose: "Avrai una casa tutta tua, ma ci potrai entrare solo tu!" »&lt;/i&gt; (Esopo)&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxMSdQhHGxI/AAAAAAAAAcs/FY6k9OOPtLg/s1600/Tartaruga_sui_fondali.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="173" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxMSdQhHGxI/AAAAAAAAAcs/FY6k9OOPtLg/s200/Tartaruga_sui_fondali.jpg" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;L'ordine &lt;b&gt;&lt;i&gt;Testudines&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; o &lt;i&gt;&lt;b&gt;Chelonia&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; comprende rettili comunemente noti come tartarughe o testuggini. Più precisamente il termine &lt;b&gt;tartaruga&lt;/b&gt; indica le &lt;i&gt;tartarughe acquatiche&lt;/i&gt; (siano esse d'acqua dolce -come ad esempio gli &lt;i&gt;Emydidae&lt;/i&gt;, con membrane di pelle tra gli artigli- o marine -con arti trasformati in pinne), carnivore e con carapace dal profilo basso; mentre si dice &lt;b&gt;testuggine&lt;/b&gt; (dal latino &lt;i&gt;testudo&lt;/i&gt;) qualunque specie sia adattata alla vita terrestre, erbivora, con possenti artigli e con carapace (generalmente) rialzato.&lt;br /&gt;Le &lt;b&gt;tartarughe&lt;/b&gt; sono dotate di un guscio protettivo: la parte superiore di questa "&lt;b&gt;&lt;i&gt;corazza&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;" prende il nome di "&lt;b&gt;carapace&lt;/b&gt;", mentre la parte inferiore prende il nome di "&lt;b&gt;piastrone&lt;/b&gt;". Le tessere di carapace e piastrone sono chiamati &lt;b&gt;scuti&lt;/b&gt;. Esistono diverse specie adattate per diversi ambienti, per i fiumi e laghi (come la &lt;i&gt;Pseudemydis scripta&lt;/i&gt;), per i mari (come la &lt;i&gt;Caretta caretta&lt;/i&gt;) per la terra (come la &lt;i&gt;Testudo hermanni&lt;/i&gt;).&lt;br /&gt;Le specie &lt;b&gt;acquatiche&lt;/b&gt; sono onnivore, per lo più carnivore da giovani e con la crescita preferiscono i vegetali, si alimentano di pesce, lattuga, frutti di bosco (che non fermentano a differenza degli altri frutti durante la digestione), mentre le terrestri sono più erbivore con una dieta che varia dalla frutta ai cactus.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxMTt0ZAmWI/AAAAAAAAAc0/pmlq6DGhjcY/s1600/tartaruga-harriet.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="182" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxMTt0ZAmWI/AAAAAAAAAc0/pmlq6DGhjcY/s200/tartaruga-harriet.jpg" width="236" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Mitologia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Nel Kurmapurana, un mito cosmogonico (&lt;b&gt;purana&lt;/b&gt;, storia antica), la tartaruga, kurma, rappresenta il mondo: il cielo è la sua corazza ricurva, il corpo la terra. Creata dal demiurgo &lt;b&gt;Prajapati&lt;/b&gt;, divenne poi un &lt;i&gt;avatar&lt;/i&gt; di &lt;b&gt;Visnhu&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Curiosità&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Esistono specie, dette dal guscio molle, che riescono a ritirare o espandere il proprio guscio&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La tartaruga alligatore (&lt;i&gt;Macroclemys temminckii&lt;/i&gt;) ha un'escrescenza rosa sulla lingua a forma di verme che usa per cacciare pesce&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Esistono delle tartarughe giganti, le più conosciute sono quelle delle &lt;b&gt;Galapagos&lt;/b&gt; e delle &lt;b&gt;Seychelles&lt;/b&gt;. Rimangono circa 15000 esemplari di esse, queste hanno una lunghezza dai 2 ai 3 metri, altezza di 1 metro circa e pesano 230 kg in media.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-76031575011636511?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/76031575011636511/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=76031575011636511' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/76031575011636511'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/76031575011636511'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/la-tartaruga.html' title='La tartaruga'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxMSdQhHGxI/AAAAAAAAAcs/FY6k9OOPtLg/s72-c/Tartaruga_sui_fondali.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-4226792840772471012</id><published>2009-11-29T02:33:00.002+01:00</published><updated>2009-11-29T02:35:05.594+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sesso'/><title type='text'>Kama Sutra: L'unione dell'Ape</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxHPa89H2JI/AAAAAAAAAck/uGJmU4SIFLg/s1600/252758723.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxHPa89H2JI/AAAAAAAAAck/uGJmU4SIFLg/s320/252758723.jpg" width="182" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #073763; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La                    donna si siede di schiena sul pene del suo uomo seduto con le gambe allungate                    davanti. &lt;br /&gt;La donna può allora andare e venire verticalmente appoggiandosi                    sulle mani e le gambe. L’uomo accompagna i suoi movimenti                    sollevandola per le natiche o le cosce. La donna controlla meglio                    la profondità della penetrazione che nelle altre posizioni                    con penetrazione da dietro. Le pareti anteriori della vagina                    e il punto G sono ben stimolate. L’uomo in posizione passiva può accarezzare il seno e il clitoride della donna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Variante&lt;/b&gt;: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;l’uomo può appoggiare il dorso al muro per un migliore appoggio. La donna può inginocchiarsi invece di sedersi per potersi piegare più facilmente in avanti e cambiare l’Angolo d’inclinazione della vagina. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #073763; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;div style="color: #073763; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Pro&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #073763; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La donna controlla meglio la profondità della          penetrazione che nelle altre posizioni con penetrazione          da dietro. Le pareti anteriori della vagina e il punto          G sono ben stimolate. L’uomo in posizione passiva          può accarezzare il seno e il clitoride della          compagna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #073763; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #073763; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Contro&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Posizione stancante per l’uomo in assenza di          appoggio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-4226792840772471012?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/4226792840772471012/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=4226792840772471012' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/4226792840772471012'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/4226792840772471012'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/kama-sutra-lunione-dellape.html' title='Kama Sutra: L&apos;unione dell&apos;Ape'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxHPa89H2JI/AAAAAAAAAck/uGJmU4SIFLg/s72-c/252758723.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-9173250023153592734</id><published>2009-11-29T02:15:00.001+01:00</published><updated>2009-11-29T02:16:26.777+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='whisky'/><title type='text'>Cutty Sark</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il nome &lt;b&gt;Cutty Sark&lt;/b&gt; riprende quello di un &lt;b&gt;clipper&lt;/b&gt;, orgoglio della marina mercantile inglese, varato nel &lt;b&gt;1869&lt;/b&gt; che, dopo aver percorso per anni la rotta del tè, è stato in seguito adibito a museo galleggiante ormeggiato a &lt;b&gt;Greenwich&lt;/b&gt;, dove nel maggio 2007 è stato semi-distrutto da un incendio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxHDfUPXj1I/AAAAAAAAAcU/koudprPAhv0/s1600/CUTTYSARK.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="271" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxHDfUPXj1I/AAAAAAAAAcU/koudprPAhv0/s320/CUTTYSARK.JPG" width="138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Leggendo            l'etichetta si nota subito una differenza rispetto a tutti gli altri            blended "&lt;b&gt;Scotch Whisky&lt;/b&gt;" (&lt;i&gt;whisky scozzese&lt;/i&gt;), Cutty Sark Original si chiama invece           "&lt;b&gt;Scots Whisky&lt;/b&gt;" (whisky degli scozzesi). La storia inizia nel 1923: nella sede della &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Berry Bros &amp;amp; Rudd&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;(&lt;span style="font-size: small;"&gt;il più antico mercante di vini e liquori di Inghilterra, &lt;b&gt;fornitore della casa reale&lt;/b&gt; fin dai tempi di &lt;b&gt;Giorgio III&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; di &lt;b&gt;Londra&lt;/b&gt;), durante            un incontro conviviale, i titolari offrono in degustazione, a un loro            invitato, l'artista scozzese McBey, un            campione di un nuovo "&lt;i&gt;blend&lt;/i&gt;", molto morbido, in assoluta controtendenza            con le marche più popolari che circolano sul mercato (prodotti            molto forti destinati a una precisa fascia di consumatori). I titolari della &lt;b&gt;Berry Bros &amp;amp; Rudd&lt;/b&gt; stanno pensando di affrontare            il mercato americano, che nel giro di pochi mesi dovrebbe abrogare la            legge sul &lt;b&gt;proibizionismo&lt;/b&gt;, con un prodotto decisamente innovativo.&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;McBey&lt;/b&gt; assaggia il whisky e lo trova &lt;b&gt;eccezionale&lt;/b&gt;, si prende l'incarico            di disegnare l'etichetta. In quella stessa sede decidono anche il nome e la scelta cade su "&lt;b&gt;Cutty            Sark&lt;/b&gt;" (dal gaelico "&lt;i&gt;camicia corta&lt;/i&gt;") espressione che è            riportata anche in un poema di Robert Burns. &lt;b&gt;Cutty Sark&lt;/b&gt; era il nome            di un famoso clipper (una delle ultime navi veloci adibite al trasporto            dei carichi di tè dalla &lt;b&gt;Cina&lt;/b&gt;). Pur non avendo mai vinto la famosa            "&lt;b&gt;Tea Clipper Race&lt;/b&gt;" (gara dei clipper dalla Cina all'Inghilterra)            &lt;b&gt;Cutty Sark&lt;/b&gt; era diventata un mito perché riuscì, per l'abilità            del suo capitano, ad arrivare in porto nonostante avesse il timone spezzato            e le vele lacerate da un violento uragano (in pieno oceano mentre era            in corsa per la gara Tea Clipper Race, in quella occasione arrivò            seconda e si conquistò un'enorme notorietà). Nel giro            di pochi anni tutti i clipper furono sostituiti da navi a vapore e vennero            distrutti, Cutty Sark fu l'unico che si salvò per merito di questa            sua fama da leggenda; attualmente si trova a &lt;b&gt;Greenwich&lt;/b&gt; in esposizione,            come una gloria nazionale.&lt;br /&gt;Tornando invece al "&lt;b&gt;Cutty Sark Original Scots Whisky&lt;/b&gt;", studiata            la confezione e l'etichetta, in azienda si prepararono per lanciare            il loro &lt;i&gt;blended&lt;/i&gt; negli &lt;b&gt;Stati Uniti&lt;/b&gt;. Il proibizionismo, però continuò            ancora per molti anni e &lt;b&gt;Mr.Rudd&lt;/b&gt;, nel corso dei frequenti viaggi negli            Stati Uniti, ebbe occasione di incontrare un certo capitano &lt;b&gt;McCoy&lt;/b&gt;, che            già faceva grossi affari introducendo illegalmente in &lt;b&gt;America&lt;/b&gt;            rum e altri distillati dalle &lt;b&gt;Bahamas&lt;/b&gt;. McCoy trattava solo prodotti di            alta qualità ed era ben noto in America per l'affidabilità            delle sue consegne. Il capitano contrabbandiere si entusiasmò            a tal punto di &lt;b&gt;Cutty Sark&lt;/b&gt;, che ne prese in esclusiva "&lt;b&gt;la distribuzione            illegale&lt;/b&gt;" per tutta l'America.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxHLHaKrJMI/AAAAAAAAAcc/pHfHm5iw6Mw/s1600/cutty_sark_logo.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="187" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxHLHaKrJMI/AAAAAAAAAcc/pHfHm5iw6Mw/s320/cutty_sark_logo.jpg" width="184" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Nel giro di pochi anni Cutty Sark divenne il whisky più venduto,            grazie alla garanzia fornita da McCoy, e per il capitano risultò            essere la maggior fonte di reddito e la sua attività si identificò            a tal punto con la marca che i consumatori americani quando ordinavano            un whisky al barista, dovendo utilizzare una metafora, chiedevano "&lt;i&gt;Vorrei un McCoy",&lt;/i&gt; intendendo un &lt;b&gt;Cutty Sark&lt;/b&gt;. Per anni &lt;b&gt;Cutty Sark Original Scots Whisky&lt;/b&gt;            è stato al primo posto nelle vendite degli U.S.A. e ancora oggi            nei siti delle aste americane c'è una sezione dedicata alla vecchia            oggettistica di Cutty Sark. Lo Scots Whisky diversamente            rinfrescante ha creato un nuovo stile,            un &lt;b&gt;whisky leggero&lt;/b&gt; di qualità. Forte identità visiva, etichetta            gialla, disegno del clipper. Evoca un senso di avventura e di libertà.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il negozio di Berry Bros &amp;amp; Rudd, tuttora attivo nella &lt;b&gt;sede storica&lt;/b&gt; situata nel cuore di &lt;b&gt;Londra&lt;/b&gt; (3 St James's Street) mantiene due &lt;b&gt;Royal Warrant&lt;/b&gt; in quanto fornitore ufficiale della Regina e del Principe Carlo d'Inghilterra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt; &lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Ottenuto dalla miscela di circa 20 single whisky (in prevalenza malt whisky dello &lt;b&gt;Speyside&lt;/b&gt;) invecchiati in botti di quercia americana. È stato il primo whisky prodotto senza coloranti. Il colore chiaro è pertanto una sua peculiarità. Invecchiato di 4, 8, 12 e 15 anni.&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt; &lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-9173250023153592734?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/9173250023153592734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=9173250023153592734' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/9173250023153592734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/9173250023153592734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/cutty-sark.html' title='Cutty Sark'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxHDfUPXj1I/AAAAAAAAAcU/koudprPAhv0/s72-c/CUTTYSARK.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-3872613548384869391</id><published>2009-11-29T00:15:00.000+01:00</published><updated>2009-11-29T00:15:07.535+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='orologi'/><title type='text'>Patek Philippe</title><content type='html'>La &lt;b&gt;Patek Philippe&lt;/b&gt; è senz’altro il marchio simbolo dell’orologeria svizzera, fondata da&lt;b&gt; Norbert de Patek&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Jean Adrien Philippe&lt;/b&gt;, nel lontano &lt;b&gt;1845&lt;/b&gt; come Patek &amp;amp; Co.&amp;nbsp;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;e modificata dagli stessi soci in Patek Philippe &amp;amp; Co. nel 1851.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxGtkYH_ZoI/AAAAAAAAAb8/S8j-Pu7s46g/s1600/patek-philippe-world-time-ref-5131-dial.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="201" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxGtkYH_ZoI/AAAAAAAAAb8/S8j-Pu7s46g/s320/patek-philippe-world-time-ref-5131-dial.jpg" width="163" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Risulta la più antica casa orologiaia ancora esistente. E’ interessante notare come questo marchio portabandiera dell’orologeria elvetica non nasca, come tutti possono pensare da una creazione &lt;b&gt;Svizzera&lt;/b&gt;, bensì, proprio da Jean A. Philippe che era un geniale orologiaio francese di &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; e da Patek un ex ufficiale di cavalleria Polacco (il suo nome completo era &lt;i&gt;Antoine Norbert Patek de Pradwdzic&lt;/i&gt;) rifugiato in Svizzera a &lt;b&gt;Ginevra&lt;/b&gt; dove dopo breve tempo dal suo arrivo, cominciò ad interessarsi dell’orologeria, diventando per l’appunto un imprenditore di questo settore. Il sodalizio tra il gusto di &lt;b&gt;de Patek &lt;/b&gt;e le innovazioni tecniche di &lt;b&gt;Philippe&lt;/b&gt; (suo è il primo orologio con rimessa all’ora e carica in corona invece che per mezzo di una chiavetta) daranno origine a una collezione che diventerà ben presto mito. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Patek&lt;/b&gt; mori nel 1877, &lt;b&gt;Philippe&lt;/b&gt; nel 1894. La ragione sociale dell’azienda viene poi modificate nel 1901 e diventa l’attuale società per azioni, con un’importanza superiore nel panorama dell’imprenditoria. Il &lt;b&gt;1929&lt;/b&gt;, un anno difficile per l’economia mondiale, segna un nuovo capitolo per la società Elvetica che viene acquistata dai fratelli &lt;b&gt;Stern&lt;/b&gt;, tutt’oggi alla guida del prestigioso marchio.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Il primo cronografo da polso della &lt;b&gt;Patek Philippe&lt;/b&gt; è del 1926, un’elaborazione della meccanica ideata da &lt;b&gt;Victorin Piguet&lt;/b&gt;, con la particolarità delle funzioni crono, quali partenza, arresto e azzeramento, che erano comandate dalla corona, la cassa era di forma tortue in oro ed il quadrante in argento con indici &lt;b&gt;Breguet&lt;/b&gt; e sfere brunite poire. L’evoluzione dell’orologeria in questi anni, ha uno sviluppo decisamente veloce e forse anche avveneristico, ma nel &lt;b&gt;1934&lt;/b&gt; viene presentato il modello 130 che diventerà l’archetipo del cronografo da polso e rimarrà negli annali, con posizione predominante e fissa nel catalogo; verrà prodotto infatti fino agli anni sessanta.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxGus3sdEjI/AAAAAAAAAcE/i0DXSDukOYM/s1600/mtr_09_0415_patek_philippe_calatrava_officier_r--f_5153_01.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="228" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxGus3sdEjI/AAAAAAAAAcE/i0DXSDukOYM/s200/mtr_09_0415_patek_philippe_calatrava_officier_r--f_5153_01.jpg" width="228" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;La cassa è essenziale e riprende le linee di un altro cavallo di battaglia di &lt;b&gt;Patek Philippe&lt;/b&gt;; il modello “&lt;b&gt;&lt;i&gt;Calatrava&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;" con cassa a scatto a moneta, diametro di trentatre centimetri, oro a 18 Karati, anse lunghe e sottili, corona di carica piatta ma sovradimensionata per una ricarica più agevole e duratura. Infine i due pulsanti quadri atti alla partenza e arresto a ore due e l’azzeramento a ore 4. Diverse sono le tipologie di quadrante che potevano avere gli indici stampati, applicati in oro a barretta con 12 e 6 a numeri romani, o più raramente con numeri &lt;b&gt;Breguet&lt;/b&gt; applicati in oro, di norma con scala tachimetrica, molto rari con scala pulsometrica, le sfere sempre in oro possono essere baton o foglia, con la particolarità della lancetta del contaminuti brunita, come anche la sfera centrale crono, che distingue la funzione tempo, ore minuti e piccoli secondi al sei, dalla funzione cronografo. Il movimento del &lt;b&gt;Patek Philippe Cronografo 130&lt;/b&gt;, è un’elaborazione del calibro 23 della Valjoux, da 13 linee, con il ben noto scappamento ad ancora e bilanciere bimetallico tagliato e compensato con viti, spirale Breguet e regolazione micrometrica della racchetta a collo di cigno, 18.000 alternanze ora, 23 rubini, cronografia azionata per mezzo di una ruota a colonne, coperta in tutti i crono &lt;b&gt;Patek Philippe&lt;/b&gt; da una caratteristica protezione. La finitura è naturalmente di pregio con ponte separato per la ruota conduttrice. Le piastre e ponti infatti sono a “&lt;i&gt;còtes de Genève&lt;/i&gt;”, con leverini e viterie lucidate a mano. Questo modello di &lt;b&gt;Patek Philippe&lt;/b&gt; è di sicuro una delle migliori sintesi del crono a due contatori con contaminuti nato alla fine degli anni trenta. Un collezionista di cronografi d’epoca che voglia avere un pezzo unico, deve sicuramente ambire a questo modello perché, rimasto in produzione per parecchi anni, quindi facilmente reperibile rispetto i suoi “compagni” &lt;b&gt;530&lt;/b&gt;, e &lt;b&gt;1463&lt;/b&gt; che al contrario vennero prodotti in piccolissime serie e con quotazioni che possono anche superare gli attuali 100.000 euro. Particolari come il quadrante o il materiale della cassa possono anche raddoppiare la stima dell’esemplare (i modelli con cassa in acciaio sono rarissimi e quindi paradossalmente molto più costosi). &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxGtet5KPkI/AAAAAAAAAb0/Fmw_S8yFo_k/s1600/patek_philippe_logo.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="101" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxGtet5KPkI/AAAAAAAAAb0/Fmw_S8yFo_k/s320/patek_philippe_logo.jpg" width="165" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Nelle aste internazionali e negli ultimi anni in particolar modo, hanno beneficiato di una costante ascesa delle loro quotazioni, proprio per la particolarità e l’importanza delle evoluzioni e specifiche tecniche. Non a caso comunque, la produzione di &lt;b&gt;Patek Philippe&lt;/b&gt;, non è mai stata massificata e anche il crono più comune è pur sempre un orologio raro, e con un fascino che nemmeno la &lt;b&gt;Patek Philippe&lt;/b&gt; è riuscita ad eguagliare con le sue creazioni successive e più recenti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-3872613548384869391?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/3872613548384869391/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=3872613548384869391' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3872613548384869391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3872613548384869391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/patek-philippe.html' title='Patek Philippe'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxGtkYH_ZoI/AAAAAAAAAb8/S8j-Pu7s46g/s72-c/patek-philippe-world-time-ref-5131-dial.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-3529343736559267997</id><published>2009-11-28T20:50:00.001+01:00</published><updated>2009-11-28T20:51:55.576+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='birra'/><title type='text'>Orval</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxF8WdD4aBI/AAAAAAAAAbs/IhQ49jVEDmw/s1600/orval.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="181" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxF8WdD4aBI/AAAAAAAAAbs/IhQ49jVEDmw/s320/orval.jpg" width="178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L'abbazia di &lt;b&gt;Orval&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;fu          fondata nel 1070 da alcuni frati benedettini provenienti dalla &lt;b&gt;Calabria&lt;/b&gt;.          Ma il legame con l’Italia non si ferma qui, poiché il simbolo          dell’Abbazia, una trota con l’anello d’oro in bocca, è associato alla          contessa &lt;b&gt;Matilde di Canossa&lt;/b&gt; che seduta sulla riva della sorgente che          forniva acqua al monastero, inavvertitamente lasciò cadere il suo anello          nuziale. Turbata implorò la Vergine Maria che glielo facesse ritrovare e          una trota emerse in superficie portando in bocca il prezioso anello.          Meravigliata la contessa esclamò: "&lt;i&gt;Questo luogo è veramente una valle          d’oro&lt;/i&gt;!", in francese "&lt;b&gt;&lt;i&gt;val d’Or&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;", che col tempo è diventata &lt;b&gt;Orval&lt;/b&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxF8T4HlkOI/AAAAAAAAAbk/IX9TPgj6MDM/s1600/800px-Orval_et_son_verre.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="173" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxF8T4HlkOI/AAAAAAAAAbk/IX9TPgj6MDM/s320/800px-Orval_et_son_verre.jpg" width="229" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La          Birra originale &lt;b&gt;trappista&lt;/b&gt; dell’Abbazia di Orval ha uno stile unico.          Dalla scelta dei malti (ne vengono usate tre varietà diverse), ai tipi          di luppolo impiegati, fino alle particolari colture di lieviti          autoctoni, nulla è lasciato al caso. L’obiettivo è "l&lt;i&gt;e goût d’Orval&lt;/i&gt;", a          cui si arriva con tre fermentazioni, l’ultima delle quali avviene in          bottiglia dando origine ad un deposito ricco di vitamine del gruppo B (rifermentazione          naturale in bottiglia). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Colore&lt;/b&gt;: rosato, intenso e velato&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Fermentazione&lt;/b&gt;: rifermentata in bottiglia&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Gradi alcolici:&lt;/b&gt; 6,2%&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Temperatura:&lt;/b&gt; 14° C&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Gusto&lt;/b&gt;: potente, complesso, vinoso&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Schiuma&lt;/b&gt;: abbondante, cremosa e persistente&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Bicchiere:&lt;/b&gt; coppa o balloon&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Abbinamento&lt;/b&gt;: carni arrosto, pesce affumicato e formaggi erborinati&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Di colore rosato con riflessi aranciati l’&lt;b&gt;Orval&lt;/b&gt;          ha profumi intensi di frutta matura, in particolare susine e prugne          bianche. In bocca è asciutta, fresca e morbida, fruttata, ricca di toni          vegetali, con uno sfondo amarognolo di rabarbaro e china, e un tocco di          liquirizia dato dai particolari processi di luppolatura. Ha una spuma          cremosa, retrogusto fresco e lunga persistenza. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-3529343736559267997?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/3529343736559267997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=3529343736559267997' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3529343736559267997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3529343736559267997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/orval.html' title='Orval'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxF8WdD4aBI/AAAAAAAAAbs/IhQ49jVEDmw/s72-c/orval.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-8909707920367111750</id><published>2009-11-28T20:32:00.004+01:00</published><updated>2009-11-28T20:56:52.590+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la frase del giorno'/><title type='text'>La frase del giorno</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: large;"&gt;If anything can go wrong, it will.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;(&lt;i&gt;Se qualcosa può andar male lo farà&lt;/i&gt;).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Edward Murphy.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-8909707920367111750?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/8909707920367111750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=8909707920367111750' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/8909707920367111750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/8909707920367111750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/la-frase-del-giorno.html' title='La frase del giorno'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-1717472814039841716</id><published>2009-11-28T20:15:00.000+01:00</published><updated>2009-11-28T20:15:10.564+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cucina'/><title type='text'>Escargots à la Bourguignonne</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxF18Ez-mOI/AAAAAAAAAbc/PO2T330VbqI/s1600/escargot.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="164" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxF18Ez-mOI/AAAAAAAAAbc/PO2T330VbqI/s320/escargot.jpg" width="218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;            &lt;b&gt;Ingredienti (&lt;/b&gt;Per 4 persone):&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; 50 grosse lumache spurgate &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; 40 g di burro &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; un ciuffo di prezzemolo&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; due spicchi d’aglio&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; sale, pepe&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;           &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="style5" style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Preparazione&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Tritare l’aglio ed il prezzemolo. Far ammorbidire il burro a temperatura ambiente, e mescolarne 2/3 con il prezzemolo e l’aglio in una terrina, quindi salare e pepare.&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Prendere le lumache spurgate senza sgusciarle, infilare un po' della crema ottenuta in ogni guscio, disporle in una teglia e ricoprirle con il restante burro, fuso.&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Cuocere in forno a 220 °C per 8  minuti circa. Servire caldissimo.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; Bon appetit.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-1717472814039841716?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/1717472814039841716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=1717472814039841716' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/1717472814039841716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/1717472814039841716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/escargots-la-bourguignonne.html' title='Escargots à la Bourguignonne'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxF18Ez-mOI/AAAAAAAAAbc/PO2T330VbqI/s72-c/escargot.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-7198371321233922807</id><published>2009-11-28T16:23:00.001+01:00</published><updated>2009-11-28T16:29:34.081+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='automobili'/><title type='text'>Jaguar E-Type</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;           La storia della &lt;b&gt;Jaguar E-Type&lt;/b&gt; inizia al salone di Ginevra nel lontano 16 marzo del &lt;b&gt;1961&lt;/b&gt;. Guardando negli annali dell'automobilismo moderno è impossibile non notare come gli anni ’60 siano stati particolarmente generosi nel regalarci alcune tra le più belle auto mai prodotte, come la &lt;b&gt;Ferrari 250 GTO&lt;/b&gt;, la &lt;b&gt;Lamborghini Miura&lt;/b&gt; e, naturalmente, la &lt;b&gt;E-Type&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="intelliTXT"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="intelliTXT"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="intelliTXT"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="intelliTXT"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxE-aZv4iiI/AAAAAAAAAa8/AyYtJoF-9qI/s1600/1963-jaguar-e-type-38-roadster.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="148" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxE-aZv4iiI/AAAAAAAAAa8/AyYtJoF-9qI/s320/1963-jaguar-e-type-38-roadster.jpg" width="198" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="intelliTXT"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="intelliTXT"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Dietro la sua presentazione si nasconde un curioso aneddoto che fa pensare a quanto i tempi siano cambiati. La &lt;b&gt;Jaguar&lt;/b&gt; aveva previsto di esporre al salone due esemplari, uno per la normale esposizione statica e un altro per le dimostrazioni alla stampa. Quest’ultimo, dopo tutti i controlli del caso presso lo stabilimento, partì in ritardo da &lt;b&gt;Coventry&lt;/b&gt; (sede della Jaguar) e venne guidato di corsa fino a &lt;b&gt;Ginevra&lt;/b&gt; , dove arrivò giusto in tempo. Tanta fatica venne ampiamente ricompensata dal giudizio del pubblico e della stampa: tutti ne rimasero molto impressionati, in positivo ovviamente. Per quei tempi, la &lt;b&gt;E-Type&lt;/b&gt; era un’auto davvero molto avanzata, dotata di quattro freni a disco, struttura monoscocca e di sospensioni posteriori indipendenti, ma ciò che colpì prima di tutto fu indubbiamente la carrozzeria, disegnata dal “&lt;i&gt;mago dell’aerodinamica&lt;/i&gt;” &lt;b&gt;Malcolm Sayer&lt;/b&gt;. Affusolata, sinuosa e seducente, impossibile non restarne affascinati. Fu un elemento molto importante per il raggiungimento della notevole velocità massima dichiarata: 150 miglia all’ora, pari a 240 km/h. Al debutto, la nuova &lt;b&gt;Jaguar&lt;/b&gt; era disponibile in due varianti di carrozzeria, &lt;b&gt;convertibile&lt;/b&gt; (detta OTS - &lt;i&gt;Open Two Seater&lt;/i&gt;) e &lt;b&gt;coupè&lt;/b&gt; (detta FHC - &lt;i&gt;Fixed Head Coupe&lt;/i&gt;).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="intelliTXT"&gt;Il motore, già visto sulla &lt;b&gt;XK 150 S&lt;/b&gt;, era un sei cilindri in linea (della serie &lt;b&gt;XK&lt;/b&gt;) con una cilindrata di 3.8 litri, doppio albero a camme in testa e alimentato da tre carburatori SU HD8 e capace di ben 265cv. Era accoppiato a un poco indovinato cambio &lt;b&gt;Moss&lt;/b&gt; a quattro rapporti, con il primo non sincronizzato. La sua manovrabilità fu uno degli elementi più criticati della vettura, insieme alla resistenza dei freni durante la guida sportiva e alla scarsa capacità dei sedili di trattenere il corpo in curva.&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="intelliTXT"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La &lt;b&gt;Jaguar&lt;/b&gt; diede grande importanza al comportamento stradale e ciò portò, allo sviluppo di un nuovo sistema di sospensioni posteriori indipendenti, dotate di quattro ammortizzatori (che, a differenza dell’avantreno, erano accoppiati a delle molle) e di freni “&lt;b&gt;&lt;i&gt;entrobordo&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;”, posizionati cioè all’uscita del differenziale posteriore, in modo da ridurre le masse non sospese. Lo sterzo, a &lt;i&gt;cremagliera&lt;/i&gt;, si rivelò un altro elemento importante: grazie al basso rapporto di demoltiplicazione e allo sforzo, ridotto, per l’azionamento. Tutto ciò diede alla &lt;b&gt;E-Type&lt;/b&gt; una grande efficacia, con un temperamento non certo compassato e gentile ma impegnativo, da auto da corsa. Aveva tutti gli elementi per diventare un vero e proprio mito dell’automobilismo.&lt;br /&gt;La consacrazione completa arrivò al salone di &lt;b&gt;New York&lt;/b&gt; del 1°aprile dello stesso anno, dove la nuova &lt;b&gt;Jaguar&lt;/b&gt; riscosse un grandissimo successo, specialmente nella versione scoperta. Anche in questo caso, a colpire non fu solo lo stile ma anche le notevoli prestazioni e la stampa locale non perse tempo per tesserne le lodi.&lt;br /&gt;Nel &lt;b&gt;1965&lt;/b&gt; arrivò la prima versione migliorata, con un motore dalla cubatura aumentata a 4.2 litri, in grado di garantire una erogazione più robusta anche ai regimi inferiori (migliorò la coppia ma non la potenza). Nuovo anche il cambio, un componente &lt;b&gt;Jaguar&lt;/b&gt; al posto del precedente Moss, sempre a quattro rapporti ma, finalmente, tutti sincronizzati. All’interno cambiarono anche i sedili, con un modello più ergonomico, contenitivo e ribaltabile, e l’insieme plancia-tunnel centrale, nel quale sparì il rivestimento in alluminio per lasciar spazio a un nuovo set di interruttori (adagiati su un rivestimento nero in vinile) e alla pelle. Novità assoluta fu anche l’introduzione di un nuovo modello 2+2, il quale si differenziava dalla normale FHC, oltre alla ovvia differente abitabilità, anche per un passo maggiorato (9” di differenza) e il padiglione più alto. Su questa versione venne reso disponibile anche un cambio automatico, a tre rapporti, costruito dalla &lt;b&gt;Borg Warner&lt;/b&gt;.&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="intelliTXT"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="intelliTXT"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="intelliTXT"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="intelliTXT"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxE-j8HQ3BI/AAAAAAAAAbE/AUCSbY8DjTA/s1600/1961_jaguar_e_type_77rw-1.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="175" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxE-j8HQ3BI/AAAAAAAAAbE/AUCSbY8DjTA/s320/1961_jaguar_e_type_77rw-1.jpg" width="233" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="intelliTXT"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="intelliTXT"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nel &lt;b&gt;1967&lt;/b&gt; arrivarono altre modifiche, necessarie per rispettare la normativa USA che sarebbe entrata in vigore il 1°gennaio del 1968 (il mercato statunitense era molto esigente, gia all’epoca, nei confronti del contenimento delle emissioni e della sicurezza per gli occupanti). Sparirono le carenature dei fari, vennero modificati gli interruttori della plancia e, cosa più importante, venne modificato pesantemente il motore per le auto destinate al mercato americano: i tre carburatori SU lasciarono spazio a una più modesta coppia di carburatori &lt;b&gt;Strombergs&lt;/b&gt; e la potenza crollò al valore di 175 cv, decisamente inadeguato per il carattere della E-Type. Questa serie, solo leggermente modificata, venne definita dagli appassionati Series ½.&lt;br /&gt;Il &lt;b&gt;1969&lt;/b&gt; fu l’anno della 4.2 Series 2, proposta da subito nelle versioni OTS, FHC e 2+2. Il nuovo modello subì aggiornamenti ben più importanti, specialmente nell’estetica. Vennero adottati dei paraurti più grossi, una presa d’aria maggiorata (per migliorare il raffreddamento), fanali posteriori più ampi e posti sotto il paraurti anziché sopra. Tutto ciò alterò in maniera visibile la purezza della sua linea anche se di certo non la trasformò da cigno a brutto anatroccolo. Anche sotto pelle cambiarono diverse parti, venne impiegato un impianto frenante potenziato (con un servofreno di maggior diametro), un migliore sistema di raffreddamento (munito di due ventole) e vennero resi disponibili, come optional, il servosterzo e l’aria condizionata. L’abitacolo beneficiò del volante con piantone collassabile e di nuovi sedili muniti di poggiatesta.&lt;br /&gt;Nel &lt;b&gt;1971&lt;/b&gt;, anche per far fronte alle scarse prestazioni garantite dal sei cilindri destinato agli USA, la Jaguar presentò la &lt;b&gt;Series 3&lt;/b&gt;, l’ultima versione della &lt;b&gt;E-Type&lt;/b&gt;, dotata di un monumentale motore a 12 cilindri a V, con una cilindrata di 5.3 litri. Questo motore, realizzato interamente in lega leggera, nacque infatti dall’accoppiamento di due sei cilindri in linea, disposti a V e con un angolo di 60°. La potenza salì a ben 272 cv a 5850 giri. Con questo modello, la versione FHC sparì dal listino, lasciando quindi spazio solamente alla OTS e alla 2+2. Questa serie subì pesanti aggiornamenti meccanici, in primis l’adozione del passo maggiorato anche sulla convertibile, inoltre l’adozione di sospensioni modificate (con carreggiate più ampie), freni potenziati (dischi anteriori autoventilanti), l’adozione del servosterzo e di pneumatici più larghi. Il cambio automatico, sempre a tre rapporti, restò nella lista degli optional. Dal punto di vista estetico, le modifiche non furono di certo meno importanti e contribuirono ancora una volta ad allontanare la E-Type dal suo stile di base. I paraurti vennero sostituiti con altri più importanti, la presa d’aria frontale venne dotata di una grossa griglia cromata e vennero modificati anche i passaruota. All’interno sparì il volante in legno per lasciare il posto a uno in pelle e il tunnel centrale, un tempo rivestito in pelle, adottò la plastica. Grazie al nuovo motore, l’intento della &lt;b&gt;Jaguar&lt;/b&gt; di restituire le prestazioni originarie alla &lt;b&gt;E-Type&lt;/b&gt; venne centrato, con una velocità massima di 150 mph e uno scatto da 0 a 60 mph in meno di 7”, ma ciò che venne stravolto fu il carattere, passato da quello guizzante e impegnativo di una vera sportiva a quello più flemmatico di una più normale granturismo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxFBve-ylsI/AAAAAAAAAbM/ZtHiIdDxCVs/s1600/A.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="165" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxFBve-ylsI/AAAAAAAAAbM/ZtHiIdDxCVs/s320/A.jpg" width="220" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La produzione cessò nel &lt;b&gt;1974&lt;/b&gt;, dopo oltre 72.000 E-Type prodotte (di cui ¾ destinati al mercato americano). Le ultime 50 vetture a uscire dalla fabbrica furono tutte delle convertibili, con carrozzeria nera e dotate di una speciale placca commemorativa. La E-Type colpì tanto gli appassionati che al giorno d’oggi diverse aziende si sono specializzate nella costruzione di splendide e fedeli repliche, o, in certi casi, addirittura parziali ricostruzioni come nel caso della azienda inglese &lt;b&gt;Eagle&lt;/b&gt;, specializzata nel perfezionare originali E-Type.&lt;br /&gt;Tuttavia, è impossibile terminare la storia di questa fantastica auto senza citare le due versioni speciali: le &lt;b&gt;Lightweight&lt;/b&gt; e la &lt;b&gt;Low Drag Coupè&lt;/b&gt;. Quest’ultima, prodotta nel &lt;b&gt;1962&lt;/b&gt; in un unico esemplare, nasceva sulla base della versione coupè e montava il sei cilindri in linea da 3.8 litri, opportunamente rivisto. La carrozzeria, per ridurre la massa, era realizzata in alluminio e i finestrini, per lo stesso motivo, vennero realizzati in perspex. Esteticamente si differenziava dalle normali E-Type FHC per il differente design della coda, con un particolare profilo ideato dallo stesso Sayer che le consentiva di sfiorare la velocità massima di 170 mph. Venne venduta al pilota &lt;b&gt;Dick Protheroe&lt;/b&gt; che la fece gareggiare con successo sia in Inghilterra che in Europa e, in seguito, come spesso accade con esemplari tanto speciali, passò di collezionista in collezionista. Le Lightweight, prodotte in soli 12 esemplari, vennero costruite dalla &lt;b&gt;Jaguar&lt;/b&gt; con l’ambizione di contrastare la &lt;b&gt;Ferrari&lt;/b&gt; e la sua &lt;b&gt;250 GTO&lt;/b&gt;, ma non riuscirono a portare a casa i risultati sperati. Erano auto veloci e affidabili, ma non abbastanza performanti da contrastare in maniera davvero efficace le GTO. Esteticamente erano simili a normali E-Type OTS ma meccanicamente, ovviamente, profondamente differenti. Per contenere il peso, la carrozzeria, l’hard-top e molte altre componenti vennero realizzate, al pari dei motori (sempre 3.8 elaborati), in alluminio. Dopo buone stagioni come quella del ’63 e del ’64, iniziarono un lento declino e, nel corso del tempo, alcune &lt;b&gt;E-Type Lightweight&lt;/b&gt; finirono con l’essere utilizzate come muletti, per sperimentare modifiche tecniche ed aerodinamiche. Le undici vetture rimaste (una andò distrutta durante una corsa a Le Mans nel 1963) hanno ormai raggiunto quotazioni elevatissime.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;    &lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Autore: Enrico Argiolas&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;                          &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-7198371321233922807?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/7198371321233922807/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=7198371321233922807' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/7198371321233922807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/7198371321233922807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/jaguar-e-type.html' title='Jaguar E-Type'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxE-aZv4iiI/AAAAAAAAAa8/AyYtJoF-9qI/s72-c/1963-jaguar-e-type-38-roadster.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-1865548759053945368</id><published>2009-11-26T00:06:00.003+01:00</published><updated>2009-11-26T17:11:06.449+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='metropoli'/><title type='text'>Sydney</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw6m0txwJyI/AAAAAAAAAaU/_yGJeWcoaG0/s1600/SYDNEY.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;Lo stile di vita rilassato e all’aria aperta e il fascino architettonico fanno di Sydney una&amp;nbsp; città gradevole. Gli abitanti sono cordiali e pieni di vita, con un modo di fare molto schietto.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw6m0txwJyI/AAAAAAAAAaU/_yGJeWcoaG0/s1600/SYDNEY.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="147" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw6m0txwJyI/AAAAAAAAAaU/_yGJeWcoaG0/s320/SYDNEY.jpg" width="222" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sydney rappresenta, il luogo                          di nascita dell’&lt;b&gt;Australia&lt;/b&gt;. Nel Gennaio del 1788, un carico di deportati, soldati                          e marinai inglesi sbarcò dalla &lt;b&gt;First Fleet&lt;/b&gt;                          e il capitano &lt;b&gt;Arthur Phillip&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;proclamò                          la fondazione della colonia britannica del &lt;b&gt;Nuovo Galles                          del Sud&lt;/b&gt;. Nel giro di pochi anni Sydney passò da                          colonia penale ad importante scalo commerciale lungo le                          rotte del pacifico. Maggiore città dell’&lt;b&gt;Australia&lt;/b&gt;,                          Sydney ha conosciuto negli anni una continua crescita                          demografica, dovuta alla sua posizione e al suo porto,                          il principale del continente. Le ondate di immigrati che                          giungevano in Australia dovevano necessariamente far scalo                          qui, decidendo poi spesso di rimanervi, attratti dalle                          enormi potenzialità del luogo. Ancora oggi Sydney                          è la principale città australiana ed una                          delle più ricche città del mondo.&lt;b&gt; The Rocks&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Circulair Quay&lt;/b&gt;                          sono i quartieri più antichi della città,                          mentre a sud di questi si trova &lt;b&gt;Darling Harbour&lt;/b&gt;;&lt;b&gt;                          City Centre&lt;/b&gt; è il cuore economico e finanziario                          della città. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Sydney è una città ricca di musei, gallerie                          d’arte ed edifici storici. Tra i musei, sono da                          visitare assolutamente l’&lt;b&gt;Australian Museum&lt;/b&gt;,                          il più grande museo di storia naturale del paese;                          il &lt;b&gt;Museum di Sydney&lt;/b&gt;; l’&lt;b&gt;Art                          Gallery&lt;/b&gt; e il museo di arte contemporanea. Gli                          edifici di Sydney rappresentano una gran varietà                          di stili architettonici, dai semplici palazzi di epoca                          georgiana, come la &lt;b&gt;Chiesa di St. James&lt;/b&gt;,                          alle avveniristiche costruzioni dell’espressionismo                          moderno, come l&lt;b&gt;’Opera House di Jerry Utzon&lt;/b&gt;,                          il monumentale insieme di teatri simbolo stesso della                          città.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw6nnUw0WlI/AAAAAAAAAak/mdrGGJod4A8/s1600/SydneyOperaHouseAndSpeedBoat.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw6nnUw0WlI/AAAAAAAAAak/mdrGGJod4A8/s200/SydneyOperaHouseAndSpeedBoat.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Lungo i quartieri si incontrano le testimonianze delle                          diverse culture che animano Sydney, come la &lt;b&gt;Gran                          Sinagoga&lt;/b&gt;, che riunisce dal 1878 la comunità                          ebraica australiana, o come il Chinese Garden, sorto nel                          1984, a suggello dell’amicizia cino-australiana.                          Le più antiche testimonianze dei primi abitanti                          inglesi si possono osservare nella costruzione del &lt;b&gt;Cadman’s                          Cottage&lt;/b&gt; (1814), la più antica casa della                          città dimora di un ex galeotto graziato dal governo                          inglese.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw6nnUw0WlI/AAAAAAAAAak/mdrGGJod4A8/s1600/SydneyOperaHouseAndSpeedBoat.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Sydney offre anche un gran numero di parchi e riserve,                          come il centrale &lt;b&gt;Hyde Park&lt;/b&gt;, il &lt;b&gt;North Arm Walk&lt;/b&gt;,                          il &lt;b&gt;Domain&lt;/b&gt;, il &lt;b&gt;Moore Park&lt;/b&gt; o il &lt;b&gt;Bradley's                          Head&lt;/b&gt;, dove si possono ammirare esemplari di fauna                          e flora locale come i &lt;i&gt;canguri&lt;/i&gt;, i &lt;i&gt;koala&lt;/i&gt; e gli &lt;i&gt;opossum&lt;/i&gt;. Per gli amanti degli sport acquatici la spiagge di Sydney                          offrono la possibilità di dedicarsi ad ogni tipo                          di attività. Se volete praticare il surf, le migliori                          onde si trovano a &lt;b&gt;Maroubra&lt;/b&gt; e a &lt;b&gt;Narrabeen&lt;/b&gt;;                          le località migliori per la vela sono &lt;b&gt;Bondi, Palm                          Beach&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Collaroy&lt;/b&gt;; se amate le                          immersioni i punti migliori sono &lt;b&gt;Gordons Bay&lt;/b&gt;                          e &lt;b&gt;Camp Cove&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw6nJgMVbwI/AAAAAAAAAac/nPJdImS6C7A/s1600/sydney%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="162" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw6nJgMVbwI/AAAAAAAAAac/nPJdImS6C7A/s320/sydney%5B1%5D.jpg" width="216" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Cenate sul lungomare presso la spiaggia di &lt;b&gt;Balmoral&lt;/b&gt;, oppure ancora sul pontile di &lt;b&gt;Woolloomooloo Wharf&lt;/b&gt;. Salite fino sulla cima dell’imponente e pantagruelica arcata dell’&lt;b&gt;Harbour Bridge&lt;/b&gt;, di giorno o di notte, con &lt;b&gt;BridgeClimb&lt;/b&gt;. Al tramonto, o in qualsiasi altro momento, prendete il traghetto che porta a &lt;b&gt;Manly&lt;/b&gt;, una delle avventure più belle e meno costose di Sydney.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-1865548759053945368?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/1865548759053945368/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=1865548759053945368' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/1865548759053945368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/1865548759053945368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/sydney.html' title='Sydney'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw6m0txwJyI/AAAAAAAAAaU/_yGJeWcoaG0/s72-c/SYDNEY.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-3818045249632358054</id><published>2009-11-25T22:51:00.003+01:00</published><updated>2009-11-25T23:19:12.078+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cocktails'/><title type='text'>Negroni</title><content type='html'>Il cocktail&lt;b&gt; Negroni&lt;/b&gt; fu ideato del tutto casualmente a Firenze intorno agli anni '20 dal conte &lt;b&gt;Camillo Negroni&lt;/b&gt;, il quale era solito frequentare il Caffe' Casoni di Via de' Tuornabuoni. Stanco del solito aperitivo &lt;b&gt;Americano&lt;/b&gt; (composto da &lt;b&gt;Vermouth Rosso&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Bitter Campari&lt;/b&gt;), il conte, reduce da avventure londinesi, chiese al barman Fosco Scarselli una variante che ebbe immediatamente successo anche tra gli altri frequentatori del locale: l'aggiunta di &lt;b&gt;Gin&lt;/b&gt;. E cosi', cio' che per il conte era "il solito", divenne per gli altri clienti del bar l'&lt;b&gt;Americano&lt;/b&gt; "&lt;i&gt;alla maniera del conte Negroni&lt;/i&gt;", chiamato poi piu' semplicemente &lt;b&gt;Negroni&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw2mXOAuoOI/AAAAAAAAAZs/yiZoNaFjWh8/s1600/negroni1ec.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="172" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw2mXOAuoOI/AAAAAAAAAZs/yiZoNaFjWh8/s200/negroni1ec.jpg" width="171" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ingredienti:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;1/3 Vermouth Rosso&lt;/li&gt;&lt;li&gt;1/3 Gin&lt;/li&gt;&lt;li&gt;1/3 Bitter Campari  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Ghiaccio a cubetti &lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;1/2 Fetta d'Arancia&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;Mettere 2-3 cubetti di ghiaccio nel bicchiere (ideale un &lt;i&gt;tumbler&lt;/i&gt; basso, &lt;i&gt;old fashioned&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;double rock&lt;/i&gt;) pre-raffreddato e aggiungere gli altri ingredienti. Mescolare bene con l'apposita asticella e guarnire con la mezza fetta d'arancia.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Di questo famosissimo aperitivo italiano esistono delle &lt;b&gt;varianti&lt;/b&gt;: il &lt;b&gt;Negrosky&lt;/b&gt;, che prevede la Vodka al posto del Gin, ed il &lt;b&gt;Negroni Sbagliato&lt;/b&gt;, piu' leggero e frizzante, creato a &lt;b&gt;Milano&lt;/b&gt; al &lt;b&gt;Bar Basso&lt;/b&gt; intorno agli anni Cinquanta e cosi' chiamato proprio perche' nacque involontariamente per uno sbaglio, in quanto al posto del &lt;b&gt;Gin&lt;/b&gt; venne messo lo spumante &lt;b&gt;Brut&lt;/b&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-3818045249632358054?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/3818045249632358054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=3818045249632358054' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3818045249632358054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3818045249632358054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/negroni.html' title='Negroni'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw2mXOAuoOI/AAAAAAAAAZs/yiZoNaFjWh8/s72-c/negroni1ec.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-636348276881717256</id><published>2009-11-25T21:40:00.000+01:00</published><updated>2009-11-25T21:40:23.452+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Jorge Luis Borges: FINZIONI</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw2WF3H63jI/AAAAAAAAAZc/ao2CQrCWmt0/s1600/borges.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Diviso in due parti - &lt;i&gt;&lt;b&gt;Il giardino dei sentieri che si biforcano&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;&lt;b&gt;Artifici&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; - il volume è composto di racconti che di volta i volta sono fantastici, simbolisti, polizieschi, esoterici, tutti volti a creare una sorta di «&lt;i&gt;enciclopedia illusoria&lt;/i&gt;» di cui &lt;b&gt;Borges&lt;/b&gt; è il magistrale compilatore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw2WF3H63jI/AAAAAAAAAZc/ao2CQrCWmt0/s1600/borges.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw2WF3H63jI/AAAAAAAAAZc/ao2CQrCWmt0/s320/borges.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;Della&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt; maggior eterogeneità è il materiale che l'autore usa come materia prima, il materiale che plasma e distorce, fino a imprimere una forma tutta originale,&amp;nbsp;assolutamente &lt;b&gt;borgesiana&lt;/b&gt;.&amp;nbsp;Più chiavi di lettura permettono di accedere ad alcuni racconti; alcuni sono semplici ma hanno un rebus nascosto. L'autore fu un &lt;b&gt;esoterista&lt;/b&gt;, oltre che uno sperimentatore dei movimenti d'arte &lt;b&gt;avanguardista&lt;/b&gt; e un &lt;b&gt;conservatore&lt;/b&gt; (il ché non è per davvero una contraddizione).&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt; Dei racconti, da ricordare anzitutto &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;i style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;La lotteria&amp;nbsp;a Babilonia&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;. Qui si parla di una società in cui tutto quel che accade è deciso da un'istituzione segreta, appunto una vera e propria lotteria, in cui sono decisi tutti i destini degli uomini, nonché i piccoli e grandi accidenti che avvengono nella vita di ogni uomo. Si tratta dunque del caso e del destino: vi è davvero il caso, o tutto è deciso da qualcuno o qualcosa, da Dio o da uomini che si muovono nell'ombra? La situazione è portata da &lt;b&gt;Borges&lt;/b&gt; a una divertente esagerazione: ogni uomo di quella società, in cui vige il potere della lotteria, è stato sia re che prigioniero, sia venerato che torturato.&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Ne &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;i style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;La morte e la bussola&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;, l'autore propone un'indagine poliziesca. Il detective &lt;b&gt;Erik Lönnrot&lt;/b&gt; (il cui nome rubato al compilatore del &lt;b&gt;Kalevala&lt;/b&gt; è già un programma) deve scoprire chi si nasconde dietro ad alcuni inspiegabili delitti, ove si scoprono messaggi criptici che fanno presupporre riferimenti esoterici ad una setta orientale. Per comprendere le ragioni degli omicidi, Lönnrot crede di dover comprendere gli enigmi che l'assassino lascia dietro di sé: con ciò, la ricerca si muove sul terreno della cabala ebraica. Con tenacia e acume, Lönnrot decifra l'enigma e scopre il luogo in cui si consumerà l'ultimo delitto. Qui interviene, per sventarlo. Ma scopre che tutto è stato soltanto una costruzione artificiosa, finalizzata a condurlo in quel luogo, appunto in una trappola. La vittima finale, l'unica vera vittima dell'assassino che lo conosce, è proprio Lonnrot.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt; Ma il racconto più importante, forse anche il più noto dello scrittore argentino, è &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;i style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Il sentiero dei giardini che si biforcano&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;. Questo racconto è una metafora che contiene altre metafore. Un&amp;nbsp;cinese fa visita a un uomo, che gli parla di un suo importante e lontano parente, che aveva raccontato di volersi isolare per poter costruire un labirinto. Di quale labirinto stesse parlando, nessuno lo aveva mai capito. Il giardino che il&amp;nbsp;cinese percorre, quello dei sentieri che si biforcano, è il tempo della vita. Ma quest'indovinello non è fondamentale per la storia, che è ancora una storia poliziesca. Il&amp;nbsp;cinese è in fuga, braccato da un ufficiale inglese, e non si capisce il motivo. Vediamo che il&amp;nbsp;cinese rende visita al dottor Albert, che&amp;nbsp;non lo conosce ma gli parla di un suo lontano parente&amp;nbsp;che intendeva costruire un labirinto,&amp;nbsp;e tuttavia ignoriamo il motivo della&amp;nbsp;visita a quest'uomo che gli si presenta come uno completo sconosciuto, sebbene avesse notizia dell'avo del cinese. La soluzione a questi interrogativi arriva da ultimo, nell'ultima pagina del racconto.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt; Il&amp;nbsp;cinese uccide il dottor Albert, con un colpo secco di pistola.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt; Tutto sembra inspiegabile, ma il motivo si svela nelle ultime due righe: il&amp;nbsp;cinese era una spia dei tedeschi, e doveva comunicare il nome della città che i tedeschi avevano da bombardare. Non aveva nessun altro modo di farlo, se non assassinando un uomo che aveva lo stesso nome di quella città. Il giorno successivo, scopriamo infatti che l'aviazione tedesca ha attaccato una città di nome Albert.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt; Qui rimane la tensione, fino all'ultimo, perché fino alle ultime righe tutto sembra inspiegabile, illogico. Poi d'improvviso tutto è chiaro, tutto guadagna una logica, e comprendiamo di esserci mossi nel disegno meravigliosamente accurato in cui Borges ci ha indirizzati, in cui ci ha guidati.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt; Lo stesso scrittore ha affermato che la letteratura è un sogno guidato. Nulla di più vero, se si guarda alle sue costruzioni, in cui fino all'ultimo tiene in mano l'attenzione del lettore, che cerca una via d'uscita e la trova quando l'autore gliela concede. C&lt;/span&gt;i sono pochi dubbi in proposito: &lt;b&gt;&lt;i&gt;Finzioni&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; è il   capolavoro dello scrittore argentino   &lt;b&gt;Jorge Luis Borges&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-636348276881717256?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/636348276881717256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=636348276881717256' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/636348276881717256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/636348276881717256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/jorge-luis-borges-finzioni.html' title='Jorge Luis Borges: FINZIONI'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw2WF3H63jI/AAAAAAAAAZc/ao2CQrCWmt0/s72-c/borges.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-2876159520650839577</id><published>2009-11-25T20:41:00.001+01:00</published><updated>2009-11-25T20:42:25.616+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='orologi'/><title type='text'>Officine Panerai</title><content type='html'>La &lt;b&gt;Guido Panerai &amp;amp; Figlio&lt;/b&gt;, produceva a &lt;b&gt;Firenze&lt;/b&gt;, strumenti di precisione dall’elevato contenuto tecnologico, che avevano legato indissolubilmente il nome Panerai alle esplorazioni marine, alla misura del tempo e allo sviluppo di uno specifico standard di qualità e sicurezza, essenziale per le forniture militari. &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw2EsnyqBKI/AAAAAAAAAZE/SigzI_aMYwU/s1600/officine_panerai_pam_210_c.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="194" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw2EsnyqBKI/AAAAAAAAAZE/SigzI_aMYwU/s320/officine_panerai_pam_210_c.JPG" width="145" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Fondata nel &lt;b&gt;1860&lt;/b&gt; da &lt;b&gt;Giovanni Panerai&lt;/b&gt; (1825-1897) che aprì sul &lt;i&gt;Ponte delle Grazie&lt;/i&gt; una piccola attività di lavorazioni meccaniche di alta precisione e di orologeria. Negli anni seguenti, con la scomparsa di Giovanni Panerai, il nipote &lt;b&gt;Guido&lt;/b&gt; (1873-1934) figlio di Leon Francesco primogenito di Giovanni, prese in mano le redini dell'azienda. Dopo diversi traslochi si trasferì nella sede "storica" per eccellenza in &lt;i&gt;Piazza S. Giovanni&lt;/i&gt; di fronte al &lt;i&gt;Battistero&lt;/i&gt;, nel palazzo Arcivescovile. L'&lt;b&gt;orologeria Svizzera&lt;/b&gt; (nome attribuito a Guido) diventa concessionaria delle più importanti marche svizzere di orologi, prima fra tutte &lt;b&gt;Rolex&lt;/b&gt; con la quale si creo' un rapporto esclusivo e privilegiato che aiuto' a costruire i primi orologi Panerai. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Guido Panerai&lt;/b&gt; era un uomo ricco di inventiva, frequento' l'accademia delle belle arti ed era anche un pittore di talento, costituì un'altra attività la "&lt;i&gt;Guido Panerai officina meccanica&lt;/i&gt;". Ebbe due figli. &lt;b&gt;Maria&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Giuseppe&lt;/b&gt;, con quest'ultimo nel &lt;b&gt;1925&lt;/b&gt; apri' la &lt;i&gt;Guido Panerai &amp;amp; Figlio&lt;/i&gt; con ragione sociale di commercio di utensili di precisione e forniture d'orologeria" Giuseppe era una persona geniale, un uomo appassionato del proprio lavoro, invento' e brevettò le più disparate cose, ma l'invenzione della "svolta" fu' quella del &lt;b&gt;Radiomir&lt;/b&gt;. Era un procedimento per rendere autoluminosi quadranti di strumenti, congegni di mira e reticoli per cannocchiali. Il procedimento ottenuto impiegando una miscela di fosforo e materiale radioattivo in pasta, veniva introdotta in alveoli ricavati nel materiale costituente il quadrante dello strumento o il reticolo del cannocchiale, oppure in tubetti di materiale trasparente. Il Radiomir porto' l'attenzione della &lt;b&gt;Regia Marina&lt;/b&gt; verso questa azienda, celebri i traguardi autoluminosi dei &lt;b&gt;MAS&lt;/b&gt; ed i sistemi di puntamento per cannoni. Negli anni seguenti le attività dell'azienda divennero totalmente condizionate dalle necessita' della &lt;b&gt;Regia Marina&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw2ITJexBAI/AAAAAAAAAZU/Q1s3RzK77zQ/s1600/panerai-luminor-1950-8-days-chrono-gmt-2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="162" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw2ITJexBAI/AAAAAAAAAZU/Q1s3RzK77zQ/s320/panerai-luminor-1950-8-days-chrono-gmt-2.jpg" width="176" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Tuttavia un elemento distintivo degli orologi Panerai non poteva più essere usato perché considerato nocivo, il &lt;b&gt;Radiomir&lt;/b&gt;, venne cosi' studiata una miscela a base di trizio che venne chiamata &lt;b&gt;Luminor&lt;/b&gt; che sostitui' anche la dicitura sui quadranti stessi. Il &lt;b&gt;Luminor&lt;/b&gt; è l'orologio Panerai del dopoguerra, anche se ci saranno altre forniture con quadranti al Radiomir, casse con corona e movimento &lt;b&gt;Rolex&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Tutti i cinturini montati sui &lt;b&gt;Panerai&lt;/b&gt; erano in &lt;i&gt;pelle fustellata&lt;/i&gt; e di lunghe dimensioni per essere indossati sopra la muta, con una fibbia ad ardiglione opportunamente dimensionata. Oltre agli orologi la Panerai fornisce altri oggetti da polso quali &lt;b&gt;bussole&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;profondimetri&lt;/b&gt;, molto ricercati dai collezionisti.&lt;br /&gt;Non solo la Marina Militare italiana si servi' di &lt;b&gt;Panerai&lt;/b&gt;, nella prima meta' degli anni 50, fu' l'&lt;b&gt;Egitto&lt;/b&gt; con la sua Marina a chiedere una fornitura speciale di orologi e di strumenti da polso. Vennero prodotti circa 30 esemplari, i collezionisti lo ribattezzano &lt;b&gt;&lt;i&gt;Egiziano piccolo&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;. Negli anni 60 anche la &lt;b&gt;Marina Israeliana&lt;/b&gt; chiede forniture alla Panerai (i due paesi erano ai ferri corti tra di loro). Venne studiato per gli Israeliani un prototipo a doppio ponte, dove il secondo ponte a mezzaluna serve a bloccare la ghiera girevole tramite una levetta. Il calibro era il &lt;b&gt;Rolex 618&lt;/b&gt;. Tale progetto rimane solo sottoforma di prototipo, se ne conoscono un paio di esemplari. Il metodo di costruzione dell'&lt;b&gt;Israeliano&lt;/b&gt; è simile a quello dell'&lt;b&gt;Egiziano&lt;/b&gt;, 6 viti che dal fondello si stringono alla ghiera passando attraverso la carrure, il tutto logicamente con delle guarnizioni di tenuta tra i singoli elementi.&lt;br /&gt;Nel &lt;b&gt;1972&lt;/b&gt; muore Giuseppe Panerai e la denominazione diventa &lt;b&gt;Officine Panerai Srl&lt;/b&gt;, l'azienda cambia ragione sociale e il suo neo direttore e' un giovane Ufficiale della Marina Militare Italiana, l'ing. &lt;b&gt;Dino Zei&lt;/b&gt; (che gestirà l'azienda per alcuni decenni) proviene dal reparto del COMSUBIN e sarà proprio il volere di Giuseppe a portarlo alla guida delle Officine Panerai.&lt;br /&gt;Nella seconda metà degli anni 80 viene progettato un orologio per le grandi profondità, impermeabile a &lt;b&gt;1000mt&lt;/b&gt;, in titanio con movimento ETA automatico e indicazioni ore, minuti e secondi, il quadrante trattato al trizio e con i numeri arabi al 3, 6, 9 e 12, ed il marchio &lt;b&gt;OP&lt;/b&gt; faceva la sua comparsa per la prima volta su un segnatempo della casa, mentre le lancette delle ore e dei minuti avevano i Traser al posto del classico trizio, ma questo orologio rimarrà solo allo stato di prototipo.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw2HHoir9jI/AAAAAAAAAZM/3XQG4sjuj9A/s1600/officine_panerai_logo.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw2HHoir9jI/AAAAAAAAAZM/3XQG4sjuj9A/s200/officine_panerai_logo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Dal 1993, &lt;b&gt;Officine Panerai&lt;/b&gt; ha proposto una nuova edizione degli storici modelli &lt;b&gt;Luminor&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Radiomir&lt;/b&gt;, orologi tecnologicamente all’avanguardia e di elevata affidabilità, ma fabbricati con i criteri artigianali ereditati dalla tradizione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-2876159520650839577?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/2876159520650839577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=2876159520650839577' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/2876159520650839577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/2876159520650839577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/officine-panerai.html' title='Officine Panerai'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw2EsnyqBKI/AAAAAAAAAZE/SigzI_aMYwU/s72-c/officine_panerai_pam_210_c.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-6525930714392782661</id><published>2009-11-23T02:53:00.034+01:00</published><updated>2009-11-25T21:52:55.092+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>EL TOPO (1971) Alejandro Jodorowsky</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnqYLKGlZI/AAAAAAAAAYs/YbdzM1C0gvo/s1600/el20topo.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="224" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnqYLKGlZI/AAAAAAAAAYs/YbdzM1C0gvo/s320/el20topo.jpg" width="154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;"&lt;i&gt;Tu spari per trovarti, io lo faccio per sparire.                        La perfezione è perdersi e per perdersi bisogna amare.                        Tu non ami. Tu distruggi, uccidi e nessuno ti ama. Perché                        quando credi di dare, in realtà stai prendendo&lt;/i&gt;".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Considerata una pellicola di culto, &lt;b&gt;&lt;i&gt;El Topo&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; ("la talpa" in spagnolo) è il primo western                        &lt;b&gt;surrealista&lt;/b&gt;. Immaginate un mix composto di elementi &lt;b&gt;Buñuel&lt;/b&gt;iani,                        di eco provenienti dallo &lt;i&gt;spaghetti western&lt;/i&gt; di &lt;b&gt;Sergio Leone&lt;/b&gt;, il                        tutto intriso di spiritualismo &lt;b&gt;New Age&lt;/b&gt;, riletture cristologiche                        e accenti politici. E' molto pericoloso forzare la lettura dei simboli proposti da &lt;b&gt;Jodorowsky&lt;/b&gt;, dal                        momento che la personalissima sensibilità artistica                        del regista rimane per lo più ermetica. Si può                        tentare di dare spiegazioni e si rischia di forzarne i contenuti.                        Ad esempio in una parte del film, il protagonista e Mara,                        fiaccati dalla sete mentre percorrono il &lt;b&gt;deserto&lt;/b&gt;, riescono                        ad abbeverarsi perché &lt;b&gt;El Topo&lt;/b&gt; prega e spara ad una                        pietra che inizia a zampillare acqua. Beh, &lt;b&gt;Jodorowsky&lt;/b&gt; disse                        che sapeva a priori che la &lt;b&gt;pietra&lt;/b&gt; avrebbe emesso acqua in                        quanto assomigliava al suo &lt;b&gt;pene&lt;/b&gt;. E' chiaro che tali spiegazioni                        sono di un'eccentricità tale che ogni tentativo di                        rilettura dei simboli è impossibile in quanto nascosta                        nella mente del &lt;b&gt;regista&lt;/b&gt;. In più, per dirne un'altra,                        sembra che Jodorowsky, durante le riprese, indossasse delle                        mutande che gli lasciavano scoperto l'&lt;b&gt;ano&lt;/b&gt; e parte del &lt;b&gt;pene&lt;/b&gt;,                        in modo che questo ampliasse la sua visione creativa. &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnrGQqlq_I/AAAAAAAAAY0/NDIQvIuQ1TU/s1600/el_topo2b.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="127" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnrGQqlq_I/AAAAAAAAAY0/NDIQvIuQ1TU/s320/el_topo2b.jpg" width="209" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Quello                        che lo spettatore può fare di più saggio,                        quindi, è immergersi in questo realtà onirica                        fatta di simboli e concetti sovente inafferrabili. D'altra                        parte è impossibile non pensare che la vita di questo                        eccentrico artista non sia stata influenzata da un'infanzia                        peculiare fatta di precoci esperienze sessuali (a partire                        dai quattro anni!). In tutti i casi &lt;i&gt;El Topo&lt;/i&gt; mantiene                        una linearità narrativa superiore a &lt;b&gt;La                        Montagna Sacra&lt;/b&gt; (1973) ma meno solida di &lt;b&gt;Santa                        Sangre&lt;/b&gt; (1989). Il film presenta tutto il circo visivo                        e tematico del regista: violenza, feticismo, sangue e personaggi                        deformi con la positiva sensazione che anche le cose più                        forti non siano rappresentate con mero intento esploitativo                        ma rimandino a qualcosa di più "alto".                        Il pericolo della sopravvalutazione è comunque dietro                        l'angolo nel momento in cui lo spettatore viene bombardato                        da immagini e situazioni non-comprese e, per paura di sembrare                        stupido, dà un valore aggiunto all'opera artistica.                        &lt;b&gt;&lt;i&gt;El Topo&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; mette in campo talmente tante suggestioni                        filosofico-sociali al punto da confonderle e ciò                        che rimane di davvero mirabile è il significante                        e meno il significato, un significante che poi risulta chiaro                        solo nell'immaginario mentale del regista. Un po' supponente                        la frase detta da &lt;b&gt;Jodorowsky&lt;/b&gt; rispetto a questo film: "&lt;i&gt;Se                        siete illuminati, El Topo sarà per voi un grande                        film. Se non lo capirete è perché siete degli                        stronzi limitati&lt;/i&gt;". Ci sto, però rimane                        il fatto che &lt;i&gt;El Topo&lt;/i&gt;, più che un'esperienza                        mistica è un esperienza cinematografica che con i                        suoi non-sense di gusto surreale disorienta. Che poi il                        disorientamento e l'iconoclasi siano momento di crescita                        spirituale può anche essere. Val la pena consigliare a coloro che si avvicinano alle opere di &lt;b&gt;                       Jodorowsky&lt;/b&gt;, prima di tutto di non farsi irretire                        dalla schiera di spocchiosi dell'essai che esaltano il regista                        cileno solo perché nel cognome ha quattro lettere                        esotiche, secondo                        di crearsi un piccolo percorso che comprenda anche le altre                        due pellicole ('73 - '89) in modo da avere una visione quanto                        più integrale della sua poetica. Terzo rimarcare                        la valenza sociale di questi lavori che supera di gran lunga                        sia il significato che il significante. Effettivamente,                        insieme a film quali &lt;b&gt;&lt;i&gt;2001: Odissea nello spazio&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;                        (1968), &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Pink&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Flamingos&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; (1972),                        &lt;b&gt;&lt;i&gt;The Rocky Horror Picture Show&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; (1975) ed                         &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Eraserhead &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;(1977), tanto per dirne alcuni, i lavori di Jodorowsky con                        la loro eccentricità ed originalità si ponevano                        in una posizione di rottura nei confronti del mainstream                        e della cultura di massa. Da anni si parla di un seguito (&lt;i&gt;Il                        Figlio di El Topo&lt;/i&gt;), ancora irrealizzato. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnrJGcmtBI/AAAAAAAAAY8/ij8BiMdArA8/s1600/el-topo_2-preview.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="166" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnrJGcmtBI/AAAAAAAAAY8/ij8BiMdArA8/s320/el-topo_2-preview.jpg" width="249" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il film fu girato in Messico fra il 4 agosto                        1969 e il 17 settembre 1969, usò i set appena usati da                        &lt;i&gt;L'ultimo colpo in canna&lt;/i&gt; (1968) e costò circa 400.000                        dollari. Approdò sugli schermi il 18 dicembre                        1970 in una premiere a New York mentre nel 1971 fu distribuito                        nel resto del mondo. Distribuito inizialmente come film &lt;i&gt;underground&lt;/i&gt;,                        fu grazie a &lt;b&gt;John Lennon&lt;/b&gt; che la pellicola ebbe una distribuzione                        a livello globale. Il musicista era rimasto così                        impressionato da questo film che convinse un suo amico a                        comprarne i diritti e a farsi carico della distribuzione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il titolo del film e i nomi dei personaggi                        principali sono metafora del cinema &lt;i&gt;underground&lt;/i&gt; degli anni                        '60. &lt;i&gt;La talpa scava buchi per poi emergere in superficie&lt;/i&gt;.                        Questo accadeva ad alcuni film low-budget che erano giunti                        ad ottenere anche l'attenzione del mainstream.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-6525930714392782661?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/6525930714392782661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=6525930714392782661' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/6525930714392782661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/6525930714392782661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/el-topo-1972-alejandro-jodorowsky.html' title='EL TOPO (1971) Alejandro Jodorowsky'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnqYLKGlZI/AAAAAAAAAYs/YbdzM1C0gvo/s72-c/el20topo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-1286487558890805994</id><published>2009-11-23T02:12:00.001+01:00</published><updated>2009-11-23T02:12:41.062+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='whisky'/><title type='text'>Oban</title><content type='html'>&lt;i&gt;&lt;b&gt;Oban&lt;/b&gt; è un malto superiore delle Western Highlands (altipiani scozzesi occidentali), con 14 anni di invecchiamento ed una gradazione alcolica di 43%.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnhWb2IxZI/AAAAAAAAAYk/3IQ5OTxt4XI/s1600/Oban_2_.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="228" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnhWb2IxZI/AAAAAAAAAYk/3IQ5OTxt4XI/s320/Oban_2_.jpg" width="171" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;La città di &lt;b&gt;Oban&lt;/b&gt;, conosciuta come “la porta per le isole”, è situata in un porto sulla costa occidentale, a ridosso delle isole. La distilleria fu costruita in un villaggio di pescatori dalla famiglia &lt;b&gt;Stevenson&lt;/b&gt;, artefice anche della trasformazione del villaggio in una vera e propria città. Insediatosi sulla costa per svolgere una serie di attività, dalla costruzione di navi all’estrazione di ardesia, nel 1794 &lt;b&gt;Hugh Stevenson&lt;/b&gt;, con l’aiuto di un esperto distillatore delle &lt;b&gt;Lowlands&lt;/b&gt;, costruì la sua distilleria ed iniziò la produzione di quello che sarebbe diventato uno dei whisky scozzesi più apprezzati al mondo. Tutt’oggi l’intera distilleria non è che una piccola costruzione se comparata ad altre, e continua ad operare usando solamente due &lt;b&gt;alambicchi&lt;/b&gt; nel processo di distillazione. Altra particolarità è la struttura del suo condensatore, rettangolare e doppio, che non può essere trovato in nessun altra distilleria. Di fondamentale importanza per la creazione dell’Oban è l’acqua del vicino lago &lt;b&gt;Loch Glean Bhearraidh&lt;/b&gt; che grazie alle sue acque impartisce al whisky una particolare torbatura. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Con i suoi &lt;b&gt;14 anni&lt;/b&gt; di invecchiamento questo malto è eccellente e versatile. Un accenno fresco e delicato di torba, un aroma duraturo e gradevole, ne fanno l’anello di congiunzione tra i whisky degli altipiani (&lt;b&gt;Speyside&lt;/b&gt;) e i whisky delle Isole (&lt;b&gt;Islay&lt;/b&gt;) avendo le migliori caratteristiche di entrambe le regioni.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Oban&lt;/b&gt; è uno dei sei ‘&lt;i&gt;Classic Malts&lt;/i&gt;’ (gli altri sono &lt;b&gt;Talisker&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;GlenKinchie&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Dalwhinnie&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Lagavulin&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Cragganmore&lt;/b&gt;).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-1286487558890805994?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/1286487558890805994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=1286487558890805994' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/1286487558890805994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/1286487558890805994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/oban.html' title='Oban'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnhWb2IxZI/AAAAAAAAAYk/3IQ5OTxt4XI/s72-c/Oban_2_.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-2920092725081470629</id><published>2009-11-22T21:39:00.008+01:00</published><updated>2009-11-22T23:02:32.369+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><title type='text'>Jiddu Krishnamurti</title><content type='html'>&lt;div class="tinyMCEContent" style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Jiddu Krishnamurti&lt;/b&gt; (1895-1986) è una delle figure più carismatiche dell’umanità del Novecento. Fu un &lt;b&gt;libero pensatore indiano&lt;/b&gt;, che non volle appartenere a nessuna organizzazione, nazionalità o religione.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwmhVQG5tZI/AAAAAAAAAWU/CWOV28c486U/s1600/krishnamurti.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="207" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwmhVQG5tZI/AAAAAAAAAWU/CWOV28c486U/s320/krishnamurti.jpg" width="173" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nel 1909, ancora bambino, fu notato da &lt;b&gt;Charles W. Leadbeater &lt;/b&gt;in India, sulla spiaggia privata della sede della Società Teosofica (un movimento a-religioso fondato nel 1875 dall'americano Henry Holcott e dall'occultista russa Helena Blavatsky) di Adyar, un sobborgo di Chennainel Tamil Nadu, e fu allevato dall’allora presidentessa Annie Besant.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ma &lt;b&gt;Krishnamurti &lt;/b&gt;si distaccò ben presto dalla &lt;i&gt;Società Teosofica&lt;/i&gt; che dall’&lt;b&gt;&lt;i&gt;Ordine della Stella&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; che lo riconoscevano come propria guida. Viaggiò per il mondo per tutta la vita fino all'età di novant'anni, parlando a grandi folle di persone e dialogando con gli studenti delle numerose scuole &lt;span style="font-size: small;"&gt;da lui costituite con i finanziamenti che otteneva.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Nel 1938 Krishnamurti incontrò &lt;b&gt;Aldous Huxley&lt;/b&gt; che divenne suo amico e grande ammiratore. Nel 1956 incontrò il &lt;b&gt;Dalai Lama&lt;/b&gt;. Intorno agli anni '60 conobbe il maestro yoga &lt;b&gt;B.K.S. Iyengar&lt;/b&gt;, dal quale prese lezioni. Nel 1984 parlò con gli scienziati del Los Alamos National Laboratory in New Mexico, U.S.A. Il fisico &lt;b&gt;David Bohm&lt;/b&gt;, amico di &lt;b&gt;Albert Einstein&lt;/b&gt; trovò nelle parole di Krishnamurti dei punti in comune con le sue nuove teorie fisiche. Questo diede vita ad una serie di dialoghi tra i due che contribuirono a costruire un "&lt;i&gt;ponte&lt;/i&gt;" tra il cosiddetto misticismo e la scienza. Altri scienziati trovarono molto stimolanti i discorsi di &lt;b&gt;Krishnamurti&lt;/b&gt; su argomenti quali il tempo, la morte, il pensiero.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Quello che stava a cuore a Krishnamurti era la &lt;b&gt;liberazione dell'uomo&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; dalle paure, dai condizionamenti, dalla sottomissione all'autorità, dall'accettazione pas&lt;span style="font-size: small;"&gt;siva di qualsiasi dogma. A questo scopo insisteva sul rifiuto di ogni autorità spirituale o psicologica ed era interessato a capire come la struttura della società condizioni l'individuo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il &lt;b&gt;dialogo&lt;/b&gt; era la forma di comunicazione che preferiva. Voleva capire insieme ai suoi interlocutori il funzionamento della mente umana e i conflitti dell'uomo.&lt;br /&gt;Riguardo ai problemi della guerra e della violenza in genere, era convinto che solo un cambiamento dell'individuo può portare alla felicità e che le strategie politiche, economiche e sociali non siano soluzioni radicali alla sofferenza umana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Insisteva sul &lt;b&gt;rifiuto&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; di ogni autorità spirituale o psicologica, compresa la propria, ed era interessato a capire&lt;span style="font-size: small;"&gt; come la struttura della società condizioni l'individuo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;È considerato&lt;b&gt; l'ultimo Iniziato vivente&lt;/b&gt; in attesa della venuta del futuro &lt;i&gt;Lord Maitreya&lt;/i&gt;; l'allora presidente della Società Teosofica &lt;b&gt;Annie Besant&lt;/b&gt; che lo teneva vicino come fosse suo figlio, lo allevò con lo scopo di utilizzare le sue capacità come veicolo del pensiero teosofico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Krishnamurti parlava di come nello &lt;i&gt;specchio dei rapporti&lt;/i&gt; (umani e con le cose) ognuno può scoprire il contenuto della propria &lt;b&gt;coscienza&lt;/b&gt; che è comune a tutta l'umanità (non-dualismo tipico dell'&lt;b&gt;Advaita Vedānta&lt;/b&gt;). E diceva che questo può essere fatto in modo diretto, scoprendo che la &lt;i&gt;divisione&lt;/i&gt; tra osservatore e ciò che è osservato è in realtà dentro noi stessi. Diceva che proprio questa divisione dualistica, che impedisce la &lt;i&gt;percezione diretta&lt;/i&gt; è alla base del &lt;i&gt;conflitto&lt;/i&gt; e dell'infelicità dell'uomo.&lt;br /&gt;Celebre e significativa è la sua affermazione &lt;b&gt;"la Verità è una terra senza sentieri"&lt;/b&gt; che può ben rappresentare il nocciolo del suo insegnamento che ha spronato l'uomo a liberarsi da ogni strada già tracciata, dal passato, dai dogmi, dalle ideologie, guardando la realtà senza alcun condizionamento.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 125%; font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;«&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;Ritengo che la Verità sia una terra senza sentieri e che non si possa raggiungere attraverso nessuna via, nessuna religione, nessuna scuola. Questo è il mio punto di vista, e vi aderisco totalmente e incondizionatamente. Poiché la Verità è illimitata, incondizionata, irraggiungibile attraverso qualunque via, non può venire organizzata, e nessuna organizzazione può essere creata per condurre o costringere gli altri lungo un particolare sentiero. Se lo comprendete, vedrete che è impossibile organizzare una "fede". La fede è qualcosa di assolutamente individuale, e non possiamo e non dobbiamo istituzionalizzarla. Se lo facciamo diventa una cosa morta, cristallizzata; diventa un credo, una setta, una religione che viene imposta ad altri.&lt;/i&gt; (Discorso di scioglimento dell'Ordine della Stella, 3 agosto 1929, Ommen, Olanda&amp;nbsp;&lt;span style="font-size: 125%;"&gt;&lt;b&gt;»&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Un'altra delle sue frasi celebri era "&lt;i&gt;la vera rivoluzione per raggiungere la libertà è quella interiore, qualsiasi rivoluzione esterna è una mera restaurazione della solita società che a nulla serve" ed inoltre " la rivoluzione interiore va fatta da sé per sé, nessun maestro o guru può insegnarti come fare&lt;/i&gt;".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-2920092725081470629?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/2920092725081470629/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=2920092725081470629' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/2920092725081470629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/2920092725081470629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/jiddu-krishnamurti.html' title='Jiddu Krishnamurti'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwmhVQG5tZI/AAAAAAAAAWU/CWOV28c486U/s72-c/krishnamurti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-3022784393159906939</id><published>2009-11-18T06:08:00.000+01:00</published><updated>2009-11-18T06:08:47.499+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><title type='text'>YES (1995) Morphine</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwOBQ7YzYrI/AAAAAAAAAWM/If1YNbo3W0c/s1600/Morphine-Yes---Sealed-441653.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;"E' una serata bellissima, è bello stare qui e voglio dedicarvi una canzone super-sexy". Pronuncia queste parole prima di morire Mark Sandman, il 3 luglio 1999, al pubblico della rassegna "Nel nome del rock". A 47 anni, il leader dei Morphine si spegner&lt;/i&gt;à&lt;i&gt; così, con il basso in mano, sotto gli occhi atterriti di migliaia di persone accorse a Palestrina (Roma) per vedere una delle band di culto degli anni Novanta.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwOBQ7YzYrI/AAAAAAAAAWM/If1YNbo3W0c/s1600/Morphine-Yes---Sealed-441653.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="232" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwOBQ7YzYrI/AAAAAAAAAWM/If1YNbo3W0c/s320/Morphine-Yes---Sealed-441653.jpg" width="220" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Nel 1995 i &lt;b&gt;Morphine&lt;/b&gt; avevano pubblicato il loro terzo album, &lt;b&gt;&lt;i&gt;Yes&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, un deciso cambio di direzione per la band di &lt;b&gt;Mark Sandman&lt;/b&gt;: sacrificando la componente più &lt;em&gt;noir&lt;/em&gt; e depressa del loro &lt;em&gt;sound&lt;/em&gt; ne esasperano la fisicità dirompente virando verso brani incalzanti e ritmati che si riallacciano idealmente al rhythm'n'blues e al rock'n'roll degli anni '50, nonostante ogni genere di riferimento sia stravolto e amalgamato nella peculiare visione musicale del gruppo. Le performance sono tese, irruenti, pullulanti di un'aggressività che prima era trattenuta, celata sotto una densa coltre di soporifero esistenzialismo. Emblematiche in questo senso sono la frenetica "&lt;i&gt;&lt;b&gt;Honey White&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;" che, posta in apertura del disco, scorre veloce e compatta fra i virtuosismi &lt;em&gt;be bop&lt;/em&gt; del sax e la batteria percossa a pieno regime, o il funk morboso di "&lt;i&gt;&lt;b&gt;Super Sex&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;", in cui il canto/recitato di Sandman è vizioso e degradato come non mai. E' proprio il leader a sfoderare uno stile canoro mai così maligno e disperatamente sensuale, adatto a sottolineare le tinte fosche di quel capolavoro che è "&lt;i&gt;&lt;b&gt;Whisper&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;" (basso plastico e corposo, batteria sincopata, pianoforte in sottofondo, sax che delizia con assoli da brivido) o della moribonda "&lt;i&gt;&lt;b&gt;I Had My Chance&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;" (vibrante del blues più oscuro e primitivo). &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Il talento compositivo di Sandman è forse al suo apice: la solare "&lt;b&gt;&lt;i&gt;All Your Way&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;" abbaglia per le sue melodie semplici, ma nello stesso tempo ricercate, mentre le complessità armoniche di "&lt;b&gt;Yes&lt;/b&gt;" hanno pochi eguali anche nel jazz più raffinato. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Yes&lt;/strong&gt;, però, è anche e soprattutto il disco in cui la rabbia e la paranoia del gruppo si fanno più tangibili, dando alla luce alcuni fra i più sorprendenti esperimenti di tutto il loro repertorio: "&lt;i&gt;&lt;b&gt;The Jury&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;" è un recitato onirico su un tappeto sonoro offuscato e conturbante da cui a tratti affiorano languidi fraseggi atonali di sax e slabbrature di basso (e dove Sandman ha modo di dimostrare le sue eccezionali doti di narratore), in "&lt;b&gt;&lt;i&gt;Free Love&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;" (nevrosi funerea con tanto di basso distorto, sax glaciale e voce filtrata) sembra d'ascoltare &lt;i&gt;Ornette Coleman&lt;/i&gt; alle prese con un brano dei &lt;i&gt;Black Sabbath&lt;/i&gt;, mentre il capolavoro "&lt;i&gt;&lt;b&gt;Sharks&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;" alterna recitativi nel silenzio generale a vere e proprie deflagrazioni sonore all'insegna di un hard-rock &lt;em&gt;swingante&lt;/em&gt; che rievoca tanto i &lt;i&gt;Ten Years After&lt;/i&gt; quanto &lt;i&gt;Archie Shepp&lt;/i&gt;. Persino gli episodi maggiormente legati al tipico suono Morphine (il blues ossessivo di "&lt;i&gt;&lt;b&gt;Radar&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;" e la soffusa "&lt;i&gt;&lt;b&gt;Scratch&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;") vibrano di una tensione sinistra di cui non v'è traccia fra le atmosfere catatoniche dei dischi precedenti. &lt;br /&gt;Nel complesso, &lt;strong&gt;Yes&lt;/strong&gt; è un disco sorprendentemente vivo e pulsante, che conferma i &lt;b&gt;Morphine&lt;/b&gt; come uno degli ensemble più creativi e dotati dei nostri giorni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-3022784393159906939?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/3022784393159906939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=3022784393159906939' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3022784393159906939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3022784393159906939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/yes-1995-morphine.html' title='YES (1995) Morphine'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwOBQ7YzYrI/AAAAAAAAAWM/If1YNbo3W0c/s72-c/Morphine-Yes---Sealed-441653.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-2980127945496240055</id><published>2009-11-18T05:56:00.078+01:00</published><updated>2009-11-26T17:58:39.138+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sesso'/><title type='text'>La spagnola</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwmpQnpm0BI/AAAAAAAAAWk/oMJPzf8NVSg/s1600/big-boobs_280_609549a.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwmpQnpm0BI/AAAAAAAAAWk/oMJPzf8NVSg/s200/big-boobs_280_609549a.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Viene detta "&lt;b&gt;Spagnola&lt;/b&gt;" la pratica sessuale del collocamento del pene tra i seni della donna, con la strofinatura ripetitiva fino all'&lt;b&gt;ejaculazione&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;La donna può stringere il &lt;b&gt;pene&lt;/b&gt; fra i suoi seni oppure è l'uomo che lo stringe afferrando egli stesso le &lt;b&gt;mammelle&lt;/b&gt; della donna. Quando l'uomo raggiunge l'orgasmo, lo &lt;b&gt;sperma&lt;/b&gt; copre il solco intermammario e/o parte del seno; spesso raggiunge anche il collo della donna e tale circostanza prende il nome di "&lt;b&gt;collana di perle&lt;/b&gt;".&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Conosciuta col nomignolo "&lt;b&gt;&lt;i&gt;Spagnola&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;" in Italia, vanta altrettanti pittoreschi nomi nel resto del mondo, quali:&lt;/span&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwmpIEXk5XI/AAAAAAAAAWc/aaQMsInPnLc/s1600/spagnola.png" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwmpIEXk5XI/AAAAAAAAAWc/aaQMsInPnLc/s200/spagnola.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;b&gt;Spagna&lt;/b&gt;: "Cubana"&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;b&gt;Francia&lt;/b&gt;: "Italienne", "Branlette Espagnole", "Mazophallation", "Cravate du Notaire".&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;b&gt;Gran Bretagna&lt;/b&gt;: "tit-wank","Dutch fuck", "Bombay Roll"&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;b&gt;Australia&lt;/b&gt;: "hot-dogging"&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;b&gt;Stati Uniti&lt;/b&gt;:&lt;/span&gt; "French roll", "Russian", "breastjob", "titjob", "titty-fuck", "boob sex"&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Portogallo&lt;/b&gt;: "Espanhola"&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Germania&lt;/b&gt;: "Mammalverkehr","Tittenfick", "Spanisch", "Spanische Krawatte","Notarkrawatte", "Busen-Sex"&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Giappone&lt;/b&gt;: パイズリ ("Paizuri")&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Cina&lt;/b&gt;: 乳交&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;b&gt;Svezia&lt;/b&gt;: "Bröstknullning"&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;b&gt;Polonia&lt;/b&gt;: "Miłość hiszpańska"&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Fiammingo&lt;/b&gt;: "Spaanse das", "op zijn Russisch"&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Greco&lt;/b&gt;: "Ισπανικό" ("Ispanikó")&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-2980127945496240055?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/2980127945496240055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=2980127945496240055' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/2980127945496240055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/2980127945496240055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/la-spagnola.html' title='La spagnola'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwmpQnpm0BI/AAAAAAAAAWk/oMJPzf8NVSg/s72-c/big-boobs_280_609549a.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-7691731438035139502</id><published>2009-11-18T05:41:00.003+01:00</published><updated>2009-11-18T05:51:49.504+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cucina'/><title type='text'>Bucatini all'Amatriciana</title><content type='html'>L&lt;b&gt;'Amatriciana&lt;/b&gt; proviene da &lt;i&gt;Amatrice&lt;/i&gt;, cittadina del rietino. Contrariamente a quanto si pensi, dunque, non ha alcun legame storico con la città di &lt;b&gt;Roma&lt;/b&gt;, all'epoca capitale dello &lt;i&gt;Stato della Chiesa&lt;/i&gt;. Essi l'hanno importata piuttosto tardi, dopo l'annessione delle &lt;i&gt;Due Sicilie&lt;/i&gt; e dello &lt;i&gt;Stato pontificio&lt;/i&gt; al &lt;b&gt;Regno di Sardegna&lt;/b&gt;, dai pastori di Amatrice, i quali transumavano con le loro greggi nella campagna romana durante il periodo invernale ed erano soliti recarsi a Roma per vendere i loro prodotti caseari e le carni ovine e bovine. Originarimente era senza il pomodoro e si chiamava &lt;b&gt;Gricia&lt;/b&gt;, (o &lt;i&gt;Griscia&lt;/i&gt;) poi con la &lt;i&gt;scoperta dell'America&lt;/i&gt; da parte di &lt;b&gt;Cristoforo Colombo&lt;/b&gt; che importó in Europa il pomodoro, furono aggiunti i pomodori e divenne &lt;b&gt;"Amatriciana"&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwN8xc57_oI/AAAAAAAAAV8/8vwU1Hn6afI/s1600/amatriciana.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="246" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwN8xc57_oI/AAAAAAAAAV8/8vwU1Hn6afI/s320/amatriciana.jpg" width="244" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;L'Amatriciana, in origine Abruzzese, diventó Laziale quando con la creazione della provincia di &lt;b&gt;Rieti&lt;/b&gt;, voluta dal Mussolini, ci fu una ridefinizione dei confini tra tre regioni limitrofe. In ogni caso, riassunto perfetto della cucina dei territori interni del centro Italia, e protagonista ormai da decenni di una festa di piazza famosissima, che si svolge ad &lt;b&gt;Amatrice&lt;/b&gt; nel mese di agosto.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ingredienti per 4 persone:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="important"&gt;- 400 g di spaghetti;&lt;br /&gt;- 400 g di pomodori; &lt;br /&gt;- 100 g di guanciale stagionato;&lt;br /&gt;- 60 g di pecorino stagionato;&lt;br /&gt;- vino bianco secco;&lt;br /&gt;- sale e pepe;&lt;br /&gt;- peperoncino (facoltativo);&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Preparazione&lt;/b&gt;:&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;Tagliare il guanciale a cubetti e cuocerlo                a fuoco basso in una padella antiaderente.&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Quando il grasso                è diventato trasparente aggiungere mezzo bicchiere di vino                bianco secco e far evaporare.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Volendo, il guanciale può essere rimosso                prima di unire i pomodori e rimesso in padella prima di condire                la pasta, per evitare che diventi troppo croccante e che assuma                lo sgradevole aroma di bruciato.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Aggiungere quindi i pomodori tagliati                a pezzetti e il peperoncino e cuocere per 5 minuti a fuoco vivace.&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Lessare la pasta in abbondante acqua salata, quindi unirla al sugo                insieme al pecorino grattugiato, mescolare bene per condire uniformemente                la pasta e servire.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;Buon appetito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-7691731438035139502?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/7691731438035139502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=7691731438035139502' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/7691731438035139502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/7691731438035139502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/bucatini-allamatriciana.html' title='Bucatini all&apos;Amatriciana'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwN8xc57_oI/AAAAAAAAAV8/8vwU1Hn6afI/s72-c/amatriciana.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-5443532152540073983</id><published>2009-11-18T05:28:00.000+01:00</published><updated>2009-11-18T05:28:14.611+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='enoteca'/><title type='text'>Bordeaux</title><content type='html'>Il &lt;b&gt;Bordeaux&lt;/b&gt; è uno dei vini francesi maggiormente conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. Viene prodotto nei dintorni della città di Bordeaux, nel dipartimento della &lt;i&gt;Gironda&lt;/i&gt;, nelle terre situate lungo i fiumi &lt;i&gt;Garonna&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Dordogna&lt;/i&gt;. I &lt;b&gt;vini Bordeaux&lt;/b&gt; sono &lt;i&gt;rossi&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;bianchi secchi&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;liquorosi&lt;/i&gt;, o &lt;i&gt;rosé&lt;/i&gt;, e sono elaborati soprattutto a partire dai seguenti vitigni:&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwN3bV_dhNI/AAAAAAAAAVk/QKM9beTMdY0/s1600/3113675966_fdd988cc73.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="250" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwN3bV_dhNI/AAAAAAAAAVk/QKM9beTMdY0/s200/3113675966_fdd988cc73.jpg" width="168" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Cabernet franc&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Cabernet-Sauvignon&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Merlot&lt;/b&gt; per i &lt;i&gt;vini rossi&lt;/i&gt;;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Sauvignon&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Sémillon&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Muscadelle&lt;/b&gt; per i &lt;i&gt;vini bianchi&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Le vigne sembrano essere presenti nel &lt;b&gt;bordolese&lt;/b&gt; fin dall'antichità: i notai di &lt;i&gt;Burdigala&lt;/i&gt; (Bordeaux) avrebbero deciso di creare i propri vigneti a causa dei prezzi elevati dei vini italiani e narbonesi, importati dai negozianti romani. Nel &lt;b&gt;XII secolo&lt;/b&gt;, l'&lt;i&gt;Aquitania&lt;/i&gt;  diventa un ducato inglese e il commercio vinicolo si sviluppa. Nel &lt;b&gt;XIII&lt;/b&gt; &lt;b&gt;secolo&lt;/b&gt;, il re di Francia conquista &lt;b&gt;La Rochelle&lt;/b&gt;, porto esportatore di vini bordolesi; conseguentemente, Bordeaux diventa un porto esportatore di vini privilegiato a destinazione britannica. Il re d'Inghilterra concede quindi importanti privilegi fiscali ai negozianti bordolesi: i vigneti si estendono verso le zone di &lt;i&gt;Libourne&lt;/i&gt;. All'epoca, il vino, ottenuto miscelando uve di colore diverso, era chiaro, da cui il nome usato in Francia e Inghilterra di &lt;b&gt;claret&lt;/b&gt;. A partire dal XVI secolo i vitigni iniziano ad assumere una struttura simile a quella dei filari presente oggi.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwN3jKI_IjI/AAAAAAAAAVs/BZv5z0t5zE8/s1600/achat-de-vin-de-bordeaux-faites-entrer-les-grands-crus-dans-votre-cave-id60.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="203" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwN3jKI_IjI/AAAAAAAAAVs/BZv5z0t5zE8/s320/achat-de-vin-de-bordeaux-faites-entrer-les-grands-crus-dans-votre-cave-id60.jpg" width="156" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Nel &lt;b&gt;XVII&lt;/b&gt; &lt;b&gt;secolo&lt;/b&gt; gli uomini d'affari olandesi causano una importante mutazione nel commercio europeo, che vede l'espansione di nuove bevande quali la &lt;i&gt;cioccolata&lt;/i&gt;, il &lt;i&gt;caffè&lt;/i&gt; o il &lt;i&gt;tè&lt;/i&gt;, assieme a nuove &lt;i&gt;birre&lt;/i&gt; e al &lt;i&gt;gin&lt;/i&gt;. Gli &lt;b&gt;olandesi&lt;/b&gt; incoraggiano la produzione di vini che prediligono, quali i vini bianchi dolci o scuri, non solo nel bordolese ma a &lt;i&gt;Cahors&lt;/i&gt; e nella penisola iberica (ad esempio, i primi vini di &lt;i&gt;Porto&lt;/i&gt;). Il &lt;b&gt;Bordeaux&lt;/b&gt; deve fare fronte a numerosi concorrenti.La famiglia bordolese &lt;b&gt;Pontiac&lt;/b&gt; sceglie quindi di migliorare la qualità della coltivazione del suo vino: il territorio e le vigne sono curate, i vini vengono messi in &lt;i&gt;barrique&lt;/i&gt; nuove e di &lt;i&gt;quercia&lt;/i&gt;. Approfittando di un albergo di sua proprietà a Londra, la famiglia Pontiac fa conoscere i suoi vini in Inghilterra, che sono così apprezzati che finiscono per essere venduti più cari degli altri Bordeaux. Anche gli altri negozianti seguono quindi questa strada, che si rivela vincente: i vigneti si estendono ulteriormente fino al &lt;i&gt;Médoc&lt;/i&gt; e al &lt;i&gt;Sauternes&lt;/i&gt;, e nelle regioni di &lt;i&gt;Blaye&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Bourg&lt;/i&gt;. Vengono creati i grandi vigneti del Médoc ed i &lt;b&gt;grand cru&lt;/b&gt; bordolesi. Durante il Secondo Impero francese i grandi vini rossi di Saint-Émilion, Fronsac e Pomerol diventano i vini di prima qualità della produzione bordolese.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwN3wyySeYI/AAAAAAAAAV0/Vd1ho-WaRE0/s1600/vougeot.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="187" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwN3wyySeYI/AAAAAAAAAV0/Vd1ho-WaRE0/s320/vougeot.jpg" width="261" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;I vigneti di &lt;b&gt;Bordeaux&lt;/b&gt; si distinguono per la loro posizione geografica rispetto alla &lt;b&gt;Garonna&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Médoc&lt;/b&gt;: si trovano sulla riva sinistra del fiume Gironda, da Saint-Vivien-de-Médoc al nord fino a Bordeaux al sud.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Graves&lt;/b&gt;: al sud di Bordeaux, lungo la Garonna, fino a Langon.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Blaye&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Bourg&lt;/b&gt;: tra la riva destra della Gironda e la frontiera del dipartimento della Charente-Maritime.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Libournese&lt;/b&gt;: riva destra della Dordogna, da Libourne a est fino al limite del dipartimento della Dordogna a ovest.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Entre-Deux-Mers&lt;/b&gt; (&lt;i&gt;tra i due mari&lt;/i&gt;): tra la Dordogna e la Garonna all'interno del dipartimento della Gironda.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-5443532152540073983?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/5443532152540073983/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=5443532152540073983' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/5443532152540073983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/5443532152540073983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/bordeaux.html' title='Bordeaux'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwN3bV_dhNI/AAAAAAAAAVk/QKM9beTMdY0/s72-c/3113675966_fdd988cc73.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-7516955480086489265</id><published>2009-11-18T05:09:00.064+01:00</published><updated>2009-11-23T01:07:52.506+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fumetti'/><title type='text'>Jules Feiffer</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Nel settembre 1967 il numero 30 di &lt;b&gt;Linus&lt;/b&gt; uscì con un articolo iniziale di Ranieri Carano. Il titolo era "&lt;b&gt;L'escalation di Jules Feiffer&lt;/b&gt;". Il disegnatore (e scrittore) era nato il 26 gennaio 1929 (da famiglia ebrea non ricca) e non ebbe successo subito, perché gli editori lo lodavano, ma lo giudicavano invendibile. Il successo giunse nel 1958, con la raccolta "&lt;b&gt;Sick, Sick, Sick&lt;/b&gt;", e fu molto rapido, in Italia l'editore Bompiani pubblicò già nel 1962 e nel 1963 due raccolte, con i titoli "&lt;b&gt;Il complesso facile&lt;/b&gt;" e "&lt;b&gt;Passionella&lt;/b&gt;". I suoi disegni son conosciuti soprattutto per il tono satirico e polemico, ma allora, nelle sue storie, c'era un personaggio chiave: &lt;i&gt;Bernard Mergendeiler&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnMlBWEO1I/AAAAAAAAAYM/AVjTq2ym-e8/s1600/feiffer32a1.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnMlBWEO1I/AAAAAAAAAYM/AVjTq2ym-e8/s200/feiffer32a1.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnNgt9I-3I/AAAAAAAAAYU/-GUXsWJN-Dk/s1600/feiffer32b1.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnNgt9I-3I/AAAAAAAAAYU/-GUXsWJN-Dk/s200/feiffer32b1.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;A molti verrà subito in mente &lt;b&gt;Woody Allen&lt;/b&gt;, ma "&lt;i&gt;Prendi i soldi e scappa&lt;/i&gt;" di Allen è del 1971, quindi il personaggio di Feiffer è nato più di dieci anni prima. A parte a cronologia, esiste una notevole differenza: Woody Allen è uno spadaccino che schernisce e si schermisce, &lt;b&gt;Jules Feiffer&lt;/b&gt; è un pugile cha affonda i colpi (anche sotto la cintura). Allora era comune la diffidenza degli &lt;i&gt;intellettuali&lt;/i&gt; verso gli autori di fumetti, persino verso &lt;b&gt;Schulz&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Kelly&lt;/b&gt;. Questa diffidenza crollò con Feiffer, e arrivarono i premi, compreso il &lt;b&gt;Pulitzer&lt;/b&gt; nel 1986. Feiffer è spesso sgradevole, non utilizza la collusione, non perdona. Tutta l'intellighentja lodava Feiffer, che ebbe sempre dei problemi ad essere generalmente apprezzato dal grande pubblico. Apprezzarlo era inevitabile, ma è sempre stato un po' fastidioso per tutti, compresi gli intellettuali. Feiffer non cerca di far ridere. &lt;b&gt;Bernard&lt;/b&gt; è escluso dal potere, ma non se ne fa una ragione, vorrebbe possedere anche lui un po' del potere da cui è escluso, si identifica in altri da sé che ce l'hanno fatta. Feiffer non ci consola col dire che al potere non bisogna dare più peso di quello che meriti. Sembra che l'unica legge sia quella, si può solo esercitare l'arma del &lt;b&gt;grottesco&lt;/b&gt; e del &lt;b&gt;sarcasmo&lt;/b&gt;, e non cerchiamo di identificarci con Bernard, perché sappiamo che ci somiglia troppo. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnSTNqSiuI/AAAAAAAAAYc/b4bNkqSY2KQ/s1600/feiffer.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnSTNqSiuI/AAAAAAAAAYc/b4bNkqSY2KQ/s320/feiffer.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;I suoi ridicoli sogni di conseguimento di potere li abbiamo fatti tutti, dall'adolescenza in poi, fanno parte della nostra natura, non sono un piccolo vizio di ingenuità. Difatti nell'articolo di Ranieri Carano sono riportate alcune frasi di Jules Feiffer, tratte da una conferenza che tenne in una università. Il titolo, molto suggestivo, è "&lt;i&gt;Il sovversivo di corte&lt;/i&gt;". Eccone un brano:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;"&lt;i&gt;Il lavoro dello scrittore satirico consiste nell'attaccare per liberare gli altri dall'urgenza di attaccare; consiste nel mettere in ridicolo per evitare che una qualsiasi seria situazione possa avere una soluzione seria...&lt;br /&gt;In questo senso io e voi siamo tutti estremisti di centro, facciamo parte della squadra, Come uno che per tutta la vita ha desiderato di appartenere a qualche squadra, non me ne lamento affatto. Il giullare di corte è stato sostituito dal sovversivo di corte e non c'è atteggiamento, che chiunque possa assumere ovunque, il quale non finisca per agire, in ultima analisi, a favore del sistema. La satira non è più un commento al nostro modo di vivere. La satira è il nostro modo di vivere".&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Oltre a libri di satira e vignette, Feiffer ha lavorato anche per cinema e teatro, vincendo nel 1961 l'Oscar per il cortometraggio animato &lt;b&gt;Munro, &lt;/b&gt;storia di un bambino di 4 anni arruolato per sbaglio nell'esercito. Nel 1972 scrive la sceneggiatura del film &lt;i&gt;Conoscenza Carnale&lt;/i&gt;, interpretato da Jack Nicholson.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-7516955480086489265?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/7516955480086489265/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=7516955480086489265' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/7516955480086489265'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/7516955480086489265'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/jules-feiffer.html' title='Jules Feiffer'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnMlBWEO1I/AAAAAAAAAYM/AVjTq2ym-e8/s72-c/feiffer32a1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-7547579222893510129</id><published>2009-11-18T05:08:00.044+01:00</published><updated>2009-11-26T17:56:51.316+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pittura'/><title type='text'>La disperazione carnale di Francis Bacon</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Dipingere il malessere di una società che rifiuta il dolore, che espelle la sofferenza, il decadimento fisico, l’idea stessa della morte, una società che annulla la vita rinunciando al suo sapore in nome del benessere di un’altra idea di vita, mentre la morte lavora giorno dopo giorno dall’interno.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNzSEVaRaI/AAAAAAAAAVc/-4O6y3zHfz8/s1600/Image6.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="172" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNzSEVaRaI/AAAAAAAAAVc/-4O6y3zHfz8/s320/Image6.jpg" width="230" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;I volti di &lt;b&gt;Francis Bacon&lt;/b&gt; sono spettri che aprono il loro interno mostrando il disfacimento morale, mentre i colori non sono immagini, riflessi aerei, flussi di luce che immergono il dolore nell’aria e nell’emozione impressionista dell’attimo, ma sono nel corpo, attraversano il corpo, sciogliendolo nelle sensazioni che esprime. E siccome per &lt;b&gt;Bacon&lt;/b&gt; il "&lt;i&gt;secolo breve&lt;/i&gt;" è il secolo dell’orrore, delle nefandezze, dell’angoscia, dei soprusi, l’&lt;i&gt;oggetto&lt;/i&gt; deve esprimere la rabbia deformata e mutilata. Lo spettro &lt;i&gt;apre&lt;/i&gt; la carne mostrando l’incessante lavorio della morte, attimo dopo attimo. La forza invisibile, il malessere che scorre nel mondo, l’orrore del quotidiano, uscendo allo scoperto e mostrandosi allo sguardo, non è una materia o un oggetto di per sé, ma una forza invisibile, un’entità che trascina il male dell’anima all’esterno. Nei suoi dipinti &lt;b&gt;Bacon&lt;/b&gt; restituisce questa forza invisibile utilizzando vari sistemi: movimenti del corpo, riflessi di superfici, sfocature di parti del dipinto. Il &lt;b&gt;fuori fuoco&lt;/b&gt; in particolare serve a Bacon per deformare la rappresentazione dei corpi allo scopo di sfigurarli, e le zone fuori fuoco dei dipinti si concentrano di solito sulle figure umane attraverso parti cancellate, quasi buttate nel gorgo dell’inespresso, o immagini riprese nella loro rotazione o sviluppo temporale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;Si notino in particolare i volti dei suoi quadri, le dissolvenze delle membra (Bacon era influenzato dal cinema e in particolare da &lt;b&gt;Luis Bunuel&lt;/b&gt;), gli specchi frastagliati ed evanescenti. Nei titoli di testa di &lt;i&gt;Ultimo Tango a Parigi&lt;/i&gt;, si vede, nella parte sinistra dello schermo, un quadro di &lt;b&gt;Francis Bacon &lt;/b&gt;raffigurante un uomo sdraiato su un letto, dai colori saturi ove dominano il rosso e l’arancione. Dopo pochi minuti il quadro lascia il suo posto, nell’altra metà dello schermo, ad un altro dipinto di Bacon che raffigura una donna seduta al centro della stanza. Qui dominano colori freddi (&lt;b&gt;rosa e azzurro&lt;/b&gt;). Dopo i titoli di testa, prima dell’incipit, i due quadri si affiancano nello schermo. Stiamo entrando nel film attraverso la pittura di &lt;b&gt;Bacon&lt;/b&gt;. Nell’incipit ci troviamo davanti a un &lt;b&gt;Marlon Brando&lt;/b&gt; che vaga disperato in una Parigi ancora intrisa di &lt;i&gt;Nouvelle Vague&lt;/i&gt;, colto nel momento in cui lancia un urlo sotto la soprelevata parigina, mentre la &lt;b&gt;Schneider&lt;/b&gt; cammina velocemente con aria rilassata. Il dolore dell’uomo e l’ingenuità della donna si incontreranno nell’appartamento vuoto, avvolto in una semi oscurità color arancio. Questo uso del colore e di questa luce arancione, preso direttamente da &lt;b&gt;Bacon&lt;/b&gt;, influenza il plot e la storia, anzi determina e dirige gli incontri nella stanza-quadro, nella gabbia in cui gli attanti sono “liberi” di muoversi e di esprimere la loro &lt;b&gt;sessualità&lt;/b&gt;. La stanza diventa così l’inferno di una umanità disperata, trasportando nel gorgo degli inferi anche la beata innocenza della gioventù, la spontaneità con la quale &lt;b&gt;Jeanne&lt;/b&gt; accetta di “subire” la morte in atto che imprigiona “fuori dal tempo” (perché il tempo del cinema viene scandito fuori dall’appartamento) e dentro l’anima corrosa dall’attesa.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw6xoPtu5_I/AAAAAAAAAas/cdtghEZxp58/s1600/paulfrancis.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="122" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw6xoPtu5_I/AAAAAAAAAas/cdtghEZxp58/s200/paulfrancis.jpg" width="271" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;La deformazione del materiale si esplica attraverso le grandi sale deserte, come abbandonate, della casa vuota, ma anche attraverso gli oggetti e le pose plastiche assunte da Paul e &lt;b&gt;Jeanne&lt;/b&gt;. Ad un certo punto si vede lei riflessa in uno specchio rotto situato oltre una porta aperta. L’immagine è distorta, evanescente, rotta. L’unità prospettica dello spazio (come quella cronologica del tempo) è segmentata e de-costruita nelle in-formazioni deformanti, riportando un possibile futuro in atto (anche lei morirà dentro?). Il sapere falsificante emerge improvviso quando vediamo far capolino il volto ancora apparentemente felice ed entusiasta della ragazza, pronto e attento ad osservare la misteriosa posa plastica di un uomo che ha già perso la sua gravità logica. Lo sguardo, in altri termini, viene continuamente dirottato e allontanato, illuso e colluso col mezzo di ripresa, con lo sguardo indignato e “perverso” (nel senso che è pertinente al verso “giusto” e conforme del senso comune del pudore) dell’ordine pubblico o di una magistratura che di lì a poco condannerà il film al “rogo” perpetuo. Ma la connessione extrasensoriale della vista si lega alla “tattilità” dell’immagine. Se l’icona si corrompe e si deturpa nella sua dimensione tattile o aptica, allora non si tratta di voler vedere distintamente; e per questo secondo me il film non è un film “osceno, amorale e improponibile”, ma è un film che ci trasporta (almeno nelle parti girate in interno) dentro la pittura di &lt;b&gt;Bacon&lt;/b&gt;, mostrandoci direttamente la morte al lavoro, attimo dopo attimo, intenta a consumare anche la storia più romantica (che non è quella tra &lt;b&gt;Tom&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Jeanne&lt;/b&gt; ma tra &lt;b&gt;Jeanne&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Paul&lt;/b&gt;). Le due uniche vere tematiche, le uniche due super storie (e mi scusino tutti coloro che amano la “trama”) si riducono e si allineano ai due momenti topici della vita: &lt;b&gt;Eros&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Thanatos&lt;/b&gt;. Tutto si adegua e si conforma, deriva, ritorna, fugge, si colloca in questi due unici temi. Ciò che trasforma questa desolazione, questa attesa ansiosa e impudente, in questo caso è la luce crepuscolare striata d’arancio, quasi per concretizzare, dare un forma o, meglio, quasi per sformare &lt;b&gt;Thanatos&lt;/b&gt;; ma bisogna considerare anche le innumerevoli “lenti” sparse nei vari appartamenti come l’appartamento alcova dei nostri due eroi oppure l’appartamento dove la moglie di &lt;b&gt;Paul&lt;/b&gt; si è suicidata. Queste lenti sono riflessi nello specchio, vetrate colorate e smerigliate che deformano volti, scene imprecise (ove si vedono a fatica i movimenti degli attori), specchi rotti, tende macchiate di sangue, pioggia sui vetri che deforma lo sguardo. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw6yXE3vXUI/AAAAAAAAAa0/c0pDtyE3rNk/s1600/110.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="138" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sw6yXE3vXUI/AAAAAAAAAa0/c0pDtyE3rNk/s320/110.jpg" width="188" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;L’immagine, allontanata dalla sua nitidezza e velata dai colori e dalle sfumature della morte, è come se venisse toccata (“&lt;b&gt;tango&lt;/b&gt;” in latino “&lt;b&gt;io tocco&lt;/b&gt;”) dalla figura aptica della morte. Qui il tempo non esiste proprio perché l’esperienza tattile, il freddo alito che genera un tocco angosciante, la disperazione della privazione e della ricerca di un surrogato inequivocabilmente impossibile (la stanza è un rifugio che dura al massimo il tempo di una proiezione) hanno ridotto le ellissi, forse annullate. La moglie è morta da poco tempo, si trova ancora adagiata nello squallido albergo nel suo feretro, immobile, bellissima (perché truccata) ma inespressiva, partecipe allo sguardo che allinea e colora ma ormai vanamente incalzata dalle domande di &lt;b&gt;Paul&lt;/b&gt;. Il suo sguardo è diretto verso l’alto e non vedremo mai una sua soggettiva, perché siamo già da tempo dentro la soggettiva aptica di &lt;b&gt;Bacon&lt;/b&gt;-&lt;b&gt;Bertolucci&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-7547579222893510129?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/7547579222893510129/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=7547579222893510129' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/7547579222893510129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/7547579222893510129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/la-disperazione-carnale-di-francis.html' title='La disperazione carnale di Francis Bacon'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNzSEVaRaI/AAAAAAAAAVc/-4O6y3zHfz8/s72-c/Image6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-8812264009521762846</id><published>2009-11-18T05:00:00.036+01:00</published><updated>2009-11-22T23:30:47.345+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='metropoli'/><title type='text'>Buenos Aires</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Swm7MHj-bwI/AAAAAAAAAXc/758ZDzpXOXw/s1600/buenos-aires-argentina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="180" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Swm7MHj-bwI/AAAAAAAAAXc/758ZDzpXOXw/s320/buenos-aires-argentina.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Detta la &lt;i&gt;Parigi della Pampa&lt;/i&gt;&lt;b&gt;, Buenos Aires&lt;/b&gt;,                          capitale dell’Argentina, si affaccia                          sull’&lt;b&gt;Oceano Atlantico&lt;/b&gt; in un golfo                          chiamato &lt;b&gt;Rio de La Plata &lt;/b&gt;ed ospita circa                          10.000.000 di abitanti. Le condizioni climatiche dell’Argentina                          sono prettamente tropicali. La maggior parte del territorio                          argentino soffre carenza di precipitazioni, ma la zona di                          Buenos Aires fa eccezione, godendo di una più che                          sufficiente piovosità media annua. E’ attraversato                          dal fiume &lt;b&gt; Paranà&lt;/b&gt;, il quale alla                          fine del suo percorso sfocia a mare, e le sue strade si                          estendono sulle sue rive in un intreccio di strade immerse                          nella estesa &lt;b&gt;pampa&lt;/b&gt; che brulicanti di                          affaccendati manager si snodano in larghi viali alberati                          di zone residenziali contrapposte alle numerose &lt;b&gt;bidonville&lt;/b&gt;. Essendo la capitale dell’&lt;b&gt;Argentina&lt;/b&gt;, le attività                            che caratterizzano la vita comune di Buenos Aires sono                            molteplici, una buona parte di quadri funzionari, semplici                            impiegati in vari settori si contrappone ad una nutrita                            schiera di disoccupati e non abbienti. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Ciò si                            traduce in spaccature profonde all’interno della                            società, riflessa in zone cittadine particolarmente                            lussuose e ricche con una architettura &lt;i&gt;art déco&lt;/i&gt;,                            a zone profondamente degradate. La povertà che                            si respira per alcune strade deturpa profondamente un                            ambiente molto curato come quello di &lt;b&gt;Avenida                            Santa Fe&lt;/b&gt;, costruito a misura dei più                            abbienti e simile ai grandi centri urbani dell’&lt;b&gt;America&lt;/b&gt;                            più ricca. &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Swm4P7JPTTI/AAAAAAAAAXU/AxCgc-q7_n0/s1600/buenos+aires.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="160" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Swm4P7JPTTI/AAAAAAAAAXU/AxCgc-q7_n0/s320/buenos+aires.jpg" width="214" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;E’ la zona portuale che funge da fulcro delle                            attività commerciali di Buenos Aires, dodici                            chilometri fatti banchine per commerci e turismo, che                            uniti ai due aeroporti internazionali presenti, danno                            a questa città lo scettro di &lt;b&gt;metropoli&lt;/b&gt;. Anche                            l’agricoltura, con un profondo sfruttamento della                            pampa ha un ruolo predominante nell’economia del                            paese, più per un elevato fabbisogno locale data                            l’alta densità di popolazione, che per                            esigenze di esportazione. Tutto a&amp;nbsp;Buenos Aires                          è magicamente caotico, anche una semplice gita                          sulle sponde del fiume &lt;b&gt;Rio de la Plata&lt;/b&gt;                          può trasformarsi in un’occasione d’incontro                          e conoscenza con gli abitanti del luogo, socievoli e pronti                          a festeggiare ogni avvenimento. Ci preferisce gite più                          tranquille non può tralasciare di far visita al                          &lt;b&gt;Teatro Colón&lt;/b&gt;, di giorno vi sono                          mostre, alla sera rappresentazioni d’alto livello.                          La centrale &lt;b&gt;Catedral Metropolitana&lt;/b&gt; ospita                          le spoglie di &lt;b&gt;José de San Martín&lt;/b&gt;,                          eroe della lotta per l'indipendenza dell'Argentina ed                          è meta quotidiana di molti visitatori. Una chiesa                          molto bella è quella intitolata a&lt;b&gt; Nuestra                          Senora del Pila&lt;/b&gt;, è edificata in stile                          coloniale. I musei della città sono il &lt;b&gt;Museo del                            Cine&lt;/b&gt;, un complesso di edifici collegati tra                            loro in cui si può ammirare una splendida raccolta                            di opere cinematografiche e antichi strumenti per le                            produzioni oltre ad abiti scenici, il &lt;b&gt;Museo                            Histórico Nacional&lt;/b&gt;, che conserva una                            galleria di quadri preziosi e molto antichi. Di non                            minor importanza lo storico &lt;b&gt;Museo Nacional de                            Bellas Artes&lt;/b&gt;. Ogni angolo della città                            è pregno di elementi particolari, il famosissimo                            quartiere di &lt;b&gt;La Boca&lt;/b&gt; stupisce per i                            suoi edifici, esteticamente molto vistosi, hanno come                            particolarità una struttura lignea dipinta con                            colori molto sgargianti.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Swm3Zm9xVAI/AAAAAAAAAXM/NTTAUwfiV88/s1600/buenos-aires.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="247" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Swm3Zm9xVAI/AAAAAAAAAXM/NTTAUwfiV88/s320/buenos-aires.jpg" width="195" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Il &lt;b&gt;cimitero&lt;/b&gt; è curatissimo. Parlare di una visita                            lì potrebbe apparire ridicolo, ma basta guardarlo,                            anche solo dall’esterno per capire quanta importanza                            gli argentini danno alla sepoltura, e con quanta cura,                            la coreografia funebre sia allestita. Il luogo cimiteriale                            più famoso è il&amp;nbsp;&lt;i&gt;Cementerio de la Recoleta&lt;/i&gt;, vi è seppellita anche &lt;b&gt;Evita                            Peron&lt;/b&gt; e merita senz’altro una visita.                            Cambiando di netto orizzonte, è molto bella la                            zona del &lt;b&gt;Porto Madero&lt;/b&gt;. Era un antico                            porto inglese, oggi ristrutturato ma che conserva ancora                            i famosi &lt;b&gt;Docks&lt;/b&gt; di mattoncini rossi.                            Scintilla di negozi molto lussuosi, ma anche di piccole                            botteghe in cui il fascino della tradizione argentina                            sembra non tramontare mai.&lt;br /&gt;L’&lt;b&gt;Obelisco&lt;/b&gt; si trova in&amp;nbsp;&lt;i&gt;Plaza de la Republica&lt;/i&gt; e venne  eretto marzo del 1936 sul progetto di &lt;b&gt;Alberto Prebisch&lt;/b&gt;. Con i suoi 67,5 metri di altezza e una semplicità  geometrica della struttura è ormai considerato uno dei&amp;nbsp;simboli della capitale argentina e un &lt;b&gt;monumento nazionale&lt;/b&gt;, punto d’incontro di manifestazioni e commemorazioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-8812264009521762846?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/8812264009521762846/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=8812264009521762846' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/8812264009521762846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/8812264009521762846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/buenos-aires.html' title='Buenos Aires'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Swm7MHj-bwI/AAAAAAAAAXc/758ZDzpXOXw/s72-c/buenos-aires-argentina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-4576665140591011234</id><published>2009-11-18T04:44:00.005+01:00</published><updated>2009-11-18T04:56:26.836+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>STALKER (1979) Andrej Tarkovskij</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNtalwHBYI/AAAAAAAAAU8/eQoJdTbEYVU/s1600/poster-stalker.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="246" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNtalwHBYI/AAAAAAAAAU8/eQoJdTbEYVU/s320/poster-stalker.jpg" width="151" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&amp;lt;&amp;lt; Me ne frego dell'ispirazione! E poi, come potrei dare un nome esatto a quello... a quello che voglio? O anche: come potrei sapere che in realtà non voglio quello che sto cercando? E potrei aggiungere: che io davvero non voglia quello che non voglio? Sono tutte cose impercettibili: basta dargli un nome, e il loro significato scompare, si strugge come una medusa al sole...&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Stalker&lt;/b&gt; (&lt;i&gt;Сталкер&lt;/i&gt;) è un film di fantascienza del 1979 per la regia di &lt;b&gt;Andrej Tarkovskij&lt;/b&gt;. Tratto dal racconto &lt;i&gt;Picnic sul ciglio della strada&lt;/i&gt; (1971) dei fratelli Arkadi e Boris Strugackij, questo film rappresenta, come già &lt;b&gt;Solaris&lt;/b&gt;, una personale interpretazione di Tarkovskij dello scritto originale. Pur essendo di genere &lt;b&gt;fantascientifico&lt;/b&gt; per la trama, lo svolgimento appartiene al &lt;b&gt;cinema d'autore&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNtgatPY5I/AAAAAAAAAVE/T347xT-ow-g/s1600/stalker2.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="123" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNtgatPY5I/AAAAAAAAAVE/T347xT-ow-g/s320/stalker2.jpg" width="169" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il lento e profondo viaggio catartico compiuto all'interno della &lt;i&gt;Zona&lt;/i&gt;, dove le tre diverse concezioni della vita dei protagonisti si scontrano e si mettono in discussione, trascende i dettami del film di genere. La pellicola venne girata fra Dolgopa (Russia), Tallinn (Estonia), Isfara (Tajikistan), e Chernobyl (Ucraina).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNtgatPY5I/AAAAAAAAAVE/T347xT-ow-g/s1600/stalker2.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNt8_7h-2I/AAAAAAAAAVM/W8vSiws8x5o/s1600/stalker.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="153" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNt8_7h-2I/AAAAAAAAAVM/W8vSiws8x5o/s320/stalker.jpg" width="206" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Al centro di una incolta regione industriale c'è una misteriosa &lt;b&gt;Zona&lt;/b&gt;, di accesso proibito dalle autorità, dove molti anni prima precipitò un &lt;i&gt;meteorite&lt;/i&gt; – o un'&lt;i&gt;astronave&lt;/i&gt;? – sprigionandovi una potenza magica, capace di esaudire i desideri di chi riesce ad arrivarvi. Guidati da uno “&lt;b&gt;stalker&lt;/b&gt;” (“&lt;i&gt;to stalk”&lt;/i&gt; = &lt;i&gt;inseguire furtivamente&lt;/i&gt;), uno &lt;b&gt;scrittore&lt;/b&gt; e uno &lt;b&gt;scienziato&lt;/b&gt; penetrano nella zona, ma, giunti alla meta, rinunciano a entrare nella &lt;i&gt;Stanza dei Desideri&lt;/i&gt;, suscitando l'indignazione della guida. Non è difficile riconoscere nello "stalker" e nei suoi congiunti le figure dei &lt;i&gt;"poveri di spirito&lt;/i&gt;” &lt;b&gt;dostoevskiani&lt;/b&gt;, degli umili evangelici che hanno bisogno della fede per mantenere accesa una scintilla di speranza e che si contrappongono agli &lt;b&gt;intellettuali&lt;/b&gt; perché ormai, abbandonato ogni illusorio tentativo di intervento nella Storia, dei politici Tarkovskij più non si cura. Sotto il segno dell'acqua, non sembra sibillino il tema della contrapposizione tra la rigidità-forza e la flessibilità-debolezza che corrisponde alla vita. Come accade con i poeti (e Tarkovskij fa un cinema di poesia) la filosofia di &lt;i&gt;Stalker&lt;/i&gt; passa attraverso l'emozione delle sue immagini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-4576665140591011234?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/4576665140591011234/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=4576665140591011234' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/4576665140591011234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/4576665140591011234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/stalker-1979-andrej-tarkovskij.html' title='STALKER (1979) Andrej Tarkovskij'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNtalwHBYI/AAAAAAAAAU8/eQoJdTbEYVU/s72-c/poster-stalker.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-8254200563495963367</id><published>2009-11-18T04:24:00.001+01:00</published><updated>2009-11-18T04:25:00.961+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Herman Hesse: IL LUPO DELLA STEPPA</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;"Io non posso e non voglio prescrivere ai lettori come abbiano da intendere il mio racconto. Ne faccia ognuno ciò che risponde e serve al suo spirito!" (Hermann Hesse).&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;b style="font-weight: 400;"&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNo3KUx8vI/AAAAAAAAAU0/GyeWPFSABns/s1600/hermann-hesse.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="233" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNo3KUx8vI/AAAAAAAAAU0/GyeWPFSABns/s320/hermann-hesse.gif" width="153" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;Nel 1927 lo scrittore tedesco &lt;b&gt;Hermann Hesse&lt;/b&gt; (1877-1962) pubblicava &lt;i&gt;Il lupo della steppa&lt;/i&gt;, romanzo complesso ed estremamente acuto, destinato a essere ricordato come uno dei suoi lavori più intelligenti. Non è certo facile il compito che attende chi si accinge a leggere Hesse, incuriosito dalla fama dello scrittore e delle sue opere. Perché Hesse è in primo luogo un filosofo, un teologo e un profondo conoscitore dell’animo umano nelle sue più intime sfumature.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;h4 style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; Attraverso un abile gioco ad incastro di libri nei libri e di molteplici punti di vista, lo scrittore ci dischiude la vita e la personalità di &lt;b&gt;Harry Haller&lt;/b&gt; (guardacaso le stesse iniziali di Hermann Hesse), lupo della steppa, solitario poeta di mezza età. In lui convivono l’uomo e il lupo: due anime, due esseri autonomi che ne dilaniano lo spirito e il corpo trascinandolo giorno dopo giorno in una disperata esistenza ai margini della società. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Misogino ma acceso pacifista, Harry si proclama un anarchico, un &lt;i&gt;Don Chisciotte&lt;/i&gt; senza patria, ma nel profondo sa di appartenere a quel mondo borghese pulito e ordinato che denigra ma contempla di nascosto. Come un lupo, Harry si trascina nomadico in attesa del giorno stabilito per il suicidio e la fine gloriosa di tutto. Le uniche gioie egli le strappa a &lt;b&gt;Mozart&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Haydyn&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Händel&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Goethe&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Novalis&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Pascal&lt;/b&gt; e tutti i grandi immortali del passato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h4&gt;&lt;h4 style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;"&lt;b&gt;Il Lupo della Steppa&lt;/b&gt;" può essere diviso,                        senza snaturarne il senso o la trama in due parti indipendenti una                        dall'altra. La prima parte è una fredda e schietta                        &lt;b&gt;critica alla borghesia&lt;/b&gt; del suo tempo ed una descrizione                        del suo particolare rapporto d’odio e amore con essa.&lt;b&gt; Hesse&lt;/b&gt; è ben conscio dei danni che questa classe                        sociale provoca all'interno della società ed è                        inoltre consapevole di quanto i valori morali della                        borghesia contribuiscano in realtà ad allontanare                        tutte le persone dalla vera strada dei &lt;b&gt;valori&lt;/b&gt;. D'altra parte                        emerge esplicitamente l'attaccamento di Hesse a questa borghesia,                        provenendo egli stesso da codesta classe. Svariati sono                        i suoi tentativi di distacco dalla borghesia che però                        provocano in lui sofferenza e che spesso lo riportano ad                        evocare ricordi del passato attraverso i sensi e alla ricerca                        degli standard borghesi. Inoltre questa prima parte presenta                        un'ottima descrizione della sua personalità "&lt;i&gt;lupina&lt;/i&gt;".                        Ossia Hesse parla esplicitamente del suo alter ego sofferente.                        Sembra quasi che Hesse sia convinto di una semplice duplicità                        presente in lui ma in realtà, come poi espliciterà                        nel corso del romanzo, è ben conscio dei molteplici                        lati della sua personalità ed in generale di ogni                        essere umano. Non uno o due siamo noi bensì dieci,                        cento anzi un milione di molteplicità. &lt;/span&gt;&lt;/h4&gt;&lt;h4 style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; La seconda parte, mostra il livello di coscienza superiore                        di Hesse: un viaggio psichedelico nel teatro magico del                        nostro più profondo &lt;b&gt;Io&lt;/b&gt;. Questa parte, intrisa di allegorie, richiami alle filosofie orientali                        e anche alle droghe naturali allucinogene come ampliamento                        delle facoltà mentali, di sicuro richiede una lettura                        più approfondita e effettuata da diversi punti di                        vista. Vedi per esempio quando Hesse chiama, con completa indifferenza                        e &lt;i&gt;nonchalance&lt;/i&gt;, uno dei suoi personaggi &lt;b&gt;Tat Tvam Asi&lt;/b&gt;. Il                        &lt;i&gt;Tat Tvam Asi&lt;/i&gt; è una delle quattro grandi massime (&lt;b&gt;mahavâkya&lt;/b&gt;)                        coniate dai Veda; il Tat Tvam Asi è la terza di queste                        sentenze filosofiche: "&lt;i&gt;Io sono Quello&lt;/i&gt;".&lt;/span&gt;&lt;/h4&gt;&lt;h4 style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; La tristezza che emerge per il "&lt;b&gt;Non&lt;/b&gt;" senso della vita e                        dal suo difficile “&lt;i&gt;rapporto con il rasoio&lt;/i&gt;” è                        assolutamente penetrante. Hesse fa immergere il lettore,                        anzi letteralmente sprofondare in questo non senso della                        vita e il suo anelito verso la morte sembra davvero l’unica                        cosa sensata a questa folle condanna che è la &lt;b&gt;Vita&lt;/b&gt;.                        Ricordando infine, come fa Hesse stesso nella nota dell’autore                        a fine libro, che “&lt;i&gt;Il Lupo della Steppa&lt;/i&gt;” non                        è un libro scritto dalle mani di un disperato bensì                        da quelle di un credente, permette di comprendere meglio                        questo suo anelito infinito verso la &lt;b&gt;Morte&lt;/b&gt;: quello di Hesse                        non è un libro di un pazzo suicida bensì il                        libro di una persona che sente un richiamo troppo forte                        da parte del &lt;b&gt;Divino&lt;/b&gt;. La storia del lupo della steppa rappresenta,                        sì, una malattia e una crisi, ma non verso la morte,                        non un tramonto bensì il contrario: una guarigione.&lt;/span&gt;&lt;/h4&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b style="font-weight: 400;"&gt;&lt;b&gt;Trama&lt;/b&gt; (spoiler)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Harry Haller&lt;/b&gt;, il protagonista del racconto, è un uomo di un carattere poco socievole, selvatico, ombroso e irrequieto che, prima di sparire all'improvviso dalla camera che aveva affittato, lascia un manoscritto al quale aveva lavorato nei mesi precedenti. In queste "&lt;b&gt;memorie&lt;/b&gt;" Haller si descrive come una persona con due nature, una umana e una lupina, una divina e una diabolica, una che vive nel mondo dei nobili pensieri, dell'arte e della musica classica e l'altra che odia e &lt;b&gt;disprezza&lt;/b&gt; la vanità e la superficialità del mondo borghese. Queste due nature si combattono in lui e rendono la sua vita una sofferenza continua, causano il suo isolamento sociale, lo rendono incapace a godersi la vita e lo rendono un soggetto pericolosamente inclinato al &lt;b&gt;suicidio&lt;/b&gt;. Nel momento in cui era quasi giunto a questo ultimo passo drammatico conosce, in una trattoria dei sobborghi, una donna, Erminia, che, con seducente femminilità lo conduce, poco a poco, a convertirsi ai piaceri della vita moderna e a recuperare quello che ha trascurato e perduto negli anni precedenti. Il finale del racconto si svolge in un "&lt;b&gt;&lt;i&gt;teatro magico&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; (solo per pazzi)" dove, nel momento in cui crede di aver finalmente recuperato la capacità di amare uccide la persona amata con una pugnalata al cuore eseguendo così l'ultimo desiderio della sua amata Erminia. Per questo delitto viene condannato, nel "&lt;b&gt;&lt;i&gt;Teatro magico&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;", alla pena della vita eterna, &lt;b&gt;Mozart&lt;/b&gt; gli si siede accanto, gli da dello stupido e lo esorta a comprendere l'umorismo della vita, a finirla di fare il sentimentale, il suicida o l'omicida e di prendersi troppo sul serio, ad &lt;i&gt;imparare a ridere&lt;/i&gt;!&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;h4 style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;La parte del libro più interessante è il capitolo "&lt;b&gt;&lt;i&gt;Dissertazione sul lupo della steppa&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;", una sorta di libro nel libro, in cui il povero &lt;b&gt;Harry Haller&lt;/b&gt; viene letteralmente fatto a pezzi, in cui vengono smontate, con una fredda e spietata analisi psicologica, tutte le sue illusioni e le sue convinzioni da "&lt;i&gt;eroe antiborghese&lt;/i&gt;", in cui viene dimostrato che lui e la borghesia sono solo due facce della stessa medaglia e che la sua presunta divisione in "&lt;i&gt;due anime che vivono nella stessa mente&lt;/i&gt;" è solo una infantile sottovalutazione della natura umana che invece consiste di mille anime, tutte da scoprire e da rivalutare. Anche da &lt;b&gt;Erminia&lt;/b&gt; (in tedesco è &lt;i&gt;Hermine&lt;/i&gt; cioè la forma femminile di &lt;b&gt;Hermann&lt;/b&gt;) Harry viene criticato, in modo più dolce ma per questo non meno radicale, per la sua incapacità di godersi i piccoli e grandi piaceri della vita, per la sua incapacità di ridere e di lasciarsi andare, in fondo per la sua incapacità di amare e di vivere.&lt;/span&gt;&lt;/h4&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-8254200563495963367?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/8254200563495963367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=8254200563495963367' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/8254200563495963367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/8254200563495963367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/herman-hesse-il-lupo-della-steppa.html' title='Herman Hesse: IL LUPO DELLA STEPPA'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNo3KUx8vI/AAAAAAAAAU0/GyeWPFSABns/s72-c/hermann-hesse.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-7253083517745905875</id><published>2009-11-18T03:50:00.000+01:00</published><updated>2009-11-18T03:50:59.935+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='birra'/><title type='text'>Weihenstephan</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNgsySIYmI/AAAAAAAAAUk/8AzK-ltrPVk/s1600/weihenspehanweisse.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="278" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNgsySIYmI/AAAAAAAAAUk/8AzK-ltrPVk/s320/weihenspehanweisse.jpg" width="188" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Birra prodotta nella più antica fabbrica del mondo: il convento di &lt;b&gt;Weihenstephan&lt;/b&gt;. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La produzione di birra nell'abbazia iniziò probabilmente nell'anno &lt;b&gt;768&lt;/b&gt;, come testimonia un documento di quell'anno facente riferimento ad un giardino di luppolo nella zona che doveva un tributo al &lt;b&gt;monastero&lt;/b&gt;. Un birrificio fu effettivamente autorizzato dalla città di Frisinga nel &lt;b&gt;1040&lt;/b&gt;, e questa è la data di fondazione adottata dal moderno birrificio oggi esistente. Quest'azienda vanta uno stimabile record: quello di essere il più antico birrificio ancora funzionante del mondo. Durante il processo di laicizzazione della &lt;b&gt;Baviera&lt;/b&gt; nel 1803, il monastero e il birrificio divennero possedimenti dello stato bavarese.&amp;nbsp; Dal 1923, il birrificio ha assunto il nome di &lt;b&gt;Birrificio di Stato Weihenstephan&lt;/b&gt; (in tedesco &lt;i&gt;Bayerische Staatsbrauerei Weihenstephan&lt;/i&gt;), ed è gestito in collaborazione con l'Università Tecnica di Monaco sia come complesso di produzione all'avanguardia sia come centro per l'apprendimento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Tipo&lt;/b&gt;: Weisse&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Colore&lt;/b&gt;: Paglierino&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Gradi&lt;/b&gt;: 5.4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNg0tDM-6I/AAAAAAAAAUs/qyGBM23W6lk/s1600/weihenstephaner.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="166" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNg0tDM-6I/AAAAAAAAAUs/qyGBM23W6lk/s320/weihenstephaner.jpg" width="145" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Descrizione&lt;/b&gt;: Velata a causa di lieviti in sospensione, di colore paglierino scarico con riflessi ambrati. Ha profumi freschi e fruttati con intensi sentori di lievito e una nota affumicata. In bocca si conferma fresca e delicata. E' morbida e fragrante e nel finale ripropone sentori di affumicato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-7253083517745905875?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/7253083517745905875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=7253083517745905875' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/7253083517745905875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/7253083517745905875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/weihenstephan.html' title='Weihenstephan'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNgsySIYmI/AAAAAAAAAUk/8AzK-ltrPVk/s72-c/weihenspehanweisse.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-3863001295352903998</id><published>2009-11-18T03:30:00.023+01:00</published><updated>2009-11-18T04:59:11.160+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cucina'/><title type='text'>Risotto alla Milanese</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNuctUMNwI/AAAAAAAAAVU/ch45iW95ty4/s1600/risotto_zaff380m.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Il &lt;b&gt;risotto alla milanese&lt;/b&gt; è                      il piatto tipico per eccellenza del cuore economico del nord                      Italia. Questo piatto molto semplice affascina soprattutto                      per il colore dorato conferitogli dallo &lt;i&gt;zafferano&lt;/i&gt;, ingrediente                      principale della ricetta. Non tutti sanno, però, che                      un risotto alla milanese come tradizione vuole contiene il                      &lt;b&gt;midollo di bue&lt;/b&gt;, ingrediente fondamentale per arricchirne                      il gusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ingredienti&lt;/b&gt; (per 4 porzioni)&lt;b&gt;:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNuctUMNwI/AAAAAAAAAVU/ch45iW95ty4/s1600/risotto_zaff380m.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="193" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNuctUMNwI/AAAAAAAAAVU/ch45iW95ty4/s320/risotto_zaff380m.jpg" width="245" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="important"&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;400 g di riso semifino vialone nano&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;                 1 litro di brodo di carne&lt;/li&gt;&lt;li&gt;                 1/2 bicchiere di vino bianco secco&lt;/li&gt;&lt;li&gt;                 40 g di burro&lt;/li&gt;&lt;li&gt;                 40 g di midollo di bue&lt;/li&gt;&lt;li&gt;                 60 g di grana padano stagionato 24 mesi&lt;/li&gt;&lt;li&gt;                 1 cipolla &lt;/li&gt;&lt;li&gt;                 0,5 g di zafferano in pistilli&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Preparazione&lt;/b&gt;:&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;Soffriggere la cipolla in 20 g di burro insieme                al midollo sminuzzato, aggiungere il riso e cuocerlo a fuoco medio-alto                per 2-3 minuti, girando delicatamente ma spesso, poi aggiungere                il vino bianco e farlo evaporare.&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Aggiungere quindi 3 mestoli di                brodo bollente, mescolare dolcemente e non toccare fino alla successiva                aggiunta di brodo.&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;A metà cottura aggiungere i pistilli di                zafferano sciolti in un mestolo di brodo bollente.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Spegnere la fiamma                quando il riso è ancora al dente e la consistenza ancora                piuttosto liquida ("all'onda"), aggiungere 20 g di burro                e il parmigiano e mescolare energicamente (mantecare) per 20-30                secondi, quindi far riposare il risotto per 1 minuto e solo allora                servire.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;Buon appetito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-3863001295352903998?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/3863001295352903998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=3863001295352903998' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3863001295352903998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3863001295352903998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/risotto-alla-milanese.html' title='Risotto alla Milanese'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwNuctUMNwI/AAAAAAAAAVU/ch45iW95ty4/s72-c/risotto_zaff380m.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-2801985040766361219</id><published>2009-11-18T03:29:00.015+01:00</published><updated>2009-11-29T01:36:06.431+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sesso'/><title type='text'>Il Kama Sutra</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il &lt;b&gt;Kama Sutra&lt;/b&gt; è un antico testo indiano sul comportamento sessuale umano, ampiamente considerato come l'opera più importante nella letteratura sanscrita sull'&lt;b&gt;amore&lt;/b&gt;. Il libro è stato scritto da &lt;b&gt;Vatsyayana&lt;/b&gt; ed il suo titolo completo è &lt;i&gt;vātsyāyana kāma sūtra&lt;/i&gt; ("&lt;b&gt;Aforismi sull'amore, di Vatsyayana&lt;/b&gt;"). Si crede che l'autore sia vissuto in un'epoca fra il I ed il VI secolo, probabilmente durante il periodo &lt;b&gt;Gupta&lt;/b&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxHBjgEputI/AAAAAAAAAcM/gwKN2gW7Feg/s1600/KamaSutra20.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="263" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxHBjgEputI/AAAAAAAAAcM/gwKN2gW7Feg/s320/KamaSutra20.jpg" width="176" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nella cultura Orientale è un libro molto importante perché attraverso questa esperienza, si riesce in qualche modo ad avvicinarsi a qualcosa di superiore (&lt;b&gt;&lt;i&gt;Dio&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;...). L'amore non è solo piacere del "&lt;i&gt;corpo&lt;/i&gt;" ma anche della "&lt;i&gt;mente&lt;/i&gt;". &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il Kama Sutra contiene 36 capitoli, organizzati in sette parti, ognuna delle quali scritta da un esperto nel rispettivo campo. Le parti sono:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ol style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Introduzione&lt;/b&gt; (4 capitoli) - sull'amore in generale, il suo posto nella vita di un uomo ed una classificazione delle donne.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Sull'unione sessuale&lt;/b&gt; (10 capitoli) - una discussione approfondita sul bacio, vari tipi di preliminari, orgasmo, una lista di posizioni sessuali, sesso orale, parafilia, e ménage à trois.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Sull'acquisizione di una moglie&lt;/b&gt; (5 capitoli) - corteggiamento e matrimonio.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Su una moglie&lt;/b&gt; (2 capitoli) - il comportamento corretto di una moglie.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Sulle mogli degli altri&lt;/b&gt; (6 capitoli) - principalmente seduzione.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Sulle cortigiane&lt;/b&gt; (6 capitoli).&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Sui mezzi per attrarre gli altri a qualcuno&lt;/b&gt; (2 capitoli).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il Kama Sutra contiene un totale di &lt;b&gt;64&lt;/b&gt; &lt;b&gt;posizioni sessuali&lt;/b&gt; anche rappresentate. Vatsyayana credeva che ci fossero otto modi di fare l'amore, moltiplicati per otto posizioni per ognuno. Nel libro queste sono note come le &lt;b&gt;64 Arti&lt;/b&gt;. Il capitolo che elenca le posizioni è il più famoso e per questo è spesso scambiato per l'intera opera.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, solo circa il 20 per cento del libro è dedicato alle posizioni sessuali. Il resto è una guida su come essere un buon cittadino e parla delle relazioni fra uomini e donne. Il &lt;b&gt;Kama Sutra&lt;/b&gt; descrive il fare l'amore come un'unione divina. Vatsyayana credeva che il sesso in sé non fosse sbagliato, a meno che non lo si facesse frivolmente. Il &lt;b&gt;Kama Sutra&lt;/b&gt; ha aiutato le persone a godere dell'&lt;b&gt;arte del sesso&lt;/b&gt; in maniera più profonda e può essere considerato una guida tecnica al godimento sessuale, oltre a provvedere ad una descrizione dei costumi e delle pratiche sessuali dell'India di quei tempi. Il &lt;b&gt;Kama&lt;/b&gt; (in sanscrito piacere o benessere) non è infatti percepito come un peccato, ma è uno dei quattro scopi della vita (&lt;b&gt;purushartha&lt;/b&gt;). La traduzione inglese più conosciuta del libro è quella del 1883 di Sir Richard Burton.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nel &lt;b&gt;Kama Sutra&lt;/b&gt; troverete&amp;nbsp;descritte e illustrate, le posizioni classiche di questa disciplina: la &lt;b&gt;Poltrona&lt;/b&gt;, la &lt;b&gt;Chiave&lt;/b&gt;, la &lt;b&gt;Passione&lt;/b&gt;, la &lt;b&gt;Capriola&lt;/b&gt;, la &lt;b&gt;Preda&lt;/b&gt;, la posizione del &lt;b&gt;Leone&lt;/b&gt;, la &lt;b&gt;Giostra&lt;/b&gt;, la posizione della &lt;b&gt;Lupa&lt;/b&gt;, del &lt;b&gt;Millepiedi&lt;/b&gt;, del &lt;b&gt;Boa&lt;/b&gt;, della &lt;b&gt;Stella&lt;/b&gt;, dell'&lt;b&gt;Ostrica&lt;/b&gt; &lt;b&gt;Imperlata&lt;/b&gt; e dell'&lt;b&gt;Aquila&lt;/b&gt;, del &lt;b&gt;Loto Felice&lt;/b&gt;, dell'&lt;b&gt;Arco&lt;/b&gt; e della &lt;b&gt;Freccia&lt;/b&gt;, e così via...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-2801985040766361219?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/2801985040766361219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=2801985040766361219' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/2801985040766361219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/2801985040766361219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/il-kamasutra.html' title='Il Kama Sutra'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SxHBjgEputI/AAAAAAAAAcM/gwKN2gW7Feg/s72-c/KamaSutra20.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-1642325134104641889</id><published>2009-11-15T06:20:00.001+01:00</published><updated>2009-11-15T06:22:21.420+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fumetti'/><title type='text'>Crepax: VALENTINA</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv-L6nrNNHI/AAAAAAAAAUE/Ou4xe8HhWqg/s1600-h/opera.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Quando si pensava ai fumetti negli anni &lt;b&gt;Sessanta&lt;/b&gt;, le storie in vignette rappresentavano una lettura da evasione, da consumarsi in fretta e quasi sottobanco. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv-Pdr5ComI/AAAAAAAAAUc/lgQyUAulmEE/s1600-h/valentinacrepax.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv-Pdr5ComI/AAAAAAAAAUc/lgQyUAulmEE/s200/valentinacrepax.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Con &lt;b&gt;Guido Crepax &lt;/b&gt;(&lt;i&gt;G. Crepas, 1933-2003&lt;/i&gt;) nasce in Italia il fumetto da meditazione. Esce dalla penna di questo autore nel &lt;b&gt;1965&lt;/b&gt; una delle più affascinanti, conturbanti e complicate &lt;b&gt;fotoreporter&lt;/b&gt; che il mondo fumettistico ricordi: &lt;b&gt;Valentina&lt;/b&gt;, un personaggio di carta, certo, ma quasi un unicum fra i protagonisti dei fumetti, che in genere restano sempre uguali a se stessi, mentre lei invecchia con il suo autore. La raffinatissima &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;opera &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;di disegnatore di &lt;b&gt;Guido Crepax&lt;/b&gt;, caratterizzata da un segno impeccabile e da una narrazione surreale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Nele storie psichedeliche e cervellotiche di &lt;b&gt;Valentina&lt;/b&gt;, realtà e onirismo si passano continuamente la mano. Il corpo felino di Valentina e il suo caschetto nero, più abbagliante di qualsiasi crine biondo, sono ispirati alla mitica attrice del muto &lt;b&gt;Louise Brooks &lt;/b&gt;protagonista del film &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Lulù&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt; di Georg Wilhelm Pabst (1928), con la quale Crepax intrattenne un lungo rapporto epistolare. Ma il modello filmico, travasato in personaggio di carta, si trasforma in icona dell’&lt;b&gt;erotismo&lt;/b&gt; italiano:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv-L6nrNNHI/AAAAAAAAAUE/Ou4xe8HhWqg/s1600-h/opera.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="248" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv-L6nrNNHI/AAAAAAAAAUE/Ou4xe8HhWqg/s200/opera.jpg" width="186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;il seno fragrante di Valentina, i glutei fra i più dolcemente polposi che si possano immaginare, vengono colti dal suo creatore con l’occhio d’un raffinato &lt;i&gt;voyeur&lt;/i&gt;; così Valentina nella sua nudità o languore, con le calze nere strappate trattenute e impigliate nel pennino di chi la sta disegnando, risulta sempre inconsapevolmente innocente e l’erotismo ne esce centuplicato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Valentina&lt;/b&gt; appare per la prima volta sulla rivista di fumetti &lt;b&gt;Linus&lt;/b&gt; come personaggio secondario di una serie, in cui è la fidanzata di un critico d'arte, &lt;b&gt;Philip Rembrant&lt;/b&gt; (il supereroe &lt;b&gt;Neutron&lt;/b&gt;). Il primo episodio viene intitolato &lt;i&gt;La curva di Lesmo&lt;/i&gt; (riferimento ad una curva dell'autodromo di &lt;b&gt;Monza&lt;/b&gt;). Neutron viene grandemente surclassato e messo in ombra e perde i suoi superpoteri. Nonostante ciò diverrà il protagonista di un fumetto pubblicato nella rivista Corto Maltese. Ispirato all'&lt;b&gt;Odissea&lt;/b&gt; di Omero, verrà considerato uno dei picchi massimi della produzione di &lt;b&gt;Crepax&lt;/b&gt; (anche dal punto di vista dei dialoghi, sempre ritenuti elemento debole delle sue storie).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv-PMrE_xdI/AAAAAAAAAUU/C29hI8MCPHc/s1600-h/guido-crepax-valentina.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="177" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv-PMrE_xdI/AAAAAAAAAUU/C29hI8MCPHc/s320/guido-crepax-valentina.jpg" width="177" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt; &lt;br /&gt;Crepax ha disegnato anche altri fumetti con altre eroine: &lt;b&gt;Belinda&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Bianca&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Anita&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Francesca&lt;/b&gt;. La bionda Anita, ispirata da &lt;b&gt;Anita Ekberg&lt;/b&gt; (protagonista del film &lt;i&gt;&lt;b&gt;La dolce vita&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; di Federico Fellini), è la protagonista di una impressionante storia sognante in cui ha un rapporto sessuale con la TV (precedendo quindi &lt;b&gt;Videodrome&lt;/b&gt; di Cronenberg). &lt;b&gt;Bianca&lt;/b&gt;, invece, nonostante il nome ha lunghi capelli scuri e viene ripresa in vari libri, tra cui la versione di Crepax dei &lt;b&gt;&lt;i&gt;Viaggi di Gulliver&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;. I fumetti su &lt;b&gt;Francesca&lt;/b&gt; non hanno invece nessuna connotazione erotica (riguardano la vita di una collegiale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;L'autore ha adattato classici della letteratura erotica, come &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Venere in pelliccia&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt; di Sacher Masoch, &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Casanova&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Histoire d’O&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Emmanuelle&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;, &lt;i&gt;&lt;b&gt;Justine&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; del marchese DeSade. Nel 1977 produce &lt;b&gt;&lt;i&gt;L'uomo di Pskov&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; seguito un anno dopo da &lt;b&gt;&lt;i&gt;L'uomo di Harlem&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; (fumetto concernente il mondo del jazz in New York). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Altre personali rivisitazioni sono il&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;i style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Dracula&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt; di Bram Stoker e&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;i style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Giro di vite&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt; di Henry James. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;L'ultimo lavoro, nel 2002, fu l'adattamento di &lt;b&gt;Frankenstein&lt;/b&gt;, tratto dal libro di Mary Shelley.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;La poetica di Crepax, in fondo, sta racchiusa in queste celebri parole di &lt;b&gt;Karl Kraus&lt;/b&gt;: “&lt;i&gt;Non c’è al mondo essere più infelice del feticista, che brama una scarpina e deve accontentarsi di una femmina intera&lt;/i&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-1642325134104641889?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/1642325134104641889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=1642325134104641889' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/1642325134104641889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/1642325134104641889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/crepax-valentina.html' title='Crepax: VALENTINA'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv-Pdr5ComI/AAAAAAAAAUc/lgQyUAulmEE/s72-c/valentinacrepax.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-7543808204191454215</id><published>2009-11-15T05:51:00.097+01:00</published><updated>2009-11-22T22:53:48.039+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pittura'/><title type='text'>Fernand Khnopff, il simbolista perfetto</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Swmwmv9Hp9I/AAAAAAAAAW0/Kw1cgyz8UvE/s1600/Fernand_Khnopff_002.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Fernand Khnopff (1858-1921) belga come &lt;b&gt;Ensor&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Magritte&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Rops&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Delvaux&lt;/b&gt;. Ma affascinato molto più dall'arte inglese dei pittori preraffaelliti e più vicino alla Vienna di &lt;b&gt;Klimt&lt;/b&gt; e di &lt;b&gt;Schiele&lt;/b&gt; che alla Parigi di &lt;b&gt;Manet&lt;/b&gt; e di &lt;b&gt;Degas&lt;/b&gt; o alla Francia di &lt;b&gt;Cézanne&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Seurat&lt;/b&gt;. Neppure l'Italia lo affascina. &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Swmwmv9Hp9I/AAAAAAAAAW0/Kw1cgyz8UvE/s1600/Fernand_Khnopff_002.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Swmwmv9Hp9I/AAAAAAAAAW0/Kw1cgyz8UvE/s200/Fernand_Khnopff_002.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Soggetti che in Khnopff, ricorrono spesso: la solitudine, l'isolamento, &lt;b&gt;Bruges&lt;/b&gt; città morta, l'ambiguità dei sessi, una cerebrale provocazione erotica, la perduta innocenza; tutto un universo torbido, inquieto, instabile, imperfetto, insoddisfatto. Grande paesaggista, grande ritrattista, grande pastellista e grande fotografo, &lt;b&gt;Khnopff&lt;/b&gt; mescolò senza soluzione di continuità tutti questi elementi disparati allo scopo di creare un' opera che non si può confondere con quella di nessun altro dei suoi contemporanei.&lt;br /&gt;Nato a Bruxelles, giovanissimo, &lt;b&gt;Khnopff&lt;/b&gt; soggiornò a Bruges. In apparenza la sua vita non presenta alcun fatto saliente: i soggiorni a Parigi, la società artistica &lt;i&gt;I venti&lt;/i&gt;, la fascinazione, talvolta qualificata come &lt;i&gt;incestuosa&lt;/i&gt;, provata nei confronti di sua sorella &lt;b&gt;Margherita&lt;/b&gt;, l'esposizione delle sue opere alla Secessione di Monaco e a quella di Vienna, la sua partecipazione alla realizzazione delle scenografie per il &lt;i&gt;Teatro della Monnaie&lt;/i&gt; a Bruxelles, il fallimento del suo matrimonio, nel 1908, con Marthe Worms. Alla sua morte tutte le sue collezioni vanno disperse e il suo atelier, alla cui costruzione e al cui arredamento aveva dedicato così tanti anni, distrutto.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwmwMgDit3I/AAAAAAAAAWs/sJGq2xR235s/s1600/image_1244195309_458.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="276" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwmwMgDit3I/AAAAAAAAAWs/sJGq2xR235s/s320/image_1244195309_458.jpg" width="156" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Sicuramente l'arte di Khnopff non ha nulla di sorridente, nulla di grazioso o di caloroso. Ciononostante l'artista è capace di inventare immagini che rimangono impresse nella memoria. E' forse &lt;b&gt;simbolista&lt;/b&gt; l'arte di Khnopff? Sicuramente, ma in realtà è anche molto di più. Il movimento artistico del &lt;b&gt;Simbolismo&lt;/b&gt;, nato in Francia nella seconda metà del XIX secolo, intuisce che sotto la realtà percepibile con i sensi, si nasconda una realtà più profonda e misteriosa a cui solo l’artista può accedere. &lt;b&gt;Khnopff&lt;/b&gt; è stato definito “&lt;i&gt;&lt;b&gt;i&lt;/b&gt;&lt;b&gt;l simbolista perfetto&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;”, creatore di un’arte che nasce e si sviluppa in un contesto altamente intellettuale. Quella di Khnopff è un’arte “&lt;b&gt;&lt;i&gt;fra due mondi&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;”, sempre giocata visualmente e tematicamente su una serie di riflessi e opposizioni, paesaggi e figure umane, unicità “reale” del soggetto e attenta riproduzione dello stesso, senza tralasciare la costante e affascinante dialettica, tipicamente simbolistica, della donna come creatura angelica e femme fatale.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwmyDF8PRaI/AAAAAAAAAW8/VXdQks86TNA/s1600/art_3969_XL.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;La sorella Marguerite è uno dei soggetti preferiti dell'artista, e la si ritrova anche nel “&lt;b&gt;Segreto-riflesso&lt;/b&gt;” (1902), che rappresenta sicuramente una delle opere più misteriose e complesse a livello sia simbolico sia iconografico. È un quadro dal doppio volto, si potrebbe dire. Due dipinti di forma diversa l’uno sovrastante l’altro. Il “&lt;i&gt;&lt;b&gt;riflesso&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;”, nella parte inferiore, è di forma rettangolare e legato alla dimensione terrena. Il “&lt;i&gt;&lt;b&gt;segreto&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;”, invece, perfettamente circolare, alla dimensione celeste, secondo la concezione platonica del cerchio come figura che allude alla perfezione, all’armonia, all’ultraterreno. Il dipinto rettangolare è il riflesso della facciata dell’ospedale di San Giovanni nelle acque di uno dei canali che attraversano Bruges. Uno specchio orizzontale, dunque, che ci mostra il mondo esterno da un’altra prospettiva, e che forse proprio nel riflesso, nel “&lt;i&gt;&lt;b&gt;doppio&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;” ci svela il segreto del reale. Nel cerchio dipinto c’è lei, Marguerite, rappresentata come una sacerdotessa e intenta a guardare e a guardarsi in una maschera che ha il suo stesso volto. A regnare qui è il verticalismo di uno specchio assente: un altro riflesso, dunque, ma senza alcuna superficie di transizione fra un livello e l’altro. Un’immagine speculare, comprovata e forse in parte spiegata nell’elemento apparentemente secondario del &lt;b&gt;guanto bianco&lt;/b&gt; indossato dalla donna, un guanto che non é in grado di coprire la mano sinistra che lo fronteggia a meno che non venga girato, (in modo che l’esterno diventi l’interno e viceversa). Un passaggio dall’esterno all’interno che quindi corrisponde al passaggio attraverso lo specchio (mancante), quasi come se Marguerite fosse passata dall’altro lato, quasi come se fosse riuscita ad andare oltre la sua stessa “&lt;b&gt;maschera&lt;/b&gt;”, per trovare infine la sua stessa natura. Una natura che, forse, vuole mantenere segreta. Il dito davanti alle labbra del suo stesso riflesso impone un silenzio che non svela.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwmyDF8PRaI/AAAAAAAAAW8/VXdQks86TNA/s1600/art_3969_XL.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="257" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwmyDF8PRaI/AAAAAAAAAW8/VXdQks86TNA/s200/art_3969_XL.jpg" width="196" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ma il mistero della pittorica di Khnopff non finisce qui. Ci sono altri due suoi quadri in cui si ritrovano elementi forse connessi con il “&lt;b&gt;Segreto-riflesso&lt;/b&gt;”. E, guarda caso, si tratta in entrambi i casi di ritratti della sorella Marguerite. Il primo è il “&lt;b&gt;Ritratto di Marguerite Khnopff&lt;/b&gt;” del 1887, in cui la donna viene raffigurata con il corpo di prospetto e la testa lievemente girata verso la sua sinistra, con uno sguardo lontano dal mondo e un lungo abito bianco stretto in vita. Tutto sembra rimandare ad un quadro semplicistico, quasi riduttivo rispetto alla complessità simbolica dell’altro. Eppure un dettaglio, silenzioso, colpisce. Apparentemente privo di alcuna importanza, si nota il guanto in primo piano che “&lt;b&gt;veste&lt;/b&gt;” proprio il braccio destro della donna come nel “Segreto-riflesso”. Che ci sia un qualche legame? Chi può dirlo.&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il silenzio che Marguerite impone e si auto-impone ritorna, poi, anche in un terzo dipinto che incuriosisce di questo pittore tutto da ri-scoprire. È “&lt;b&gt;Il silenzio&lt;/b&gt;” (1890) che trae spunto da una fotografia della stessa Marguerite, scattata volontariamente dal basso verso l’alto per accentuare la figura quasi monumentale e “&lt;i&gt;inaccessibile&lt;/i&gt;” della donna. Non ci si stupisce che Marguerite indossi un paio di guanti e porti un dito davanti alle labbra, intimando al silenzio.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwmyXOoXdMI/AAAAAAAAAXE/fd1dysiITWI/s1600/image_1244195344_750.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="333" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwmyXOoXdMI/AAAAAAAAAXE/fd1dysiITWI/s200/image_1244195344_750.jpg" width="165" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Saranno solo coincidenze? Chi lo sa. Ciò che è certo è che Marguerite nasconda un segreto, che voglia custodirlo ad ogni costo, mettendo a tacere anche la maschera che potrebbe tradirla, anche l’altra sé. Giacché, si sa, nessuno ci tradisce più di noi stessi.&lt;br /&gt;Quel dito sulle labbra fornisce un messaggio chiaro. Il silenzio è ciò che Marguerite vuole, ciò che impone anche a se stessa. Chissà che un giorno non cambi idea e ci sveli il suo segreto. O quello del fratello Fernand Khnopff.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;di Carlotta Nobile&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-7543808204191454215?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/7543808204191454215/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=7543808204191454215' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/7543808204191454215'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/7543808204191454215'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/fernand-khnopff.html' title='Fernand Khnopff, il simbolista perfetto'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Swmwmv9Hp9I/AAAAAAAAAW0/Kw1cgyz8UvE/s72-c/Fernand_Khnopff_002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-8185151362115602641</id><published>2009-11-15T05:50:00.058+01:00</published><updated>2009-11-23T00:20:58.213+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='metropoli'/><title type='text'>Stoccolma</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnFmh8haaI/AAAAAAAAAX0/dkFXo_gVsEs/s1600/Stockholm.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="158" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnFmh8haaI/AAAAAAAAAX0/dkFXo_gVsEs/s320/Stockholm.jpg" width="217" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La città di&amp;nbsp;&lt;b&gt;Stoccolma&lt;/b&gt; sorge in un bacino naturale di isole e piane lungo le insenature del mare Baltico alla confluenza con il lago Malar. La particolare&amp;nbsp;&lt;i&gt;conformazione naturale&lt;/i&gt;  del luogo fu l’ideale per costruirvi una città                            destinata a diventare un importante&amp;nbsp;centro politico ed economico. Da qui partirono le navi &lt;b&gt;vichinghe&lt;/b&gt; per                            le loro scorrerie per i mari e da qui partirono durante                            il Medioevo gli abili mercanti svedesi per i loro commerci                            con &lt;b&gt;Mosca&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Bisanzio&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Venezia&lt;/b&gt;. Della &lt;b&gt;Stoccolma&lt;/b&gt; medievale rimane tuttavia, solo qualche                            traccia nella città vecchia, poiché lo&amp;nbsp;&lt;i&gt;sviluppo urbanistico &lt;/i&gt;e i più pregevoli monumenti                            architettonici ed artistici risalgono al XVII secolo                            quando sotto la&amp;nbsp;dinastia&lt;b&gt; Vasa&lt;/b&gt; la Svezia divenne una                            grande potenza baltica e &lt;b&gt;Stoccolma&lt;/b&gt; uno dei maggiori  centri culturali europei. Nel XIX secolo con l’&lt;/span&gt;&lt;i&gt;industrializzazione&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;,                            Stoccolma conobbe una rapida espansione demografica                            ed urbanista, ma grazie ad una lungimirante politica di razionale &lt;b&gt;rispetto                            ambientale&lt;/b&gt; la città si è sviluppata mantenendo                            inalterato l’equilibrio con la lussureggiante                            natura circostante. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnHPT19SVI/AAAAAAAAAYE/uh_aQf3EZfk/s1600/Stockholm-Sweden_03-360a032607.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="153" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnHPT19SVI/AAAAAAAAAYE/uh_aQf3EZfk/s320/Stockholm-Sweden_03-360a032607.jpg" width="204" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sull’&lt;b&gt;isola                          di Riddarholmen&lt;/b&gt;, una delle 13 tra isole e isolette                          sulle quali sorge Stoccolma, si apre la &lt;b&gt;piazza                          Birger Jarl&lt;/b&gt;, che prende il nome dal fondatore                          della città, ricordato da un monumento ottocentesco.                          Sulla piazza si affacciano diversi edifici: il &lt;b&gt;Wrangelska&lt;/b&gt;                          &lt;b&gt;Palatset&lt;/b&gt; ( XII secolo ); il &lt;b&gt;Riksdaghuset                          &lt;/b&gt;(1866) antica sede del &lt;b&gt;Parlamento&lt;/b&gt;                          e la &lt;b&gt;Riddarholmskykan&lt;/b&gt; ( XIII secolo )                          chiesa in stile gotico. La &lt;b&gt;Gamla Stan&lt;/b&gt; ( &lt;i&gt;città sull’isola&lt;/i&gt;                          ), proclamata nel 1252 capitale del regno, è l’isola                          centrale dell’arcipelago ove sorge Stoccolma. All’interno,                          si apre la &lt;b&gt;Stortoget&lt;/b&gt;, piccola piazzetta                          circondata da antichi edifici tra cui il &lt;b&gt;Borshuet&lt;/b&gt; ( &lt;i&gt;palazzo della borsa&lt;/i&gt; ) in stile classico (1773) attuale                          sede dell’Accademia Svedese. La maggiore piazza                          del Paese è intitolata al re &lt;b&gt;Gustavo Adolfo                          &lt;/b&gt;( Gustav Adolfs torg ), attorniata da bei palazzi                          dei secoli XVII e XVIII, è abbellita dal monumento                          equestre dedicato al re (1796). Leggermente a nord rispetto al centro di Stoccolma sorge il &lt;b&gt;quartiere di Norrmalm&lt;/b&gt;, cuore economico e finanziario della capitale svedese. La zona sud occidentale della città ospita invece la Fiera di Stoccolma, area dedicata ad eventi e congressi di stampo internazionale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnEan7fcvI/AAAAAAAAAXs/QyjjVPg58Dg/s1600/482f279515b53_normal.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="175" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnEan7fcvI/AAAAAAAAAXs/QyjjVPg58Dg/s320/482f279515b53_normal.jpg" width="203" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L’&lt;b&gt;isola di Skeppsholmen&lt;/b&gt; fu dal                          XVII secolo la base della flotta da guerra svedese ed                          è oggi una grande area verde e culturale con alcuni                          &lt;/span&gt;musei allestiti nei vecchi edifici militari. Tra essi                          degni di interesse sono l’&lt;b&gt;Ostasiatiska Museet&lt;/b&gt;,                          che espone una grandiosa raccolta di arte orientale; il &lt;b&gt;Moderna Museet &lt;/b&gt;che espone opere di artisti                          contemporanei quali &lt;b&gt;Munch&lt;/b&gt; o &lt;b&gt;Picasso&lt;/b&gt;, e l’&lt;b&gt;Arkitekturmuseum&lt;/b&gt;, che                          documenta gli sviluppi dell’architettura svedese  negli ultimi due secoli. Il &lt;b&gt;Kungliga&lt;/b&gt; &lt;b&gt;Slottet&lt;/b&gt; è la ricostruzione operata nel 1697 e completata                          nel 1754 del precedente castello medievale. La struttura                          ospita gli appartamenti reali e raffinate sale in stile                          barocco e rococò, nei sotterranei sono allestiti                          tre musei tra i quali il &lt;b&gt;Slottmuseum&lt;/b&gt;,                          che racconta la storia del castello, l’&lt;b&gt;Antikmuseum&lt;/b&gt;,                          che espone le statue e i reperti acquistati a &lt;b&gt;Roma&lt;/b&gt; dal Re &lt;b&gt;Gustavo Adolfo &lt;/b&gt;ed infine il &lt;b&gt;Livrustkammaren&lt;/b&gt;,                          che raccoglie una bella collezione di armi e di carrozze.&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;Lo &lt;b&gt;Stadshuset&lt;/b&gt; è la maestosa struttura                          del Municipio, opera dell’architetto &lt;b&gt;Ostberg&lt;/b&gt;.                          L’edifico interamente in mattoni con lungi portici                          e una torre angolare è il capolavoro dell’architettura                          nazionale; all’interno si tieni annualmente la cerimonia                          dell’assegnazione del &lt;b&gt;Premio Nobel&lt;/b&gt;. La &lt;b&gt;Storkykan&lt;/b&gt; ( &lt;i&gt;Grande Chiesa&lt;/i&gt; ) è                          la cattedrale di Stoccolma, eretta in stile gotico nel                          XIII secolo ma ricostruita nel Settecento. L’interno                          presenta un notevole effetto scenografico per la gran                          quantità di tombe e monumenti che lo arricchiscono,                          tra cui un gruppo ligneo del XIV secolo opera dello scultore &lt;b&gt;Bernt Notke&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnGGr1uh-I/AAAAAAAAAX8/NrCe72et3kM/s1600/vasa1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnGGr1uh-I/AAAAAAAAAX8/NrCe72et3kM/s200/vasa1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Il &lt;b&gt;Nationalmuseum&lt;/b&gt; è il principale                          museo di arte della Svezia. Costruito nel XIX secolo in                          stile neorinascimentale di gusto italiano, ospita magnifiche                          collezioni di arte delle principali scuole europee dal                          Medioevo al Novecento; tra gli artisti presenti vi sono                          opere di &lt;b&gt;Renoir&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Rembrand&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Rubens&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Manet&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Cezanne&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Gaugin&lt;/b&gt; oltre un buon numero di tele di                          pittori svedesi contemporanei.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;Il &lt;b&gt;Vasavarvet&lt;/b&gt;,                          situato nel &lt;b&gt;parco di Skansen&lt;/b&gt;, è                          un padiglione che espone la grande nave da guerra “&lt;b&gt;Vasa&lt;/b&gt;”,                          affondata nel 1628 e recuperata nel 1961, con tutti i                          suoi ornamenti e gli oggetti ritrovati.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-8185151362115602641?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/8185151362115602641/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=8185151362115602641' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/8185151362115602641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/8185151362115602641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/stoccolma.html' title='Stoccolma'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SwnFmh8haaI/AAAAAAAAAX0/dkFXo_gVsEs/s72-c/Stockholm.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-8751194741682260527</id><published>2009-11-15T05:48:00.001+01:00</published><updated>2009-11-15T05:49:04.253+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='enoteca'/><title type='text'>Gewürztraminer</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv8GHn5askI/AAAAAAAAASE/arrTioHJDZg/s1600-h/Gewuerztraminer-01.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="154" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv8GHn5askI/AAAAAAAAASE/arrTioHJDZg/s320/Gewuerztraminer-01.jpg" width="201" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Il traminer aromatico, o &lt;b&gt;Gewürztraminer&lt;/b&gt; come lo chiamano dall'&lt;b&gt;Alto          Adige&lt;/b&gt; in su (Gewürz significa &lt;i&gt;spezia&lt;/i&gt; in tedesco), o detto pure &lt;i&gt;savagnin&lt;/i&gt;, è un vitigno coltivato principalmente in Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia; ne esistono due tipi: un traminer aromatico o &lt;b&gt;rosa&lt;/b&gt; e un traminer &lt;b&gt;rosso&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Annoverata tra          le poche uve aromatiche utilizzate per la produzione di vino, riesce a          donare vini che non solo impressionano per la ricchezza aromatica tipica          del vitigno, ma che possono anche possedere corpo e struttura in abbondanza.&lt;br /&gt;Vino bianco talvolta spiccatamente aromatico, con un bouquet di rosa, garofano e vaniglia, al palato è speziato e leggermente amarognolo.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv8GGO_EkmI/AAAAAAAAAR8/8iovd_xhRKc/s1600-h/Gewuerztraminer-02.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="246" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv8GGO_EkmI/AAAAAAAAAR8/8iovd_xhRKc/s320/Gewuerztraminer-02.jpg" width="163" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;È indicato per antipasti di &lt;b&gt;pesce&lt;/b&gt;, crostacei, paté, fegato d'oca, ma è adatto anche come eccellente &lt;b&gt;aperitivo&lt;/b&gt; o vino da &lt;b&gt;dessert&lt;/b&gt;. Servire a una temperatura tra gli 11 e 13 gradi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vinificato in purezza (cioè utilizzando solo questo vitigno) o in unione con altri vitigni dà vita alle seguenti DOC italiane: "&lt;i&gt;Trentino Doc&lt;/i&gt;", "&lt;i&gt;Alto Adige Doc&lt;/i&gt;", "&lt;i&gt;Colli Orientali del Friuli Doc&lt;/i&gt;", "&lt;i&gt;Carso Traminer Doc&lt;/i&gt;", "&lt;i&gt;Collio Goriziano o Collio Doc&lt;/i&gt;", "&lt;i&gt;Friuli Grave Doc&lt;/i&gt;", "&lt;i&gt;Isonzo del Friuli Doc&lt;/i&gt;","&lt;i&gt;Friuli Annia Doc&lt;/i&gt;", "&lt;i&gt;Friuli Latisana Doc&lt;/i&gt;", "&lt;i&gt;Friuli Aquilea Doc&lt;/i&gt;".&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le sue uve sono utilizzate solo per la vinificazione e quindi ne è escluso il consumo come uva da tavola, viene inoltre utilizzato per la &lt;b&gt;grappa&lt;/b&gt;. Per quanto riguarda l'origine del vitigno è probabile che sia nato da incroci di varietà di vitigni selvatici dell'Europa centrale e centro orientale.&lt;br /&gt;Altre uve aromatiche famose: i &lt;b&gt;Moscati&lt;/b&gt;, le &lt;b&gt;Malvasie&lt;/b&gt;, il &lt;b&gt;Riesling&lt;/b&gt; &lt;b&gt;renano&lt;/b&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-8751194741682260527?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/8751194741682260527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=8751194741682260527' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/8751194741682260527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/8751194741682260527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/gewurztraminer.html' title='Gewürztraminer'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv8GHn5askI/AAAAAAAAASE/arrTioHJDZg/s72-c/Gewuerztraminer-01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-3673736090406921263</id><published>2009-11-15T05:02:00.002+01:00</published><updated>2009-11-15T05:30:02.312+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comici'/><title type='text'>Felice Andreasi</title><content type='html'>&lt;div class="cite" style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;di Alberto Crespi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv-DlReTpCI/AAAAAAAAAT8/9amiAoUTQ3M/s1600-h/andreasi.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv-DlReTpCI/AAAAAAAAAT8/9amiAoUTQ3M/s320/andreasi.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Forse nulla «racconta» &lt;b&gt;Felice Andreasi&lt;/b&gt;, il grande attore piemontese, meglio di questo aneddoto di &lt;b&gt;Guido Chiesa&lt;/b&gt;, il regista torinese che lo volle come protagonista del &lt;b&gt;&lt;i&gt;Caso Martello&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;: «&lt;i&gt;Io ero un giovane regista esordiente e Andreasi era una leggenda della mia infanzia: &lt;b&gt;Il poeta e il contadino&lt;/b&gt;, le trasmissioni tv con &lt;b&gt;Cochi&lt;/b&gt; &lt;b&gt;e Renato&lt;/b&gt;, la mitica imitazione di Gustavo Thoeni… Lo andai a trovare con tutti i timori reverenziali del caso, raggiungendolo nella sede &lt;b&gt;Rai&lt;/b&gt; di Torino, dove stava lavorando a un programma radiofonico. La Rai di &lt;b&gt;Torino&lt;/b&gt; è un posto inquietante. Una volta entrato, devi percorrere un &lt;b&gt;lungo tunnel &lt;/b&gt;sotterraneo che passa sotto &lt;b&gt;via Verdi&lt;/b&gt; e porta nel palazzo di fronte rispetto all’ingresso, dove ci sono gli studi. Percorro queste catacombe e arrivo nello studio, dove incontro &lt;b&gt;Felice&lt;/b&gt;. Gli dico subito: "che strano, questo ingresso, questo tunnel…" e lui: "eh, e devi sapere che nel dopoguerra il tunnel era pieno di &lt;b&gt;delinquenti&lt;/b&gt;, di &lt;b&gt;prostitute&lt;/b&gt;, era un luogo oscuro e pericoloso…" al che io gli chiedo: "ma davvero?" E lui mi mette una mano sulla testa e mi fa: "com’è ingenuo, com’è giovane…"&lt;/i&gt; Avrei voluto sprofondare, ma fu comunque l’inizio di una bella amicizia.&lt;br /&gt;Ecco, &lt;b&gt;Felice Andreasi&lt;/b&gt; non era un «semplice» attore, era un inventore di mondi, che creava, un po’ alla &lt;b&gt;Salgari&lt;/b&gt;, senza muoversi da casa sua.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nella sua affabulazione sabauda, un banale tunnel della Rai poteva davvero diventare un fascinoso luogo di perdizione, come la &lt;b&gt;Giungla Nera&lt;/b&gt; di Tremal-Naik. Una volta, tenne una cena all’osteria del &lt;b&gt;Moro di Roma&lt;/b&gt;, presso la fontana di Trevi. In quel luogo felliniano (il Moro era l’interprete di Trimalcione nel &lt;b&gt;Satyricon&lt;/b&gt;), Felice fu davvero trimalcionesco nell’intrattenerci a cena, evocando &lt;b&gt;Fellini&lt;/b&gt; e altre divinità in meravigliosi racconti forse veri, forse falsi ma comunque bellissimi. &lt;b&gt;Andreasi&lt;/b&gt; era il poeta scalcagnato che irrompeva nella trasmissione tv di Cochi e Renato declamando «&lt;b&gt;&lt;i&gt;Salve, Piemònte&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;», con una «o» tanto aperta che ci sarebbe passata tutta la Tav, senza bisogno di scavi. Oggi è difficile descrivere al pubblico della tv &lt;b&gt;post-berlusconiana&lt;/b&gt; cosa fu, nel 1972, &lt;b&gt;Il poeta e il contadino&lt;/b&gt;: era una trasmissione in cui &lt;b&gt;Cochi e Renato&lt;/b&gt; deliravano a ruota libera, inventandosi spassose storie ambientate in una Val Trompia lunare e surreale (il tormentone «&lt;i&gt;Siamo su a milletrè&lt;/i&gt;», pronunciato da &lt;b&gt;Renato Pozzetto&lt;/b&gt; con una “e” aperta quasi quanto le “o” di Andreasi, divenne proverbiale per un’intera generazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quel contesto, Andreasi faceva il poeta piemontese colto, e ogni tanto irrompeva, assieme a &lt;b&gt;Enzo Jannacci&lt;/b&gt; e ad altri geni di passaggio. Fu l’esito televisivo più clamoroso di un mondo – quello del cabaret milanese anni ’60 – che ha regalato alcuni dei momenti più buffi dello spettacolo nazionale. Infatti, molto del talento di Andreasi si è rivelato in palcoscenico, nei monologhi, negli sketch (raccolti in un volume intitolato &lt;b&gt;&lt;i&gt;D’amore (diverso) si muore&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;), e in spettacoli come &lt;b&gt;Aspettando Godot&lt;/b&gt; realizzato assieme a &lt;b&gt;Jannacci&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Gaber&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Paolo Rossi&lt;/b&gt;. Il suo senso della caratterizzazione era micidiale. Dice bene Chiesa: «Se fosse esploso negli anni Novanta, al tempo di &lt;b&gt;Zelig&lt;/b&gt; e di &lt;b&gt;Mai dire gol&lt;/b&gt;, li avrebbe stracciati tutti. Il suo gusto del &lt;i&gt;nonsense&lt;/i&gt;, il suo talento nell’iterazione lo avrebbe messo a livello di &lt;b&gt;Albanese&lt;/b&gt;, di &lt;b&gt;Bisio&lt;/b&gt;, di &lt;b&gt;Aldo Giovanni e Giacomo&lt;/b&gt;».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il cinema? Andreasi lo amava, ma con una riserva: il dover spostarsi a Roma, o in altre città simili, per girarlo. Lui che si era ritirato a Cortazzone, un borgo dell’Astigiano, dove viveva lontano da ogni tecnologia, dedicandosi all’&lt;b&gt;arte&lt;/b&gt; (era un bravissimo pittore) e soprattutto alla concretezza della pittura (si fabbricava i colori da solo, usando la terra, le foglie, i materiali che aveva intorno). Comunque, oltre al Caso Martello, ha interpretato belle parti in &lt;b&gt;Storia di ragazzi e di ragazze&lt;/b&gt; di Pupi Avati, in &lt;b&gt;Pane e tulipani&lt;/b&gt; di Silvio Soldini (per il quale vinse il Nastro d’Argento), in &lt;b&gt;Un’anima divisa in due&lt;/b&gt; sempre di Soldini, in &lt;b&gt;Ora e per sempre&lt;/b&gt; di Vincenzo Verdecchi, in &lt;b&gt;Due amici&lt;/b&gt; di Spiro Scimone e, tanti anni prima, nel &lt;b&gt;Sospetto&lt;/b&gt; di Citto Maselli. Tutta gente che oggi sicuramente lo piange, come noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;da l'Unità del 27 dicembre 2005&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-3673736090406921263?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/3673736090406921263/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=3673736090406921263' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3673736090406921263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3673736090406921263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/felice-andreasi.html' title='Felice Andreasi'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv-DlReTpCI/AAAAAAAAAT8/9amiAoUTQ3M/s72-c/andreasi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-6133351249692837483</id><published>2009-11-15T05:01:00.000+01:00</published><updated>2009-11-15T05:01:52.772+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Italo Svevo: LA COSCIENZA DI ZENO</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv98O6CykGI/AAAAAAAAAT0/fD7WWyik7ec/s1600-h/svevo.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv98O6CykGI/AAAAAAAAAT0/fD7WWyik7ec/s320/svevo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;La Coscienza di Zeno&lt;/b&gt; esce nel 1923 presso l'editore Cappelli di Bologna. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;A differenza dei due romanzi precedenti di Svevo, "&lt;b&gt;Una vita&lt;/b&gt;" e "&lt;b&gt;Senilità&lt;/b&gt;", si svolge in prima persona: esso non si presenta come narrazione di una vicenda particolare, ma come un'autobiografia aperta, in cui non si segue un discorso organico, ma si aprono squarci su diverse situazioni e occasioni della vita del protagonista.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Si tratta di un personaggio fittizio, &lt;b&gt;Zeno Cosini&lt;/b&gt;: egli è un ricco esponente della borghesia commerciale triestina, che, per guarire dalle sue nevrosi, si rivolge ad uno psicanalista, il dottor S., il quale gli consiglia di scrivere le tappe fondamentali della sua vita, da cui poi trarre il materiale necessario per una terapia psicoanalitica. Di fatto, il romanzo inizia con una prefazione del dottor S., che dichiara di pubblicare le memorie del paziente per vendicarsi della sua improvvisa sospensione della cura. Segue un preambolo con i primi tentativi di autoanalisi, dopo di che si entra nel pieno della descrizione del diario, dove, attraverso sei episodi tematici, si colgono le varie tappe della "coscienza di Zeno":&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;il fallito tentativo di superare il vizio del fumo;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;il difficile rapporto con il padre;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;la grigia e assurda storia del suo matrimonio;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;la storia della fallita relazione extra-coniugale;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;l'impresa commerciale avviata con il cognato e positivamente condotta dopo la morte di quest'ultimo;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;la convinzione finale di essere sano e di volersi liberare definitivamente dalla cura. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Tutto il discorso del protagonista si sviluppa in un'oscillazione continua tra malattia e salute, tra narrazione e riflessione, tra coscienza ed inganno, tra bisogno degli altri e difficoltà di instaurare con loro un rapporto, tra desiderio e aridità sentimentale. &lt;b&gt;Zeno&lt;/b&gt; è alla ricerca di un equilibrio che gli sfugge continuamente e che egli stesso sa di non poter conquistare. La sua non è una personalità sicura e definita, ma ricca di contraddizioni e di paure: "giunge al matrimonio con &lt;b&gt;Augusta&lt;/b&gt; dopo aver cercato di conquistare &lt;b&gt;Ada&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Alberta&lt;/b&gt;; ha bisogno della moglie per amare l'amante e dell'amante per amare la moglie; vive il suo rapporto con &lt;b&gt;Guido&lt;/b&gt; come riflesso ambiguo del rapporto impossibile con Ada, ecc.…". Zeno è immerso fino in fondo in un mondo borghese, del quale il suo racconto ci presenta personaggi chiusi in valori sicuri, incertezze quotidiane, in abitudini e regole di vita, da tempo consolidate: ma, allo stesso tempo, in quel mondo egli si sente a disagio, in uno stato di eterna inferiorità, che gli impedisce sempre di comportarsi come si dovrebbe, di fare le mosse giuste, di commisurare sforzi e risultati.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Nella sua ottica, i valori su cui si regge la &lt;b&gt;vita borghese&lt;/b&gt; non sono altro che inganni e schermi che danno un senso di rispettabilità e un'apparenza di equilibrio che è alla base dell'esistenza umana. Egli elabora molteplici strategie per sottrarsi a quei valori, pur continuando a rispettarli, per condurre una vita borghese seppur non partecipandovi attivamente. Ad ogni passo egli scopre, così, l'imprevedibilità della vita, la sfasatura tra l'idea che ognuno ha di sé e ciò che effettivamente accade. Nel corso di un dialogo con Guido, una casuale associazione di parole lo porta a coniare un'ironica definizione, in cui si può riassumere tutto il senso delle vicende del romanzo: &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;"La vita non è né brutta né bella, ma è originale…"&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Tutto il vivere si risolve in un '"&lt;i&gt;enorme costruzione priva di scopo&lt;/i&gt;", in qualche cosa di "&lt;i&gt;bizzarro&lt;/i&gt;" e di strano, che fa concludere che &lt;i&gt;"forse l'uomo vi è stato messo dentro per errore e che non vi appartiene"&lt;/i&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Come individuo, Zeno è smemorato, distratto, dimentica l'ora in cui deve sposarsi, sbaglia funerale, si sente indebolito, ma, nello stesso tempo, si ritiene superiore agli altri. E' &lt;b&gt;L'uomo delle contraddizioni&lt;/b&gt;. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;E ciò da cui egli trae maggiormente linfa vitale, è la &lt;b&gt;Malattia&lt;/b&gt;, punto di partenza e di arrivo della sua coscienza. Essa diviene per il protagonista strumento fondamentale di conoscenza, perché può rivelargli le contraddizioni più nascoste della realtà, l'inganno che si nasconde sotto le apparenze sociali, tanto che arriverà a dire: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;"&lt;i&gt;la malattia è una convinzione e io nacqui con quella &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;convinzione…&lt;/i&gt;" &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;La malattia si presenta come nevrosi, abito etico, patologia psico-mentale, paura di invecchiare e di morire. Una malattia che molto spesso è immaginaria, che egli vuole vedere sia in sé sia negli altri e in cui ama vivere e da cui potrà uscire solo affidandosi alla fuga e al caso. E a questo punto interviene proprio il caso , ovvero l'incoerenza della vita che lo dichiara, così, vincente: addirittura, l'arrivo della guerra lo farà arricchire. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Nell'ultimo capitolo, l'abbandono della cura si collega alla frattura tra il protagonista, oramai vecchio, e le sue avventure precedentemente narrate. E' certo, comunque, che la frattura su cui l'opera si chiude è segnata fortemente dall'incombenza della guerra: questa si pone anche come segno simbolico dell'uscita da un'epoca, della rottura di un mondo compatto quale era stato, al di là dei suoi precari equilibri, quello del giovane Zeno, della nuova minaccia di distruzione che incombe sul mondo borghese. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Raggiunto improvvisamente da una guerra che aveva creduto fino all'ultimo lontana, Zeno si accorge che la sua malattia ed il gioco dei suoi desideri gli hanno fatto ignorare la realtà. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;E proprio da questa &lt;b&gt;presa di coscienza&lt;/b&gt;, Zeno sembra ottenere la guarigione, che lo riconduce, però, ad allargare lo sguardo alla malattia, alla crisi che ha colpito l'intera &lt;b&gt;civiltà umana&lt;/b&gt;: nella pagina finale del romanzo, Zeno, dopo aver ripercorso le tappe fondamentali della propria vita, prende coscienza dell'inutilità della &lt;b&gt;psicoanalisi&lt;/b&gt;, che non avrebbe mai potuto curare né lui né il mondo. Il suo pensiero, allora, estendendosi all'essere umano, decreta l'inquinamento radicale della vita, fra pulsioni esistenziali connaturate all'uomo e la crisi degli ideali salvifici dello scientismo positivistico e dell'ottimismo della società borghese, nonché sull'esperienza negativa della Grande Guerra e dell'avvento del Ventennio Fascista. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;L'uomo, a differenza dell'animale, con la sua scienza distruttiva, ha sovvertito ogni equilibrio biologico, contravvenendo alla legge della selezione naturale, da cui si è distaccato con la creazione artificiosa di ordigni distruttivi. Egli non si rende conto che più si allontana dalle leggi della natura, più decreta la propria debolezza e quindi la malattia. Questa può facilmente degenerare nel delirio e nella follia, sino alla catastrofe finale, che, con un'esplosione enorme, ridurrà la terra allo stato di nebulosa. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Notevole influenza sull'opera sveviana ebbero le teorie filosofiche di &lt;b&gt;Schopenhauer&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Nietzche&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Freud&lt;/b&gt;, che si andavano diffondendo nei primi anni del '900, quando Svevo scriveva i suoi romanzi. Nella sua natura, infatti, confluiscono filoni di pensiero contraddittori e, addirittura, inconciliabili: da un lato, il positivismo; dall'altro, il "pensiero negativo" degli esistenzialisti e l'evidente influenza degli studi psicoanalitici. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Dal &lt;b&gt;positivismo&lt;/b&gt; egli riprende la fiducia nell'"onnipotenza" del metodo scientifico, applicato allo studio della realtà, e il rifiuto di qualunque ottica di tipo metafisico, spiritualistico o idealistico, nonché la tendenza a considerare il destino dell'umanità nella sua evoluzione complessiva. Per quel che riguarda il rapporto con &lt;b&gt;Schopenhauer&lt;/b&gt;, pur riprendendone alcuni strumenti di analisi e di critica, non accetta la proposta di una saggezza da raggiungersi attraverso la "noluntas", ovvero la rinuncia alla volontà e il sacrificio degli istinti vitali. Lo stesso atteggiamento &lt;b&gt;Svevo&lt;/b&gt; rivela nei confronti di &lt;b&gt;Nietzche&lt;/b&gt; e di &lt;b&gt;Freud&lt;/b&gt;: il primo, infatti, è, per l'autore , il teorico della pluralità dell'io e il "demolitore" dei valori della moderna società borghese occidentale, certamente non il creatore del mito dionisiaco, fatto di razionalità, orgia e passione sfrenata; così come &lt;b&gt;Freud&lt;/b&gt; si rivela un maestro nell'apprendimento delle teorie psicoanalitiche sull'ambiguità dell'io e nella comprensione materialistico-razionalista dell'inconscio, ma naturalmente non è accettato da Svevo sul piano dell'ideologia, ossia della visione totalizzante della vita e della terapia medica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-6133351249692837483?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/6133351249692837483/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=6133351249692837483' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/6133351249692837483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/6133351249692837483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/italo-svevo-la-coscienza-di-zeno.html' title='Italo Svevo: LA COSCIENZA DI ZENO'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv98O6CykGI/AAAAAAAAAT0/fD7WWyik7ec/s72-c/svevo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-8683452962655085163</id><published>2009-11-15T04:55:00.000+01:00</published><updated>2009-11-15T04:55:52.206+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><title type='text'>DANSON METROPOLI (2006) Avion Travel</title><content type='html'>Troppo raffinati per entrare nel consumo di massa, gli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Avion Travel&lt;/span&gt; non hanno portato a casa granché dalla vittoria di un vecchio &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sanremo&lt;/span&gt;, e hanno continuato nel loro più o meno splendido isolamento fino a una recente divisione, dolorosa quanto silenziosa, che li ha trasformati da piccola orchestra in quartetto. Per i quattro sopravvissuti - &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Peppe &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Servillo&lt;/span&gt; alla voce, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fausto Mesolella&lt;/span&gt; alla chitarra, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mimì Ciaramella&lt;/span&gt; alla batteria e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vittorio Remino&lt;/span&gt; al basso - la vulcanica Caterina Caselli si è inventata il progetto «&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Danson Metropoli&lt;/span&gt;».&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SuZC9G95pZI/AAAAAAAAAFo/U7z8EYbHdyg/s1600-h/MUINT002167_250.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397074821059814802" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SuZC9G95pZI/AAAAAAAAAFo/U7z8EYbHdyg/s200/MUINT002167_250.jpg" style="float: right; height: 229px; margin: 0pt 0pt 10px 10px; width: 229px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E’ un album con tredici canzoni di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Paolo Conte&lt;/span&gt;, che è uscito dalla sua proverbiale ritrosia su affettuosa richiesta della discografica che lanciò i suoi dischi fuori dai patrii confini. Egli ha accettato di seguire l’operazione in veste di direttore artistico e ha pure eccezionalmente cantato ma non solo: ha regalato un inedito, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il giudizio di Paride&lt;/span&gt;, con l’Uomo alle prese con una difficile scelta fra la «dolce e paffuta», quella di «classe infinita», mentre l’ultima ha «un bell’andar/leonino e muscolar, cosa devo far?».&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Peppe Servillo &amp;amp; Friends seguono l’onda della creatività contiana aggrappandosi a canzoni non troppo consumate dal successo, pezzi di seconda fila ma non per questo meno gustosi, come la stessa &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Danson Metropoli&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un vecchio errore&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Elisir&lt;/span&gt; (dove c’è un cameo vocale di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gianna Nannini&lt;/span&gt;, perché nel suo disco Grazie ha suonato Mesolella), &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Languida&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sijmadicandhapajiee&lt;/span&gt;, titolo impronunciabile se non in astigiano stretto che l’interprete napoletano restituisce in modo impeccabile.&lt;br /&gt;Canzoni più celebri del repertorio dell’Avvocato sono invece &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cosa sai di me?&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Aguaplano&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Max &lt;/span&gt;e&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Blue Haways&lt;/span&gt;. Quest’ultima finisce per riassumere un po’ tutto il risultato del disco, con il suo andamento morbido, ipnotico, indolente perfino, e comunque lontano dallo spirito nervoso, maschio e swingante dell’autore di riferimento.&lt;br /&gt;Insomma, è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Paolo Conte&lt;/span&gt; riletto, e fatto giustamente proprio dal quartetto. Nelle nobili atmosfere astigiano/partenopee, la rilassatezza di fondo si veste di sicura eleganza; gli arrangiamenti e le orchestrazioni, a cura rispettivamente di Mesolella e di Daniele Di Gregorio (imprestato da Conte) sono impeccabili. Un bel modo di ricominciare in quattro, per gli Avion Travel, con cotanto padrino. Anzi Conte si è così lasciato prendere dal trip, da disegnare non solo la copertina del disco ma anche altre 70 opere, 12 delle quali usate come copertine interne, con i testi sul retro. L’inesausta &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Caterina Caselli &lt;/span&gt;sta ora progettando l’uscita in Francia e Belgio; poi, se le cose vanno bene, si allargherà di più. Come ha già fatto prima con lo stesso Conte e con Bocelli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-8683452962655085163?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/8683452962655085163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=8683452962655085163' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/8683452962655085163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/8683452962655085163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/danson-metropoli-2006-avion-travel.html' title='DANSON METROPOLI (2006) Avion Travel'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SuZC9G95pZI/AAAAAAAAAFo/U7z8EYbHdyg/s72-c/MUINT002167_250.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-3094227819559217587</id><published>2009-11-15T04:32:00.001+01:00</published><updated>2009-11-15T04:33:21.147+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='birra'/><title type='text'>Fürstenberg</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv904RTrPeI/AAAAAAAAATs/u3m6x9v9juY/s1600-h/fuerstenberg.gif" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv904RTrPeI/AAAAAAAAATs/u3m6x9v9juY/s320/fuerstenberg.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="style1" style="margin-top: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La storia di questa famosa birra tedesca della &lt;i&gt;Foresta Nera &lt;/i&gt;risale al 1283. Anno nel quale il Re Rodolfo d'Asburgo consegn&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;ò&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; al &lt;b&gt;Conte Heinrich von Fürstenberg&lt;/b&gt; la contea rurale di Baar. Uno dei privilegi feudali era proprio quello di fabbricare birra. L'ultimo imperatore         della Germania, &lt;b&gt;Guglielmo II&lt;/b&gt;, si entusiasmò tanto per questa birra che la nominò subito         "&lt;i&gt;La bevanda da tavola di Sua Maestà&lt;/i&gt;".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="style1" style="margin-top: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="style1"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La birra &lt;b&gt;Fürstenberg&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; ha il suo distintivo sapore maltato, carattere deciso e un retrogusto levigato. Una birra gentile, fermentata usando solo i quattro ingredienti che ci si aspetta da una birra tedesca: acqua, malto, orzo, luppolo e nient'altro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="style1"&gt;Dorata, di aspetto limpido e con una bella corona di spuma che la sovrasta, saldamente trattenuta dall'elegante bicchiere flûte alto e slanciato. Aroma delicatamente luppolato e di buona persistenza. Gusto leggermente amarognolo e frizzante. Spuma molto fine di media persistenza e corpo leggero. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-3094227819559217587?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/3094227819559217587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=3094227819559217587' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3094227819559217587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3094227819559217587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/furstenberg.html' title='Fürstenberg'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv904RTrPeI/AAAAAAAAATs/u3m6x9v9juY/s72-c/fuerstenberg.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-3188479078070127762</id><published>2009-11-15T04:02:00.001+01:00</published><updated>2009-11-15T04:04:13.343+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cucina'/><title type='text'>Filetto di manzo al Gorgonzola</title><content type='html'>&lt;b&gt;Ingredienti&lt;/b&gt; (per 2 persone):&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv9siYNuSPI/AAAAAAAAATk/hQMCUiLCZLE/s1600-h/beef-gorganzola-sl-1687567-l.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="221" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv9siYNuSPI/AAAAAAAAATk/hQMCUiLCZLE/s320/beef-gorganzola-sl-1687567-l.jpg" width="221" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;2  Filetti Di Manzo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;150g  Burro&lt;/li&gt;&lt;li&gt;100g  Formaggio Gorgonzola&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;1/2 Bicchiere Cognac (o Brandy)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;1 Cipolla &lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Spinaci e/o Rucola&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Pomodorini &lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Olio D'oliva&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Sale&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Pepe nero&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;Imburrate bene la padella, soffriggere la cipolla poi lasciate scaldare moderatamente e scottate i filetti da entrambi i lati.&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Quando i filetti sono scottati versate il cognac e fiammate.&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Togliete la padella dal fuoco, aggiungete delle fette di gorgonzola sui filetti, coprite e lasciate far sciogliere il formaggio qualche minuto.&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Nel frattempo saltare gli spinaci e la rucola.&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Servire quindi i filetti con i contorni e i pomodori, una grattata di pepe nero, un pizzico di sale e un filo d'olio.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;Buon appetito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-3188479078070127762?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/3188479078070127762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=3188479078070127762' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3188479078070127762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3188479078070127762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/filetto-di-manzo-al-gorgonzola.html' title='Filetto di manzo al Gorgonzola'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv9siYNuSPI/AAAAAAAAATk/hQMCUiLCZLE/s72-c/beef-gorganzola-sl-1687567-l.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-1637677543807042140</id><published>2009-11-15T03:34:00.003+01:00</published><updated>2009-11-23T02:39:05.934+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sesso'/><title type='text'>Il feticismo del piede e della scarpa</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;In &lt;b&gt;&lt;i&gt;Pulp Fiction&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, Vincent Vega e Jules parlavano di massaggi alle estremità femminili e si intravedeva il piede di Uma Thurman. &lt;span style="font-size: small;"&gt;«&lt;i&gt;Bestialmente sessuale!&lt;/i&gt;», così rispose &lt;b&gt;Mick Jagger&lt;/b&gt; a chi gli chiedeva quale significato avesse quel piede dentro una scarpa altissima di vernice nera sulla copertina del suo Lp &lt;i&gt;Some girls&lt;/i&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv9qGMjMczI/AAAAAAAAATc/dsW6tkyKJgE/s1600-h/Pulpfiction_feet01.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv9qGMjMczI/AAAAAAAAATc/dsW6tkyKJgE/s200/Pulpfiction_feet01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sì, il piede è erotico e con l’amica scarpa lo è ancora di più. Ma non è sesso: è qualcosa di molto molto più raffinato e antico. La passione di ogni donna sono le calzature, gli uomini adorano anche quello che c’è dentro. Diventano &lt;b&gt;feticisti&lt;/b&gt;. Ma cosa vuol dire “&lt;i&gt;feticista&lt;/i&gt;”?&lt;br /&gt;Il termine significa semplicemente “&lt;i&gt;amanti del particolare&lt;/i&gt;”. La passione per i piedi ha, all’interno dei feticismi possibili, la sua storia e la sua dignità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt; Nella medicina cinese&lt;/b&gt;, il piede &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;è&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; l’origine e la base della salute umana. &lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt; Nella cultura araba&lt;/b&gt; il piede della donna porta i segni della sua storia disegnati con l’henné.&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Nella tradizione occidentale&lt;/b&gt; i messaggi hanno origine dalla scarpa in cui &lt;span style="font-size: small;"&gt;la donna &lt;/span&gt;inserisce il proprio piede: vamp se si indossano &lt;i&gt;stiletto&lt;/i&gt;, donne dure e toste se con &lt;i&gt;anfibi&lt;/i&gt;, delle manager serie e incorruttibili se in &lt;i&gt;mocassini&lt;/i&gt; &lt;i&gt;neri&lt;/i&gt;…&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ogni gruppo (e ogni tendenza) ha però il suo &lt;i&gt;foot-fetish&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv9pw3YHgYI/AAAAAAAAATU/Gc1AOvF-7zE/s1600-h/2333326108_10ea9ffdbc.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="151" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv9pw3YHgYI/AAAAAAAAATU/Gc1AOvF-7zE/s320/2333326108_10ea9ffdbc.jpg" width="239" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;I feticisti dark, punk e sadomaso&lt;/b&gt; adorano scarpe con le zeppe e stivali.&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Gli adoratori “puri”&lt;/b&gt; del piede vanno fuori di testa per i sandali infradito.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Chi invece impazzisce per i &lt;b&gt;tacchi 12 e punta a spillo&lt;/b&gt;, non lo sa, ma sta ripercorrendo le passioni di progenitori illustri. Dal 1100 al 1300, infatti, le calzature più in voga avevano punte lunghe fino a 50 centimetri, ed erano a forma di artiglio di leone, di becco d’aquila, di fallo… Oggi, invece, esistono le punitive shoes, scarpe che imitano le calzature delle ballerine classiche in posizione forzata (sulla punta)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Foot-fetish&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; significa “&lt;i&gt;adorazione del piede&lt;/i&gt;”. Sotto il termine rientrano molte pratiche di feticismo delle estremità femminili: leccare, baciare o godere del loro profumo. Ecco un vademecum:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv9hjUzcaUI/AAAAAAAAAS0/JoR-kzw83eQ/s1600-h/200px-Andre_Lambert_Footjob.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="230" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv9hjUzcaUI/AAAAAAAAAS0/JoR-kzw83eQ/s320/200px-Andre_Lambert_Footjob.jpg" width="199" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Il feet kissing&lt;/b&gt; è la pratica in cui si baciano i piedi della donna&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt; Il feet licking&lt;/b&gt; è quando i piedi vengono leccati &lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt; Il feet sniffing&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;è&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; il gesto di annusarli&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; Si fa &lt;b&gt;feeding from feet&lt;/b&gt; quando si sbocconcella cibo dai piedini di lei&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt; Il toesucking&lt;/b&gt; è particolarmente raffinato e delicato: si succhiano le dita una per una&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt; Il facestanding&lt;/b&gt; è pratica dura: lei sale con i piedi sul viso di lui&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt; Il feet massage &lt;/b&gt;è la pratica in cui la donna si fa massaggiare i piedi.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt; Il footjob&lt;/b&gt; è una pratica hard, in cui la donna masturba con i piedi l’uomo.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Feticismo della scarpa&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Heelpopping&lt;/b&gt; è un gesto vezzoso: la donna si leva la scarpa mostrando il piede nudo (o nel nylon) all’uomo.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt; Il Trampling&lt;/b&gt; è una pratica nella quale lui si fa calpestare da lei, che spesso indossa tacchi a spillo per aumentare il dolore del calpestamento.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt; Il Pedal Pumping&lt;/b&gt; è un gesto che rientra nella quotidianità: lui prova piacere ed eccitazione nell’osservare i piedi, spesso nudi, muoversi sui pedali dell’automobile, in particolare su quello dell’acceleratore.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-1637677543807042140?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/1637677543807042140/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=1637677543807042140' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/1637677543807042140'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/1637677543807042140'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/il-feticismo-del-piede-e-della-scarpa.html' title='Il feticismo del piede e della scarpa'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv9qGMjMczI/AAAAAAAAATc/dsW6tkyKJgE/s72-c/Pulpfiction_feet01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-5141187604324714713</id><published>2009-11-15T02:13:00.005+01:00</published><updated>2009-11-15T02:55:41.486+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pittura'/><title type='text'>Surrealismi astratti e collages di Max Ernst</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv9cG597W9I/AAAAAAAAASM/h3XyRL-GwFI/s1600-h/82001a_max_ernst1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="210" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv9cG597W9I/AAAAAAAAASM/h3XyRL-GwFI/s320/82001a_max_ernst1.jpg" width="124" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;Dopo aver studiato filosofia, storia dell’arte e psichiatria a Bonn, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;M&lt;b&gt;aximilien "Max" Ernst&lt;/b&gt; (1891-1976)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt; inizia a disegnare scoprendo la sua vocazione all'arte. Nel 1913 con Sturm espone i primi quadri a Berlino e conosce &lt;b&gt;Guillaume Apollinaire&lt;/b&gt;. Nel 1914 Max Ernst, che si presenta con il nome di battaglia &lt;i&gt;&lt;b&gt;Dadamax&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, comincia a lavorare con Hans Jean Arp e&amp;nbsp; Johannes Baargelded insieme aderiscono al movimento del "&lt;b&gt;&lt;i&gt;Blaue Reiter&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;" di Monaco e con il gruppo "&lt;i&gt;&lt;b&gt;Der Sturm&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;" di Berlino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;La scoperta di &lt;b&gt;Giorgio De Chirico&lt;/b&gt;, la conoscenza di &lt;b&gt;Freud&lt;/b&gt;, della psicoanalisi e l'esperienza diretta fatta da studente negli ospedali psichiatrici, contribuiscono in varia misura alla definizione del suo particolare dadaismo che si esprime soprattutto nel collage. Nel 1920, con altri pittori, realizza uno dei più scandalosi happenings mai realizzati dai dadaisti. Ma la voluta negazione del piacere estetico dei &lt;b&gt;Dadaisti&lt;/b&gt; mal si addice alla ricca immaginazione di &lt;b&gt;Max Ernst&lt;/b&gt; che già nel 1926 lascia il movimento e si appassiona al &lt;b&gt;surrealismo&lt;/b&gt; dando al termine un'interpretazione estremamente personale.&lt;/span&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv9chzlO0AI/AAAAAAAAASU/cRVMbjekyOc/s1600-h/Ubu+Imperator.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="220" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv9chzlO0AI/AAAAAAAAASU/cRVMbjekyOc/s320/Ubu+Imperator.jpg" width="172" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt; Sperimentando continuamente nuove tecniche del disegno e della pittura, dando libero sfogo al suo profondo senso dell'irrazionale e del mistero, &lt;b&gt;Max Ernst&lt;/b&gt; prosegue nel cammino dell'arte. Nel 1929 viene pubblicato il primo dei suoi romanzi- collage "&lt;i&gt;&lt;b&gt;La Femme 100 têtes&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;", seguito nel 1930 da "&lt;b&gt;&lt;i&gt;Reve d'une petite fille qui voulut entrer au Carmel&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;", mentre nel 1934 è la volta di "&lt;i&gt;&lt;b&gt;Une semaine de bonté&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;", ultimo dei suoi originalissimi romanzi-collages.&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Il montaggio dei &lt;b&gt;collages&lt;/b&gt; era volutamente dissimulato, per regalare all'opera un'apparenza di unità, evidenziata dalla veste tipografica. Trasferitosi a Parigi, diviene uno dei cofirmatari del “&lt;b&gt;&lt;i&gt;Manifesto del surrealismo&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;” e partecipa a tutte le esposizioni del movimento. Nella nuova interpretazione della pittura Max si trova involontario alleato dei nazisti contro "&lt;b&gt;&lt;i&gt;l'arte degenerata&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;" dei dadaisti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il pittore viene &lt;b&gt;internato&lt;/b&gt; in un campo di detenzione francese per la sua nazionalità. Nel 1941 riesce a rifugiarsi negli Stati Uniti dove rimarr&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;à&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt; fino al 1953. &lt;/span&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv9c92DuvcI/AAAAAAAAASc/Owq3VQswArY/s1600-h/max_ernst_4.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="204" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv9c92DuvcI/AAAAAAAAASc/Owq3VQswArY/s320/max_ernst_4.jpg" width="141" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;Nel dopoguerra continua la sua &lt;b&gt;produzione&lt;/b&gt; con un ritmo molto intenso, sia nei dipinti e nella grafica, che nella scultura. Grazie a lui, il genio fantastico e crudele dei &lt;b&gt;maestri incisori&lt;/b&gt; riemerge nella pittura moderna.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;La giovinezza renana di Max Ernst, nutrita ampliamente delle fantasmagorie boschive di Altdorfer e dalle letture dei romantici e dei metafisici tedeschi, guidano il pittore nell'invenzione e nell'utilizzo di nuove tecniche, come le colature di colore del "&lt;i&gt;&lt;b&gt;drapping&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;" e l'utilizzo della &lt;b&gt;fotografia&lt;/b&gt; come tecnica artistica. Molti quadri di Max Ernst trasudano furore contro il "&lt;b&gt;&lt;i&gt;kitsch&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;" borghese e l'opprimente ordine teutonico, testimoniano le fonti germaniche della cultura e della ribellione del pittore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv9dx4CwkQI/AAAAAAAAASk/1LcvZloDXBY/s1600-h/palermomaxernst.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="167" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv9dx4CwkQI/AAAAAAAAASk/1LcvZloDXBY/s320/palermomaxernst.jpg" width="247" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;La tecnica più importante inventata da Max Ernst è il &lt;b&gt;&lt;i&gt;frottage&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; che ha come base un comune gioco grafico, che diventa nelle mani dell'artista uno dei più seri esperimenti in arte di tutto il Novecento. Si tratta di appoggiare il foglio su una &lt;b&gt;superficie ruvida &lt;/b&gt;qualunque (legno, foglia, pietra) e strofinare con una matita per far apparire il disegno delle asperità sottostanti: le nervature della &lt;b&gt;foglia&lt;/b&gt;, le venature del &lt;b&gt;legno&lt;/b&gt;. Mentre il gioco procede, quelle figure casuali, proprio come le macchie d'inchiostro usate nei test psicanalitici, la mente dell'artista, vede &lt;b&gt;immagini insolite&lt;/b&gt;: animali, oggetti, paesaggi e figure misteriose. Le immagini vengono completate da &lt;b&gt;contorni&lt;/b&gt; e qualche dettaglio, in modo che la visione diventi riconoscibile per tutti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv9d87hUQOI/AAAAAAAAASs/b7qrF6xGo4o/s1600-h/max_ernst_3.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="189" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv9d87hUQOI/AAAAAAAAASs/b7qrF6xGo4o/s320/max_ernst_3.jpg" width="152" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;Famoso per i suoi collages, lavorò con forbici e colla su un "&lt;b&gt;&lt;i&gt;inferno visivo&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;": immagini di torture e di amori, di passioni e morti, di pene e ghigliottine: tutto il repertorio della narrativa popolare di fine ottocento. Nel 1956, in una cittadina francese, trova in un negozio della vecchia carta da parati, del tipo da lui usata trentacinque anni prima, con la quale realizza "per divertimento" due serie di collages: &lt;b&gt;Dada Forest&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Dada Sun&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Negli ultimi anni di vita lavora quasi unicamente con la scultura, ma uno dei suoi ultimi affascinanti capolavori, del 1964, è un omaggio alle scoperte ed ai misteri intravisti nella stagione del surrealismo: "&lt;b&gt;&lt;i&gt;Maximiliana ou l'exercise illegal de l'astronomie&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;", un libro interamente composto di segni astratti che simulano linee di scrittura e sequenze di immagini. Max Ernst morir&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;à&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt; a Parigi il primo aprile del 1976.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-5141187604324714713?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/5141187604324714713/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=5141187604324714713' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/5141187604324714713'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/5141187604324714713'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/max-ernst-il-surrealista-dada.html' title='Surrealismi astratti e collages di Max Ernst'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv9cG597W9I/AAAAAAAAASM/h3XyRL-GwFI/s72-c/82001a_max_ernst1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-3456120498933607081</id><published>2009-11-14T20:16:00.000+01:00</published><updated>2009-11-14T20:16:27.941+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='enoteca'/><title type='text'>Pinot Nero</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv8B0Cuw9OI/AAAAAAAAARs/bGgYMUbuCVw/s1600-h/Pinot+Noir+1901.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="239" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv8B0Cuw9OI/AAAAAAAAARs/bGgYMUbuCVw/s320/Pinot+Noir+1901.jpg" width="191" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Un'uva che richiede grande maestria e un clima adatto per produrre ottimi vini. Il &lt;b&gt;Pinot Nero&lt;/b&gt; è per molti sinonimo di vini di grande classe ed è l'uva a bacca nera più usata nella produzione di spumanti fra cui lo &lt;b&gt;Champagne&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;Il Pinot Nero è un'uva piuttosto bizzarra ed è certamente fra le più difficili da coltivare e da vinificare. Non solo richiede condizioni climatiche idonee per potere esprimere il meglio di sé nel vigneto, il Pinot Nero richiede anche un'elevata dose di bravura sia da parte dell'agronomo sia da parte dell'enologo. Il Pinot Nero è una prova impegnativa per tutti coloro che si confrontano con quest'uva con lo scopo di produrre vini, una condizione che rimane vera anche nella sua terra di origine e che ancora oggi è considerata la migliore zona: la &lt;b&gt;Borgogna&lt;/b&gt;. La difficoltà nella produzione di vini con Pinot Nero è probabilmente anche il motivo della divisione fra gli appassionati della bevanda di Bacco. Per molti il Pinot Nero è capace di produrre vini di grande classe ed eleganza, probabilmente come nessun'altra uva, per altri invece è un'uva capace di dare vini poveri di emozioni. Forse quelli che lo sostengono lo fanno perché hanno avuto l'opportunità di degustare grandi vini da Pinot Nero, mentre quelli che non riescono ad apprezzarlo probabilmente hanno sempre degustato Pinot Nero mediocri, a dire il vero, la maggioranza dei vini prodotti con quest'uva.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt; &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;La &lt;b&gt;Borgogna&lt;/b&gt; è da considerarsi come la terra d'elezione del Pinot Nero e in particolare la &lt;b&gt;Côte d'Or&lt;/b&gt;, da cui provengono certamente i migliori vini del mondo prodotti con quest'uva. Il Pinot Nero è inoltre celebre nella &lt;b&gt;Champagne&lt;/b&gt; - a nord della Borgogna - dove quest'uva è utilizzata per la produzione dei celebri spumanti. Il Pinot Nero è usato nello Champagne sia per conferire una maggiore struttura al vino, sia per aumentare la complessità aromatica, non da ultimo, è utilizzato anche in purezza e senza l'aggiunta di altre uve. La maggior parte sono prodotti con il metodo classico e vinificato in bianco, cioè separando le bucce dal mosto subito dopo averle pigiate. Il Pinot Nero è inoltre il responsabile dell'affascinante colore degli spumanti rosati, ottenuto sia aggiungendo vino rosso prodotto con quest'uva, sia con vini rosati prodotti con il metodo del salasso o sanguinamento (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;saignée &lt;/span&gt;in Francese).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv8B7uIfHoI/AAAAAAAAAR0/UTCZgvCBv_M/s1600-h/Gantenbein_Pinot-noir-1.1red.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="232" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv8B7uIfHoI/AAAAAAAAAR0/UTCZgvCBv_M/s200/Gantenbein_Pinot-noir-1.1red.jpg" width="187" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;Il nome Pinot deriva dalla tipica forma del grappolo di quest'uva, compatto e serrato da ricordare una pigna. L'acino del Pinot Nero ha una buccia sottile, una capacità colorante modesta, un contenuto di tannini piuttosto basso e un'acidità piuttosto marcata. I vini prodotti con quest'uva, a causa del ridotto contenuto in estratti della sua sottile buccia, sono relativamente delicati e, sempre a causa della composizione dei suoi acini, il Pinot Nero non consente un'ampia possibilità di stili rispetto ad altre uve a bacca rossa. L'acidità è il fattore critico del Pinot Nero e questa deve essere quanto più possibile conservata in modo da non compromettere l'equilibrio del vino. Il metodo migliore per conservare l'acidità del Pinot Nero è quello di coltivare quest'uva in zone a clima fresco tali da consentire una lenta maturazione e uno sviluppo elegante e ottimale dei suoi aromi. Per questa ragione il Pinot nero non è un'uva adatta alle zone con clima caldo poiché tende a maturare troppo in fretta perdendo la sua preziosa acidità e sviluppando aromi ordinari.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;A causa del basso contenuto di tannini e di pigmenti coloranti, i vini prodotti con quest'uva sono generalmente trasparenti e le tonalità piuttosto chiare, qualcosa di ben lontano, per esempio, ai colori tipici dei vini prodotti con &lt;b&gt;Cabernet Sauvignon&lt;/b&gt; o &lt;b&gt;Sangiovese&lt;/b&gt;. Nelle annate particolarmente sfavorevoli, alcuni produttori aggiungono parte dei raspi nel mosto in modo da compensare la ridotta quantità di tannini nelle bucce del Pinot Nero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;Gli stili di &lt;b&gt;vinificazione&lt;/b&gt; del Pinot Nero si possono essenzialmente riassumere in due categorie: vini rossi e spumanti. Nella produzione di vini rossi, il Pinot Nero è nella maggioranza dei casi vinificato in purezza e piuttosto raramente miscelato ad altre uve. Nonostante i vini rossi prodotti con Pinot Nero siano spesso fermentati o maturati in botte, l'apporto del legno è spesso molto bilanciato grazie anche alla scelta di botti con gradi di tostatura non eccessivi. A differenza di altre uve, come per esempio il &lt;b&gt;Cabernet Sauvignon&lt;/b&gt; e il &lt;b&gt;Merlot&lt;/b&gt;, nel Pinot Nero difficilmente si percepiranno prorompenti e forti aromi di vaniglia e di legno tostato proprio perché la botte, quando usata in modo eccessivo, tende a coprire i freschi ed eleganti aromi di quest'uva. Va inoltre osservato che il passaggio in botte del Pinot Nero contribuisce all'arricchimento del vino con i tannini ceduti dal legno e pertanto può svolgere un ruolo fondamentale nell'equilibrio. Negli spumanti il Pinot Nero è generalmente utilizzato nella produzione dei metodo classico ai quali conferisce struttura e complessità aromatica. La longevità dei vini rossi prodotti con Pinot Nero è piuttosto variabile ed è fortemente condizionata dalla qualità. La durata media è generalmente compresa fra i 2 e gli 8 anni, talvolta anche con punte di 10 anni, tuttavia è bene ricordare che solo i migliori Pinot Nero, prodotti con criteri e condizioni di alta qualità, riescono a svilupparsi per 8-10 anni.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-3456120498933607081?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/3456120498933607081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=3456120498933607081' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3456120498933607081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3456120498933607081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/pinot-nero.html' title='Pinot Nero'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv8B0Cuw9OI/AAAAAAAAARs/bGgYMUbuCVw/s72-c/Pinot+Noir+1901.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-3408519921988943880</id><published>2009-11-14T04:51:00.002+01:00</published><updated>2009-11-26T18:16:25.635+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fumetti'/><title type='text'>Jacovitti: COCCO BILL</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv4o2rr3ofI/AAAAAAAAAQ8/FQr3q4LfKVE/s1600-h/-jacovitti.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="290" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv4o2rr3ofI/AAAAAAAAAQ8/FQr3q4LfKVE/s320/-jacovitti.jpg" width="210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Nato dalla bislacca matita di &lt;b&gt;Jacovitti&lt;/b&gt; nel lontano 1957, &lt;b&gt;Cocco Bill&lt;/b&gt; è un allegro e scanzanato pistolero solitario protagonista di avventure grottesche e divertentissime ambientate nel lontano &lt;b&gt;Far West&lt;/b&gt;. La prima apparizione avviene sulle pagine de &lt;b&gt;Il Giorno dei Ragazzi&lt;/b&gt; (sin dal primo numero), inserto a fumetti del quotidiano Il Giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ambientazione è quella classica fatta di piccoli villaggi in legno ricchi di saloon, banche da rapinare e bische da frequentare, di strade affollate e sconfinate praterie o deserti; anche gli indiani (come l'improbabile razza &lt;b&gt;Ciriuacchia&lt;/b&gt;) non mancano e soprattutto non mancano i banditi. Ma tutto sembra essere stravolto e sovvertito dall'umorismo spiazzante e beffardo di &lt;b&gt;Jacovitti&lt;/b&gt;.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; E così diventa facile che gli indiani parlino un dialetto simil-napoletano, che le città visitate dal nostro eroe abbiano nomi del tipo &lt;b&gt;Parapaponzy&lt;/b&gt;-&lt;b&gt;City&lt;/b&gt; e che magari per arrivarci sia necessario attraversari stati come il &lt;b&gt;Minnesòreta&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;La violenza presente in ogni tavola (morti e feriti non mancano nei fumetti di &lt;b&gt;Coccobill&lt;/b&gt;) viene stemperata dall'inarrestabile umorismo del grande &lt;b&gt;Jack&lt;/b&gt;.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il personalissimo slapstick linguistico di Jacovitti fatto di parole inesistenti eppure comprensibili ed estremamente efficaci si combina alla perfezione con lo stile di disegno assurdo e sovraccarico che inonda le vignette di elementi (salami, arti mozzi, tazze da thé, lische di pesce, insetti vari e qualsiasi altra cosa venga in mente all'autore) che spuntano da ogni dove lasciando ben poco spazio libero all'interno delle tavole.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Altra particolarià è data dalle onnipresenti linee cinetiche che conferiscono un elevato dinamismo alle scene sia per quanto riguarda i movimenti dei personaggi, ricchi di capriole e piroette (soprattutto in fase di decesso), sia per indicare nel migliore dei modi le fantasiose traiettorie dei proiettili durante le numerose sparatorie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il protagonista del fumetto è &lt;b&gt;Coccobill&lt;/b&gt;, un pistolero tutto d'un pezzo sempre pronto a mettersi alla ricerca di banditi e rapinatori (ma non è uno sceriffo, né un cacciatore di taglie). Abilissimo con le pistole ma svelto anche con le mani riesce sempre ad ottenere quello che vuole. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv4pEC7mHvI/AAAAAAAAARE/eju4_1Jc3sM/s1600-h/coccobill-album1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv4pEC7mHvI/AAAAAAAAARE/eju4_1Jc3sM/s200/coccobill-album1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nonostante sia un vero duro, temuto e rispettato, ha i suoi lati sensibili e così, quando lo vedrete avvicinarsi al bancone del &lt;b&gt;saloon&lt;/b&gt; non vi aspettate di sentirlo ordinare una birra o magari un whisky; molto più probabilmente chiederà una semplice &lt;b&gt;camomilla&lt;/b&gt; o, nel peggiore dei casi, una camomilla al burro. Solitamente la cosa provoca inarrestabili risate agli altri avventori del saloon almeno fin quando il nostro eroe non rende nota la sua identità.&lt;br /&gt;Si accompagna al fido cavallo, Trottalemme (che verrà chiamato per nome solo a partire dal 1965), anch'esso molto abile e sempre pronto alla battuta dissacrante (ebbene sì, il cavallo di Coccobill parla ma la cosa non ci certo sorprende all'interno di un fumetto che fa della follia e del surrealismo la sua carta vincente).&amp;nbsp;&amp;nbsp; Un altro personaggio che compare più volte nel fumetto è la maestrina &lt;b&gt;Osusanna Ailoviù&lt;/b&gt; (o anche OSusanna Pulastrell), spasimante non ricambiata del cowboy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l'originaria pubblicazione su &lt;b&gt;Il Giorno dei Ragazzi&lt;/b&gt;, Coccobill ha continuato la sua avventura su numerose altre testate dedicate ad un pubblico giovane (principalmente Corriere dei Piccoli, Corriere dei Ragazzi, il Giornalino e TV Junior) ma ha fatto anche qualche capatina su riviste d'autore (Coccobill Controsestesso sulle pagine di &lt;b&gt;Comic Art&lt;/b&gt;) ed ha inaugurato la serie della &lt;b&gt;Sergio Bonelli Editore&lt;/b&gt; dedicata a I Grandi Comici del Fumetto (purtroppo chiusa dopo pochi numeri) con la storia Coccobill: diquaedilà (1997).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In seguito alla morte dell'autore, avvenuta proprio nel &lt;b&gt;1997&lt;/b&gt;, le avventure di Coccobill sono state portate avanti dai suoi allievi, principalmente &lt;b&gt;Luca Salvagno&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Ned Bajalica&lt;/b&gt;, che mantengono inalterato lo stile assurdo e sovraffollato di &lt;b&gt;Jacovitti&lt;/b&gt; anche se resta evidente la differenza di tratto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fumetto ha avuto un primo avvicinamento al mondo dell'animazione all'epoca di &lt;b&gt;Carosello&lt;/b&gt;, quando furono realizzati dei brevi spezzoni animati per pubblicizzare dei gelati. Più di recente, a partire dalla fine degli anni novanta, sono state realizzate vere e proprie serie a cartoni animati delle avventure di &lt;b&gt;Coccobill&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;fonte: &lt;a href="http://www.slumberland.it/" style="color: red;"&gt;&lt;b&gt;www.slumberland.it&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-3408519921988943880?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/3408519921988943880/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=3408519921988943880' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3408519921988943880'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3408519921988943880'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/cocco-bill.html' title='Jacovitti: COCCO BILL'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv4o2rr3ofI/AAAAAAAAAQ8/FQr3q4LfKVE/s72-c/-jacovitti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-1740835446536763320</id><published>2009-11-14T04:00:00.000+01:00</published><updated>2009-11-14T04:00:11.604+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><title type='text'>SATAN'S CIRCUS (2005) Death in Vegas</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv4cGXfN7RI/AAAAAAAAAQ0/PaSJ5ohzEYw/s1600-h/satans_circus.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="198" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv4cGXfN7RI/AAAAAAAAAQ0/PaSJ5ohzEYw/s320/satans_circus.jpg" width="222" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;A due anni di distanza dal loro ultimo lavoro, &lt;b&gt;Scorpio Rising&lt;/b&gt;, i &lt;b&gt;Death In Vegas&lt;/b&gt; cambiano del tutto direzione e presentano Satan's Circus. La voglia di cambiamenti si può presagire già dall'abbandono dell'etichetta Concrete (BMG) per la creazione della loro label Drone, ma si può avvertire anche un ritorno al passato, in qualche sonorità è evidente il richiamo alle parti più oscure di &lt;b&gt;The Contino Session&lt;/b&gt;, album uscito ben sei anni prima.&lt;br /&gt;Al primo ascolto l'album potrebbe risultare monotono, ma questo è il prezzo da pagare quando si cercano suoni e melodie insoliti, per nulla banali. A differenza degli album precedenti si può facilmente avvertire la quasi totale assenza di voci, fatta eccezione solo della traccia numero tre, &lt;b&gt;Heil Xanax&lt;/b&gt;, nella quale, la voce di &lt;i&gt;Susan Delane&lt;/i&gt; è ridotta a dei vocalismi completamente rimanipolati elettronicamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Ottima la scelta di affiancare al nuovo lavoro il cd &lt;b&gt;Live in Brixton&lt;/b&gt;, che suona tanto come un paragone tra il passato ed il futuro dei &lt;b&gt;Death In Vegas&lt;/b&gt;, 12 brani dal vivo che ripercorrono tutto il cammino del gruppo, mettendo in evidenza la loro attitudine alle esibizioni live, e che si chiude proprio con &lt;b&gt;&lt;i&gt;Hands Around My Throat&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo album il duo &lt;b&gt;Holmes/Fearless &lt;/b&gt;non si è avvalso, come al solito della presenza di featuring di prestigio come avevano fatto per i lavori precedenti con la partecipazione di artisti del calibro di &lt;b&gt;Iggy&lt;/b&gt; &lt;b&gt;Pop&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Bob Gillespie&lt;/b&gt;, con i quali erano riusciti a creare delle fusioni di suoni e voci davvero perfette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sound cupo, del tutto strumentale, che presenta questo ennesimo volto del camaleontico duo, pare seguire un percorso unidirezionale portato avanti dal crescendo dei brani da &lt;b&gt;&lt;i&gt;Ein Fur Die Damen&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; fino a &lt;b&gt;&lt;i&gt;Sons Of Rother&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, passando per i compressori in &lt;b&gt;&lt;i&gt;Zugaga&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, e la voce sintetizzata, nel già citato &lt;b&gt;&lt;i&gt;Heil Xanax&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, il ritmo incalzante di &lt;b&gt;&lt;i&gt;Reigen&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;,  per finire ipnotizzati in &lt;i&gt;&lt;b&gt;Come Over To Our Side&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Softly Softly&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; e ricominciare ad ascoltarlo ancora ed ancora, perché ad ogni ascolto si scoprirà qualcosa che farà amare questo disco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-1740835446536763320?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/1740835446536763320/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=1740835446536763320' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/1740835446536763320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/1740835446536763320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/satans-circus-2005-death-in-vegas.html' title='SATAN&apos;S CIRCUS (2005) Death in Vegas'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv4cGXfN7RI/AAAAAAAAAQ0/PaSJ5ohzEYw/s72-c/satans_circus.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-6058502872678119689</id><published>2009-11-13T03:39:00.007+01:00</published><updated>2009-11-14T04:15:10.005+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>BLOW UP (1966) Michelangelo Antonioni</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvzBoneey_I/AAAAAAAAAQc/tH7IY_z7nQk/s1600-h/Blow-Up.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="245" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvzBoneey_I/AAAAAAAAAQc/tH7IY_z7nQk/s320/Blow-Up.jpg" width="167" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;anno&lt;/b&gt;: 1966 &lt;b&gt;durata&lt;/b&gt; 112 min. &lt;b&gt;produzione&lt;/b&gt;: Metro-Goldwyn-Mayer &lt;b&gt;prodotto&lt;/b&gt; da Carlo Ponti &lt;b&gt;regia&lt;/b&gt;: Michelangelo Antonioni &lt;b&gt;soggetto&lt;/b&gt;: Julio Cortazar &lt;b&gt;dialoghi&lt;/b&gt;: Edward Bond &lt;b&gt;sceneggiatura&lt;/b&gt;: Michelangelo Antonioni, Tonino Guerra &lt;b&gt;fotografia&lt;/b&gt;: Carlo Di Palma &lt;b&gt;montaggio&lt;/b&gt;: Frank Clarke &lt;b&gt;musiche&lt;/b&gt;: Herbie Hancock, The Yardbirds (per la canzone "Stroll On") &lt;b&gt;interpreti&lt;/b&gt;: David Hemmings (Thomas), Vanessa Redgrave (Jane), Sarah Miles (Patricia), Peter Bowles (Ron), Veruschka (Modella), Jane Birkin (Teenager), Jeff Beck, Jimmy Page, Keith Relf (The Yardbirds)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ispirato ad un racconto dello scrittore argentino Julio Cortazar, il film di &lt;b&gt;Michelangelo Antonioni&lt;/b&gt; ritrae il mondo patinato della società consumistica della Londra degli anni sessanta. In questo mondo, dove le persone scontano la solitudine e l’indifferenza dovute alla mancanza di comunicazione, quest’ultima diventa una forma espressiva puramente convenzionale che riduce le cose ad un “segno” privo di una qualsiasi consistenza ontologica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Da un fotogramma all’altro, l’opera di &lt;b&gt;Antonioni&lt;/b&gt; è suscettibile                in ogni istante di evolvere nelle più diverse direzioni, assumendo                ora le caratteristiche del racconto giallo, ora quelle della proiezione                paranoica o della fantasia psichedelica, senza che l’uso della                tecnologia (&lt;i&gt;la macchina fotografica&lt;/i&gt;) risulti in questo senso decisivo                nel stabilire un nesso di verità. &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;TRAMA&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvzGXhkis6I/AAAAAAAAAQk/OXf8DrSEa8Q/s1600-h/blowup_allstar-2185.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvzGXhkis6I/AAAAAAAAAQk/OXf8DrSEa8Q/s200/blowup_allstar-2185.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Di ritorno dal dormitorio pubblico dove ha trascorso la notte in cerca di nuovi soggetti per il suo libro, &lt;b&gt;Thomas&lt;/b&gt;, impegnato fotoreporter di &lt;b&gt;moda&lt;/b&gt;, si reca nel proprio laboratorio per completare un servizio giornalistico. Dopo avere freneticamente scattato le ultime inquadrature, raggiunge un negozio di &lt;b&gt;antiquariato&lt;/b&gt; che vorrebbe acquistare per realizzare un investimento. Quindi si avvia con l’inseparabile macchina fotografica verso un vicino parco pubblico, dove sorprende una coppia clandestina di amanti: un uomo &lt;b&gt;anziano&lt;/b&gt; ed una donna parecchio più &lt;b&gt;giovane&lt;/b&gt;.&amp;nbsp;&amp;nbsp; Scattate alcune fotografie, Thomas è però costretto ad allontanarsi, in quanto la donna si accorge della sua presenza e lo insegue. Riuscendo infine a raggiungerlo, questa pretende di avere il rullino con le fotografie, ma Thomas trovato il modo di raggirare le sue richieste si avvia verso la propria automobile e se ne và. Quando Thomas sviluppa le fotografie del parco si accorge che lo sgranare dell’immagine offre ad un’attenta osservazione la sagoma di una misteriosa presenza, che si aggira con una pistola nel folto degli alberi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;BLOW UP / LA CONVERSAZIONE / BLOW OUT&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvzGdygmc1I/AAAAAAAAAQs/WMXoT_3G8HA/s1600-h/blow_up.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvzGdygmc1I/AAAAAAAAAQs/WMXoT_3G8HA/s200/blow_up.jpg" style="cursor: move;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L’ideale inserimento del film in una ipotetica trilogia di &lt;b&gt;Antonioni&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Coppola&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;De Palma&lt;/b&gt; si presenta in una progressione diacronica per molti versi circolare, costituendo un esempio particolarmente interessante sul piano intertestuale. I tre film sono apertamente leggibili come tentativi di esegesi della creazione e della lettura dell’opera cinematografica, e significativamente fanno riferimento alla spina dorsale del cinema, ossia ciò che esegue la sutura significante fra quanto è presentato dal narratore in un certo modo e quanto è percepito dallo spettatore come conseguenza: il &lt;b&gt;montaggio&lt;/b&gt;. Dal primo film all’ultimo, la logica narrativa attraversa diversi gradi di &lt;i&gt;chiusura/apertura&lt;/i&gt;, a riflettere le rispettive riflessioni metatestuali che uniscono le pellicole in una sorta di &lt;i&gt;unicum&lt;/i&gt; di rapporti filiali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;Il &lt;i&gt;fil rouge&lt;/i&gt; che le unisce è da rintracciare chiaramente nella riflessione sull’affidabilità della riproduzione audio-visiva quale mezzo per pervenire ad una intelligibilità del reale, o più semplicemente della narrazione interna al film stesso—quindi, da un lato, sulla capacità (e volontà) del narratore di pervenire ad una risoluzione e, dall’altro, su quanto lo spettatore possa fidarsi di quanto vede e sente. Su questo filo, si va progredendo da una negazione fantastica e quasi metafisica di tale affidabilità (&lt;b&gt;Antonioni&lt;/b&gt;), passando poi a suggerirla e smentirla contemporaneamente in un senso di irrealtà che predomina ancora (&lt;b&gt;Coppola&lt;/b&gt;), e giungendo infine alla sua solo apparente asserzione (&lt;b&gt;De Palma&lt;/b&gt;). In stretta concordanza con il diverso grado di apertura/chiusura della trama—lo spettatore viene condotto da diversi meccanismi di lettura delle informazioni fornite, che chiamano in causa la sua posizione come fruitore dell’opera—rispetto alla quale si prese&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;nta il problema del personaggio il cui sguardo viene in varia misura condiviso, “&lt;i&gt;costruendo&lt;/i&gt;” l’intreccio per tramite della sua comprensione di quanto è accaduto—e quella del suo creatore. In ognuno di questi film, in ogni caso, il protagonista e lo spettatore sono ingannati; il narratore (il &lt;b&gt;cinema&lt;/b&gt;) è sempre spietato vincitore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-6058502872678119689?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/6058502872678119689/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=6058502872678119689' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/6058502872678119689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/6058502872678119689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/blow-up-1966-michelangelo-antonioni.html' title='BLOW UP (1966) Michelangelo Antonioni'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvzBoneey_I/AAAAAAAAAQc/tH7IY_z7nQk/s72-c/Blow-Up.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-3762243447451980805</id><published>2009-11-13T03:03:00.006+01:00</published><updated>2009-11-15T04:05:24.953+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cucina'/><title type='text'>Tagliolini al granchio, gamberetti e crema di melanzane</title><content type='html'>&lt;b&gt;Ingredienti&lt;/b&gt; (per 2 persone):&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Svy-Oy0yJ7I/AAAAAAAAAQU/CR1XaqlWWu0/s1600-h/images.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="208" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Svy-Oy0yJ7I/AAAAAAAAAQU/CR1XaqlWWu0/s320/images.jpg" width="198" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;li&gt;320g tagliolini&lt;/li&gt;&lt;li&gt;80g polpa di granchio&lt;/li&gt;&lt;li&gt;100g di gamberetti &lt;/li&gt;&lt;li&gt;1 cipolla&lt;/li&gt;&lt;li&gt;1 melanzana&lt;/li&gt;&lt;li&gt;1 ciuffo di prezzemolo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;1/2 bicchiere di vino bianco &lt;/li&gt;&lt;li&gt;1 peperoncino piccante&lt;/li&gt;&lt;li&gt;olio extravergine d'oliva&lt;/li&gt;&lt;li&gt;sale&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;Sbucciare la cipolla, pulire e tritare il prezzemolo finissimo; far lessare i gamberetti per 5 min in acqua bollente. Tagliare la melanzana a cubetti fini.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Scaldare l'olio in una padella, aggiungere il trito preparato e il peperoncino, poi far rosolare la melanzana; aggiungere i gamberetti lessati, la polpa di granchio e il vino, lasciare evaporare e versare 1 bicchiere di acqua tiepida. Aggiustare il sale, poi coprire e far cuocere il sugo a fuoco basso.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Nel frattempo portare a ebollizione in una pentola abbondante acqua salata e far cuocere i tagliolini: quando saranno pronti scolarli e condirli con il sugo preparato.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Trasferire la preparazione sul piatto da portata e servire ben caldo in tavola.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;Buon appetito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-3762243447451980805?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/3762243447451980805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=3762243447451980805' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3762243447451980805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/3762243447451980805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/tagliolini-con-polpa-di-granchio.html' title='Tagliolini al granchio, gamberetti e crema di melanzane'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Svy-Oy0yJ7I/AAAAAAAAAQU/CR1XaqlWWu0/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-242080334462306301</id><published>2009-11-13T02:09:00.004+01:00</published><updated>2009-11-13T02:44:24.158+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='metropoli'/><title type='text'>Parigi</title><content type='html'>Scrittori, poeti, pittori, musicisti e artisti di ogni genere hanno cantato, dipinto o descritto &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;. Non un ponte, una stradina, una piazza o un edificio sono sfuggiti alla loro arte. Nonostante ciò, ogni giorno, una nuova &lt;b&gt;emozione&lt;/b&gt; può accarezzare la vostra anima.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Svy1yZoTpuI/AAAAAAAAAP0/HaByXl3Ea0U/s1600-h/slide_16.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="187" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Svy1yZoTpuI/AAAAAAAAAP0/HaByXl3Ea0U/s320/slide_16.jpg" width="234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Conosciuta in tutto il mondo per i suoi &lt;b&gt;monumenti&lt;/b&gt; e la sua vitalità &lt;b&gt;artistica&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;culturale&lt;/b&gt;, Parigi é anche una città che vanta un posto focale nel contesto storico mondiale e un grande centro politico-economico.&amp;nbsp;&amp;nbsp; Simbolo della cultura &lt;b&gt;francese&lt;/b&gt;, la sua peculiarità e i suoi musei ne fanno un'attrazione per più di 30 milioni di visitatori ogni anno da ogni parte del mondo.&lt;br /&gt;La popolazione di Parigi si aggira intorno ai 2 milioni di persone, non tenendo conto degli abitanti delle vicine periferie. L’agglomerazione urbana parigina é, insieme a quella di &lt;b&gt;Mosca&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Londra&lt;/b&gt;, una delle più popolate d'&lt;b&gt;Europa&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;I CANALI&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La                                      rete fluviale della città di Parigi é complessa.                                      Le sue funzioni sono aumentate nel corso del                                      tempo e continuano a farlo. Attività                                      legate al turismo e allo svago, manifestazioni                                      di ogni&lt;a href="http://www.italianiaparigi.com/inner/gallery/i_canali.htm"&gt;...continua&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;I PONTI&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Parigi                                      é, più di ogni altra, la città                                      dei ponti. Se esistono numerose città                                      costruite da una parte all’altra d’un                                      fiume, é raro che abbiano un così                                      grande numero di ponti (ben 37 contando ponti,                                      passerelle e viadotti&lt;a href="http://www.italianiaparigi.com/inner/citta/ponti.htm"&gt;...continua&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Svy5OkA2I3I/AAAAAAAAAP8/qOQSnMy4LHQ/s1600-h/slide_18.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="112" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Svy5OkA2I3I/AAAAAAAAAP8/qOQSnMy4LHQ/s200/slide_18.jpg" width="139" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;b&gt;LA SENNA&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La                                      storia di Parigi é strettamente legata a quella                                      della Senna. Fin dal Medioevo, l'architettura                                      parigina offre numerosi esempi di grandi opere                                      costruite ai suoi bordi. La porzione del fiume&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;a href="http://www.italianiaparigi.com/inner/gallery/la_senna.htm"&gt;...continua&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;PARIGI SEGRETA&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Parigi segreta, Parigi insolita…luoghi                                      sconosciuti agli stessi parigini e di cui                                      pochi sospettano l’esistenza. Si trovano                                      ancora dei “villaggi” nel cuore                                      della capitale, vicoli verdeggianti ignari&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;a href="http://www.italianiaparigi.com/inner/gallery/parigi_segreta.htm"&gt;...continua&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;LE                                      PIAZZE &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Le                                      più conosciute, le più suggestive,                                      le più magiche, ancora ricche di un                                      fascino e coinvolgente: da Place de la Concorde                                      a Place de la Madeleine, da Place de la Contrescarpe                                      a Place Vendome&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;a href="http://www.italianiaparigi.com/inner/gallery/le_piazze.htm"&gt;...continua&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;MONUMENTI                                        &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Parigi, insieme a Roma,                                        é la citta che conta il più                                        grande numero di monumenti. I vari re e                                        presidenti della repubblica che si sono                                        succeduti hanno lasciato la loro personale                                        impronta architettonica.&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;a href="http://www.italianiaparigi.com/inner/cultura/monumenti.htm"&gt;...continua&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Svy5Y3sLEfI/AAAAAAAAAQE/DSpUm0GQ7FE/s1600-h/slide_27.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="121" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Svy5Y3sLEfI/AAAAAAAAAQE/DSpUm0GQ7FE/s200/slide_27.jpg" width="152" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;MUSEI&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Musei d'arte e di storia,                                      musei letterari e insoliti: i musei della                                      città di Parigi mettono insieme un                                      gran numero di collezioni eccezionali ed organizzano                                      ogni anno svariate esposizioni&lt;a href="http://www.italianiaparigi.com/inner/cultura/musei.htm"&gt;...continua&lt;/a&gt;&lt;span style="color: red;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;ARRONDISSEMENTS&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Gli arrondissement municipali                                      di Parigi sono una divisione amministrativa                                      che divide il territorio del comune/dipartimento                                      di Parigi in venti circoscrizioni metropolitane.                                      Gli arrondissement&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;a href="http://www.italianiaparigi.com/inner/gallery/arrondissement.htm"&gt;...continua&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;                                      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;PARCHI E GIARDINI&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Parigi                                        conta più di 400 parchi                                        e giardini: un immenso patrimonio ecologico,                                        estetico e storico. Numerosi ed affascinanti                                        sono gli spazi verdi della capitale, ognuno                                        con la sua particolarità, la sua                                        configurazione, la sua magia&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;a href="http://www.italianiaparigi.com/inner/parchi/parchi.htm"&gt;...continua&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Svy5ty6SEPI/AAAAAAAAAQM/YJA-YokF4cQ/s1600-h/slide_12.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="112" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Svy5ty6SEPI/AAAAAAAAAQM/YJA-YokF4cQ/s200/slide_12.jpg" width="140" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;b style="color: black;"&gt;TRASPORTI&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Spostarsi a Parigi, da un punto all'altro                                            della città, è veramente un gioco da                                            ragazzi. Sia                                           in metropolitana, in autobus o in RER,                                            tutta la città e l'intera Ile-de-France,                                            sono molto ben coperte dalla rete di                                            trasporti dElla                                            RATP&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;a href="http://www.italianiaparigi.com/inner/trasporti/trasporti.htm"&gt;...continua&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;b style="color: black;"&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-242080334462306301?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/242080334462306301/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=242080334462306301' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/242080334462306301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/242080334462306301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/parigi.html' title='Parigi'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Svy1yZoTpuI/AAAAAAAAAP0/HaByXl3Ea0U/s72-c/slide_16.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-2568817354078804199</id><published>2009-11-12T21:55:00.001+01:00</published><updated>2009-11-12T22:43:13.025+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='birra'/><title type='text'>Hoegaarden</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvGSeC4XKYI/AAAAAAAAANM/ye_XEo5PUIw/s1600-h/bottle_hoegaarden.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvGSeC4XKYI/AAAAAAAAANM/ye_XEo5PUIw/s200/bottle_hoegaarden.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Tanto per dare una idea di cosa si parla,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;le&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt; “birre bianche” &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;(o &lt;i&gt;biere blanche&lt;/i&gt;, o &lt;i&gt;witbier&lt;/i&gt; ) sono birre di origine &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;“rurale”&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; e hanno una importante componente di&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt; frumento&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;. Sono caratterizzate da un colore molto chiaro, quasi bianco appunto, e sono molto leggere e dissetanti. Di solito leggermente citriche e speziate. &lt;span style="font-size: small;"&gt;Tradizionalmente queste birre vengono aromatizzate con coriandolo e buccia d’arancia curaçao.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvGSjuerWdI/AAAAAAAAANU/g4P6p_NkiqQ/s1600-h/hoegaarden.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="157" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvGSjuerWdI/AAAAAAAAANU/g4P6p_NkiqQ/s200/hoegaarden.jpg" width="156" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 85%;"&gt; &lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;La &lt;b&gt;Hoegaarden&lt;/b&gt; è la birra bianca per eccellenza: dal colore giallo paglierino, torbido e velato, presenta una schiuma persistente, fine e profumata di scorze d'arancio. Durante la brassatura, a differenza delle weiss tedeshe, oltre al malto e al frumento, vengono aggiunti coriandolo, curacao e scorze di arancia che le conferiscono un aroma inconfondibile. Al naso risaltano note floreali e fruttate, in special modo agrumi, mentre al palato corrisponde il gusto acidulo tipico del frumento, stemperato però da sentori dolci di miele e di lievito. Il retrogusto è più aspro, ma piacevolmente equilibrato e persistente. E' una gran birra, dissetante come poche altre, adatta principalmente ai mesi estivi ma bevibile in ogni momento dell'anno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Il birrificio venne fondato da &lt;b&gt;Pierre Celis&lt;/b&gt; nella città di Hoegaarden, nelle &lt;b&gt;Fiandre&lt;/b&gt;, nel 1966. Dopo un incendio nel 1988, la birreria venne comprata dalla InBev, che aveva sede nella vicina Lovanio. Pierre Celis si spostò quindi negli &lt;b&gt;Stati Uniti&lt;/b&gt;, dove fondò la Birreria Celis ad Austin, in Texas.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-2568817354078804199?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/2568817354078804199/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=2568817354078804199' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/2568817354078804199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/2568817354078804199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/hoegaarden.html' title='Hoegaarden'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvGSeC4XKYI/AAAAAAAAANM/ye_XEo5PUIw/s72-c/bottle_hoegaarden.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-4431654202689406</id><published>2009-11-12T21:46:00.062+01:00</published><updated>2009-11-18T05:10:55.927+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pittura'/><title type='text'>Le ballerine di Edgar Degas</title><content type='html'>Conosciuto come il pittore delle ballerine, &lt;b&gt;Edgar Degas&lt;/b&gt; fu uno dei principali interpreti dell'&lt;b&gt;impressionismo&lt;/b&gt;, corrente artistica che alla fine dell'&lt;b&gt;800&lt;/b&gt; rivoluzionò non solo il mondo dell’arte. &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv4ud7Mc6dI/AAAAAAAAARU/U3Zaq-TOJ80/s1600-h/Prove+di+balletto+in+scena.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="202" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv4ud7Mc6dI/AAAAAAAAARU/U3Zaq-TOJ80/s200/Prove+di+balletto+in+scena.jpg" width="253" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Parigi diviene il centro di questo movimento che rappresenta in modo nuovo la realtà. Si abolì il disegno che aveva caratterizzato il periodo del neoclassicismo, e ai colori sfumati si preferì la sovrapposizione di colori puri, messi sulla tela accostando pennellate veloci. Cambiano soprattutto i soggetti dei quadri: non più modelle in pose classiche, ma piuttosto i pittori preferivano i soggetti presi dalla strada, all'aria aperta, scene di vita quotidiana e, come fece in particolare Degas, del palcoscenico e del balletto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Dal 1870 in poi, Degas dedica molte tele alle &lt;b&gt;ballerine&lt;/b&gt;, sia riprese durante le lezioni che in palcoscenico ma anche in momenti di pausa o dietro le quinte. Tutto questo per riuscire a rappresentare con naturalezza i corpi in movimento: volteggiano così arti, volti, busti e piedi, insomma Degas analizza un numero di pose di cui i pittori prima di lui, non si erano mai occupati. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv4upbnyRbI/AAAAAAAAARc/SuBA6v-s7ew/s1600-h/637.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="191" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv4upbnyRbI/AAAAAAAAARc/SuBA6v-s7ew/s200/637.jpg" width="239" /&gt;&lt;/a&gt;Ecco allora nascere la sua connotazione di pittore delle ballerine, anche se a questo aspetto, lui dedicò solo una parte della sua fortunata produzione artistica. Non c'è ragazza che studi danza che non conosca un'immagine di Degas: riproduzioni dei suoi quadri sono diventati poster e sinonimo di danza, universalmente riconosciuta. Tanto che anche un tipo di tutù, di lunghezza media, con nastro in vita, viene chiamato ancora oggi ‘alla Degas’, perché in uso dalle ballerine alla fine dell'800 e rappresentato dal pittore in tutti i suoi dipinti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv4rRX2gKpI/AAAAAAAAARM/buzx0Vj6MKw/s1600-h/dance_class.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv4rRX2gKpI/AAAAAAAAARM/buzx0Vj6MKw/s200/dance_class.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;"&lt;i&gt;&lt;b&gt;La classe di danza&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;", un olio su tela, del 1871-74, è una fra le sue prime opere a trattare questo tema. Rappresenta un gruppo di giovani danzatrici ad una lezione tenuta da un anziano maestro. &lt;b&gt;Degas&lt;/b&gt; ferma l'attimo, un attimo a caso della lezione di danza, le espressioni delle giovani sono naturali e spontanee, alcune chiacchierano sullo sfondo, altre si distraggono, una sulla sinistra si gratta la schiena.&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lo scorcio è spazioso, di nuovo casuale, fotografico, i colori sono delicati e sembra di viverli, come sembra di poter sentire i materiali, dal parquet ai tulle vaporosi, ai rasi lucidi.&amp;nbsp;&amp;nbsp; Edgar non si stancherà mai di dipingere ballerine, neanche quando, quasi cieco, sceglierà la scultura per continuare a sentire con le sue mani le forme delle cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Raffaella Mariani&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-4431654202689406?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/4431654202689406/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=4431654202689406' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/4431654202689406'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/4431654202689406'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/le-ballerine-di-degads.html' title='Le ballerine di Edgar Degas'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Sv4ud7Mc6dI/AAAAAAAAARU/U3Zaq-TOJ80/s72-c/Prove+di+balletto+in+scena.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-1679011280140236530</id><published>2009-11-12T21:40:00.000+01:00</published><updated>2009-11-12T21:40:11.867+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sesso'/><title type='text'>Autoerotismo per Lei</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Innanzitutto è importante scegliere il momento giusto da dedicare al proprio personalissimo piacere… la sera prima di dormire, nell’intimità della propria camera, &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvGYhBP0J5I/AAAAAAAAANs/a2ZLiPZpHN8/s1600-h/dita_incrociate1.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvGYhBP0J5I/AAAAAAAAANs/a2ZLiPZpHN8/s200/dita_incrociate1.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;sotto la doccia, o durante un bagno rilassante. Dopodiché ognuna può scegliere il suo modo per raggiungere l’orgasmo; &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attraverso....  &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt; La stimolazione del clitoride  è il metodo più diffuso &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt; Ci sono donne che amano anche stimolarsi i capezzoli &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt; Oppure  introdurre oggetti  nella vagina.  &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt; La maggior parte delle ragazze preferisce accarezzarsi  in posizione supina &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;  Alcune preferiscono stare in &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;piedi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt; o sedute. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt; Esiste anche una minoranza di donne che preferiscono sfregare i genitali contro un oggetto o materiali morbidi. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt; Esistono quindi diverse modalità per raggiungere l’orgasmo, vediamo velocemente le più diffuse...&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;MASTURBAZIONE CLASSICA&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Accarezzare il clitoride con un dito o più di uno. Contrariamente insomma a quanto credono i maschietti più profani, che immaginano la masturbazione femminile come "autopenetrazione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;PENETRAZIONE CON LE DITA&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Una variante della masturbazione classica è quella delle dita usate per penetrare la vagina. Può servire a dare un brivido in più in alternanza alle carezze.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvGYkFwroXI/AAAAAAAAAN0/C_0BC92xLNY/s1600-h/ohmibod_vibratore_per_ipod_0107081.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvGYkFwroXI/AAAAAAAAAN0/C_0BC92xLNY/s200/ohmibod_vibratore_per_ipod_0107081.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;SENZA DITA&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;Alcune donne riescono a raggiungere l’orgasmo anche senza utilizzare le mani, è possibile farlo stando pancia in giù, o in posizioni in cui sia possibile sfregare il monte di venere contro una superficie adatta, e muovendo ritmicamente il bacino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;PENETRAZIONE ARTIFICIALE&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Peni artificiali che si trovano nei sexy shop sono ormai divenuti molto comuni. Quasi tutti vibrano, la vibrazione può essere praticata anche solo sul clitoride. Solitamente l’utilizzo di sex toys è una componente divertente nei giochi di coppia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;Ecco allora qualche piccolo consiglio per vivere l’autoerotismo in modo estremamente gratificante, a prescindere dal partner, senza sensi di colpa, vergogna o paura di essere scoperte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche trucco…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt; Non dimenticare, all’ inizio, di bagnare le dita, altrimenti puoi provare fastidio o dolore.&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Utilizzare le dita centrali oppure un solo dito, premendo con un gesto circolare per  stimolare direttamente il clitoride.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Sfiorare leggermente ma in modo continuo solo la zona intorno al clitoride.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Per arrivare velocemente all’orgasmo stuzzicare con l’ indice il clitoride con piccoli colpi, picchiettando leggermente e variando ritmo&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Ricordarsi che anche le piccole labbra, le grandi labbra e la zona perianale sono estremamente ricche di innervazioni nervose e quindi fonte di eccitazione e piacere se stimolate &lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;Non si deve però dimenticare che l’autoerotismo è un momento estremamente privato ed &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvGYe3OPuxI/AAAAAAAAANk/dLvb5a4tLxg/s1600-h/326601_182456612_bfcf1b752ebe8e21c1e41887d0e5afce_H004429_L.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvGYe3OPuxI/AAAAAAAAANk/dLvb5a4tLxg/s200/326601_182456612_bfcf1b752ebe8e21c1e41887d0e5afce_H004429_L.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;intimo, in cui amiamo il nostro corpo e attraverso il quale ci regaliamo piacere; pertanto non ci sono regole, non esiste un modo giusto o sbagliato per farlo, ogni ragazza troverà il modo per lei più soddisfacente per vivere al meglio il suo momento d’amore e piacere, senza vergogna paura o sensi di colpa…&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-1679011280140236530?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/1679011280140236530/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=1679011280140236530' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/1679011280140236530'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/1679011280140236530'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/autoerotismo-per-lei.html' title='Autoerotismo per Lei'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvGYhBP0J5I/AAAAAAAAANs/a2ZLiPZpHN8/s72-c/dita_incrociate1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-4141309623751251212</id><published>2009-11-12T21:36:00.002+01:00</published><updated>2009-11-13T03:06:38.067+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>James Joyce: ULYSSES</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;Composto fra Trieste e Zurigo durante la Prima guerra mondiale e completato a Parigi dopo il conflitto, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;"&lt;b&gt;Ulysses&lt;/b&gt;" è la chiave di volta della carriera artistica di &lt;b&gt;James Joyce&lt;/b&gt;, e uno dei grandi capolavori della letteratura del XX secolo. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvxxwDsmvWI/AAAAAAAAAPs/2vs78ysmQa8/s1600-h/main_joyce.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="184" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvxxwDsmvWI/AAAAAAAAAPs/2vs78ysmQa8/s200/main_joyce.jpg" width="231" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;L'opera rappresenta il massimo approdo artistico dello &lt;b&gt;Sperimentalismo&lt;/b&gt; &lt;b&gt;linguistico&lt;/b&gt; e dell'analisi psicologica dell'autore che, rifacendosi alle peregrinazioni dell'&lt;b&gt;Ulisse&lt;/b&gt; &lt;b&gt;omerico&lt;/b&gt;, trasforma quelle peripezie nei movimenti di &lt;b&gt;Leopold Bloom&lt;/b&gt; e del giovane &lt;b&gt;Stephen Dedalus&lt;/b&gt;, per le strade di &lt;b&gt;Dublino&lt;/b&gt;. I due personaggi sono destinati ad incontrarsi per una sorta di reciproco richiamo: l'uno, Leopold (&lt;b&gt;Ulisse&lt;/b&gt;), rappresenta il "&lt;i&gt;padre&lt;/i&gt;" che va alla ricerca del figlio, essendogliene morto uno in tenera età; l'altro, Stephen (&lt;b&gt;Telemaco&lt;/b&gt;), raffigura il "&lt;i&gt;figlio&lt;/i&gt;", che va alla ricerca di un padre che possa compensarne le carenze affettive e gli squilibri mentali ed interiori. Tutto ciò accade nell'arco dell'intera giornata del 16 giugno 1904 nella città di Dublino, dove avvengono l'incontro e la reciproca identificazione dell'uno nell'altro, con il finale ricongiungimento a casa di Leopold e di sua moglie Molly (Penelope). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;Joyce imposta l'opera su una suddivisione in tre momenti: &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;la prima parte, "Telemachia", ovvero il figlio alla ricerca del padre;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;la seconda parte, "Odissea", ovvero le peregrinazioni di Leopold alla ricerca del figlio;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;la terza parte, "Nostos", cioè il ritorno dei due a casa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt; E proprio lo stesso Joyce, nel 1918, a proposito del romanzo, lo definirà come un'"&lt;i&gt;Odissea moderna&lt;/i&gt;": si era rifatto ad Omero per guidare gli inquieti vagabondaggi del suo eroe moderno, Leopold Bloom. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'opera, però, non nasceva come un caso isolato, bensì si collocava come continuazione di due opere precedenti, "&lt;b&gt;Dubliners&lt;/b&gt;" e "&lt;b&gt;A portrait of the artist as a young man&lt;/b&gt;". Ne ereditava gli spunti autobiografici e le vicende interiori di alcuni personaggi, come Stephen Dedalus, ma, allo stesso tempo, ne approfondiva anche l'analisi psicologica, allargando lo sguardo alla città e smascherando la realtà desolata che essa racchiudeva e i suoi effetti sull'individualità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la singola giornata che Joyce descrive riassume in sé tutti i valori negativi della moderna società postbellica: oramai non c'è più posto per l'autenticità dei rapporti umani, ma solo per le ipocrisie, per le volgarità, per le alienazioni, per il rifugio nelle fantasticherie sessuali (come in Molly Bloom), capaci di compensarw la tristezza e la mancanza d'amore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è proprio in questo caso che si può parlare dell'"&lt;b&gt;Ulysses&lt;/b&gt;" come "Odissea moderna": non più l'eroe classico, risoluto nei propri intenti, fermo nelle certezze, uomo d'ingegno e di grande forza interiore; ma l'uomo del '&lt;b&gt;900&lt;/b&gt;, con la coscienza frantumata e i valori dissacrati, con le paure e le inquietudini; "l'uomo che ai &lt;b&gt;mari&lt;/b&gt; &lt;b&gt;sterminati&lt;/b&gt; sostituisce l'opprimente &lt;b&gt;città&lt;/b&gt;, che trasforma il mito nella caotica &lt;b&gt;società urbana&lt;/b&gt;". Ed è su quest'uomo che si posa l'occhio di Joyce, come testimone impietoso, ma anche sofferto, della crisi della nostra civiltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La grande rivoluzione dell'"Ulysses" si ha, proprio, nella particolare tecnica narrativa di cui si serve Joyce, il "&lt;i&gt;flusso di coscienza&lt;/i&gt;", e di cui il monologo di &lt;b&gt;Molly&lt;/b&gt; è il migliore esempio. Esso si risolve nell'adesione immediata dello scrittore allo svolgersi dei pensieri, delle percezioni sensoriali, degli stati d'animo, delle emozioni, delle associazioni di pensieri, colte in una zona della psiche in cui le parole scorrono fluide e libere, caotiche e disordinate, prive di strutture causali e consequenziali. Ciò significa, quindi, disgregare sintatticamente la frase, abolire la punteggiatura, sperimentare &lt;b&gt;nuovi linguaggi&lt;/b&gt; e nuovi stili, deformare le parole ed eliminare ogni ordine logico-grammaticale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif; font-size: small;"&gt;Con il flusso di coscienza il narratore funge da "&lt;b&gt;&lt;i&gt;registratore del pensiero&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;", riproducendolo allo stato puro, nel suo attuarsi. E' questo un "&lt;i&gt;viaggio all'interno della coscienza&lt;/i&gt;", dove l'autore "si è proposto non soltanto di rendere, nei minimi particolari, con estrema precisione e bellezza, gli spettacoli e i suoni tra cui si muovono i suoi personaggi, ma, rivelandoci il mondo come essi lo percepiscono, di scoprire quel vocabolario e quel ritmo che, unici, possano rappresentare il pensiero di ognuno." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E l'arte di &lt;b&gt;Joyce&lt;/b&gt; è pienamente riuscita nei suoi intenti.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-4141309623751251212?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/4141309623751251212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=4141309623751251212' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/4141309623751251212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/4141309623751251212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/james-joyce-ulysses.html' title='James Joyce: ULYSSES'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvxxwDsmvWI/AAAAAAAAAPs/2vs78ysmQa8/s72-c/main_joyce.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-2562918407873536322</id><published>2009-11-12T21:27:00.002+01:00</published><updated>2009-11-12T21:27:54.679+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fumetti'/><title type='text'>Ma il fumetto e' arte?</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvxvbicSBkI/AAAAAAAAAPk/NwohhNYS0a8/s1600-h/Caniff_SteveCanyon.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvxvbicSBkI/AAAAAAAAAPk/NwohhNYS0a8/s200/Caniff_SteveCanyon.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Gulp&lt;/b&gt;! Una bella soddisfazione, dopo il continuo saliscendi di pregiudizi domestici anni Cinquanta (barbarie letteraria, banalizzazione visiva e narrativa: roba per bimbi scemi, o comunque pigri) e di inattese arrampicate in cattedra (lo storico dibattito su Schulz e Charlie Brown tra &lt;b&gt;Umberto Eco&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Oreste del Buono &lt;/b&gt;e &lt;b&gt;Elio Vittorini&lt;/b&gt;, coordinato da Giovanni Gandini, sul primissimo &lt;b&gt;Linus&lt;/b&gt;, aprile 1965, o, sempre nel '65, in &lt;b&gt;Apocalittici e integrati&lt;/b&gt; la famosa "fumettografia" di &lt;b&gt;Eco&lt;/b&gt; della prima tavola dedicata da &lt;b&gt;Milton Caniff&lt;/b&gt;, l'11 gennaio 1947, al neopersonaggio di &lt;b&gt;Steve Canyon&lt;/b&gt;).&lt;br /&gt;È vero che Pablo &lt;b&gt;Picasso&lt;/b&gt;, lettore fedelissimo e entusiasta di Krazy Kat che si faceva spedire dall'America, coltivò nel suo onnivoro attivismo immancabili vocazioni-strip, impaginando a fumetti il suo &lt;b&gt;Guernica&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvxuOuTE6MI/AAAAAAAAAPM/A67rGyA8v0A/s1600-h/459519476_cfff0aec5c_b.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvxuOuTE6MI/AAAAAAAAAPM/A67rGyA8v0A/s200/459519476_cfff0aec5c_b.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ma è anche vero che sul groppone dei pargoli, ancora qualche decennio fa, l'onesto genitore segnalava, guardingo e tempestivo, gli errori di grammaticae di sintassi in agguato, in &lt;b&gt;Topolini&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Corrierini&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvxutFOeKzI/AAAAAAAAAPc/xhFj4Q5KeDk/s1600-h/Topffer.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvxutFOeKzI/AAAAAAAAAPc/xhFj4Q5KeDk/s200/Topffer.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Insomma, nato in aperta rottura con la solennità della pittura, attorno al &lt;b&gt;1840&lt;/b&gt;, a opera di &lt;b&gt;Töpffer&lt;/b&gt;, pittore mancato, il &lt;b&gt;fumetto&lt;/b&gt; era fino all'altro ieri guardato come l'equivalente dei giocolieri reietti sui sagrati di chiesa del buio Medioevo, senza diritto di sepoltura in terra sacra: &lt;b&gt;clown a matita&lt;/b&gt;, sempre ai margini dell'&lt;b&gt;arte&lt;/b&gt; ma senza diritto di entrarvi, periferico estro mendicante all'ombra dei Vaticani della pittura, chiese d'arte consacrate, quali, a Parigi, il Louvre, il Grand Palais, il Centre Pompidou.&lt;br /&gt;Da una parte i &lt;b&gt;Lichtenstein&lt;/b&gt;, i &lt;b&gt;Basquiat&lt;/b&gt;, i &lt;b&gt;Keith Haring&lt;/b&gt;, ingabbiati da rotondità disneyane e trame grafiche, dall'altra i &lt;b&gt;folletti&lt;/b&gt; e i &lt;b&gt;supereroi&lt;/b&gt; d'un universo in gabbia, nella pagina, ma liberi e fuggiaschi nella loro identità immaginaria.&lt;br /&gt;Una volta vilipeso o frainteso, il &lt;b&gt;fumetto&lt;/b&gt; diventa museo, sonnolenta piramide egizia, prima ancora di aver reclamato e ottenuto il suo statuto di star, di &lt;b&gt;nona arte&lt;/b&gt;, in mezzo alle sue più strette, invidiose parenti, da tempo arrivate al traguardo? Tutt' altro. A tenerlo in vita, a renderlo contemporaneo, contribuiscono proprio gli artisti che, soprattutto a partire dalla Pop-Art, succhiano, vampiri, ispirazionee icone dalle tavolea strisce. &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Svxuf1MhcvI/AAAAAAAAAPU/Xq3R-pFTeN4/s1600-h/lichtenstein-in-the-car.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/Svxuf1MhcvI/AAAAAAAAAPU/Xq3R-pFTeN4/s200/lichtenstein-in-the-car.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Non solo &lt;b&gt;Andy Warhol&lt;/b&gt; (che ha proclamato &lt;b&gt;Walt Disney&lt;/b&gt; «&lt;i&gt;il più grande pittore del Ventesimo secolo&lt;/i&gt;») con le sue serigrafie di Topolino, gemello seriale di Mao, Liz, Marilyn. Ma anche &lt;b&gt;David Mach&lt;/b&gt;, con il suo Mickey Matchead del ' 94. O, addirittura, con i prelievi ironicamente chirurgici e minuziosamente paleontologici dell'artista sudcoreano &lt;b&gt;Hyungkoo Lee&lt;/b&gt; sugli eroi di cartoon, dove Hyungkoo Lee ha ricostruito gli scheletri di Bugs Bunny e della coppia Coyote/Bip Bip di &lt;b&gt;Chuck Jones&lt;/b&gt;. L'artista sudcoreano rovescia specularmente i procedimenti delle scienze naturali: non parte da particelle d'ossa, da residui di scheletro per risalire all' immagine di animali sconosciuti, ma si applica all' immagine stranota delle icone di carta per attribuirvi uno scheletro. Paleontologia e Paperosofia si alleano per restituire, simmetricamente, ai propri oggetti di studio la parte mancante. Il fumetto crea l'ignoto (&lt;b&gt;Steve Canyon&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Superman&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Topolino&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Qui&lt;/b&gt; &lt;b&gt;Quo&lt;/b&gt; &lt;b&gt;Qua&lt;/b&gt;). Il fumetto apre gli orizzonti. L'arte li conferma, li codifica. Che sia il &lt;b&gt;fumetto&lt;/b&gt; l'arte del futuro?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-2562918407873536322?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/2562918407873536322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=2562918407873536322' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/2562918407873536322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/2562918407873536322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/ma-il-fumetto-e-arte_12.html' title='Ma il fumetto e&apos; arte?'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvxvbicSBkI/AAAAAAAAAPk/NwohhNYS0a8/s72-c/Caniff_SteveCanyon.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-7899468754879134916</id><published>2009-11-12T15:49:00.000+01:00</published><updated>2009-11-12T15:49:32.501+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><title type='text'>C.S.A.R. (1992) Lucio Battisti</title><content type='html'>&lt;i&gt;"In un soffio di porta / fa l'ingresso la bella incatenata a testa alta / invece i viaggiatori sono entrati / col capo chino e l'umiltà dei frati / bella incatenata dai suoi stessi ormeggi / la cinghia della borsa / e stringhe mosce e fascie di camoscio e stratagemmi /dei morbidi tormenti d'organzino"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvwgMSGBBKI/AAAAAAAAAO0/HutCEL-MlsU/s1600-h/battisti_cosa_succeder%C3%A0_alla_ragazza_front.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="222" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvwgMSGBBKI/AAAAAAAAAO0/HutCEL-MlsU/s200/battisti_cosa_succeder%C3%A0_alla_ragazza_front.jpg" width="222" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;CSAR&lt;/b&gt; è il penultimo disco "bianco" di &lt;b&gt;Lucio Battisti&lt;/b&gt;, inciso nel 1992 per la Aquilone Edizioni Musicali (Columbia - Sony Music), e si presenta con la solita livrea assolutamente asettica, copertina bianca con titolo in nero.&lt;br /&gt;È un lavoro molto ritmato, con tempi incalzanti ed alcune atmosfere che col senno di poi avremmo potuto definire "&lt;i&gt;trip&lt;/i&gt;" ante-litteram, a dimostrazione che il Battisti del periodo "bianco" stava in realtà anticipando i tempi, inventando atmosfere musicali nuove ed insolite.&lt;br /&gt;Per questa ragione, la maggioranza dei critici musicali italiani, non è stata in grado di recepire il messaggio ed ha sentenziato che Battisti aveva ormai perso la vena e la capacità di comporre belle canzoni, solo perchè non aveva più composto un'altra "&lt;i&gt;Fiori rosa, fiori di pesco&lt;/i&gt;".&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Ed invece basta ascoltare le otto composizioni di C.S.A.R. per rendersi conto che la genialità compositiva di Battisti non era affatto dimuinita, anzi semmai aumentata.&lt;br /&gt;Cerebrale ma anche godibilissima ad un primo ascolto disattento, &lt;b&gt;&lt;i&gt;La metro eccetera&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; è un piccolo capolavoro di &lt;b&gt;Pasquale Panella&lt;/b&gt;, che racconta col suo solito inimitabile stile uno scenario di realtà urbana apparentemente banale ma che tutti noi inconsciamente abbiamo vissuto durante un viaggio in metropolitana. Con una descrizione molto più che cinematografica, un piccolo capolavoro di suoni ad incastro, rime, assonanze...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo lavoro Panella ha focalizzato ancor più che nei precedenti album la sua attenzione verso paesaggi urbani e squarci di vita metropolitana, forse per venire maggiormente incontro alla stringente richiesta di Battisti di non cantare l'amore, sebbene &lt;b&gt;&lt;i&gt;Però il rinoceronte&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; lasci trasparire la voglia del poeta di tornare a cantare le emozioni del cuore:&lt;i&gt; "l'amore è un gesto pazzo come rompere/ una noce con il mento sopra al cuore/ e si dovrebbe vivere lontani per essere creduti se si dice".&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Musicalmente, c'è un po' di tutto, dal trip-hop di &lt;i&gt;&lt;b&gt;Ecco i negozi&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; e &lt;b&gt;&lt;i&gt;Però il rinoceronte&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, al rap di &lt;b&gt;&lt;i&gt;Cosa far&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;à&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt; di nuovo&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; fino al funky de &lt;i&gt;&lt;b&gt;I sacchi della posta&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; con tanto di chitarrina alle Nile Rodgers. Un vero caleidoscopio di ritmi, questo è in sostanza CSAR (&lt;i&gt;&lt;b&gt;Cosa Succederà Alla Ragazza&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;), forse uno dei dischi "bianchi" passati - ingiustamente - più inosservati, a parte La metro eccetera che a suo tempo fu abbastanza programmata in radio.&lt;br /&gt;È il preludio a &lt;b&gt;Hegel&lt;/b&gt;, ultimo album della saga del "bianco" con parole di Panella (dopo abbandonò la collaborazione) ed ultimo testimone del grande artista prematuramente scomparso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-7899468754879134916?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/7899468754879134916/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=7899468754879134916' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/7899468754879134916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/7899468754879134916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/csar-1992-lucio-battisti.html' title='C.S.A.R. (1992) Lucio Battisti'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvwgMSGBBKI/AAAAAAAAAO0/HutCEL-MlsU/s72-c/battisti_cosa_succeder%C3%A0_alla_ragazza_front.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-788161029303975839</id><published>2009-11-12T14:56:00.002+01:00</published><updated>2009-11-12T15:27:34.298+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='enoteca'/><title type='text'>Muffato</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvwSZynRjnI/AAAAAAAAAOU/N9EQTqMSy6Y/s1600-h/getp.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="166" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvwSZynRjnI/AAAAAAAAAOU/N9EQTqMSy6Y/s320/getp.jpg" width="248" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;La produzione dei &lt;b&gt;vini dolci&lt;/b&gt;, escludendo ovviamente quelli spumanti, si basa sempre sull'uso di uve che abbiano perso parte della loro acqua ottenendo così una concentrazione del succo e una maggiore quantità di &lt;b&gt;zucchero&lt;/b&gt;. La riduzione dell'acqua negli acini dell'uva è un processo naturale che si verifica in due modi principali: lasciando i grappoli sulla pianta e attendere che gli acini appassiscano, oppure raccogliere l'uva quando è matura e lasciarla appassire in locali protetti e ben aerati, disposti su graticci oppure appesi. Il metodo più comune è quello di lasciare appassire le uve sulla &lt;b&gt;pianta&lt;/b&gt;, soprattutto in quei luoghi dove particolari condizioni climatiche favoriscono lo sviluppo di una &lt;b&gt;muffa&lt;/b&gt;, apparentemente un fattore negativo, ma che in realtà aggiunge caratteristiche uniche e straordinarie al vino. Questa particolare muffa, il cui nome scientifico è &lt;i&gt;Botrytis Cinerea&lt;/i&gt;, è capace di conferire alle uve in cui si sviluppa, aromi e sapori assolutamente unici e, a causa della sua azione, contribuisce notevolmente alla riduzione dell'acqua negli acini dell'uva.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Questa preziosa muffa viene detta in Italiano &lt;i&gt;muffa nobile&lt;/i&gt;, in Francese &lt;i&gt;pourriture noble&lt;/i&gt;, in Inglese &lt;i&gt;noble rot&lt;/i&gt;, in Tedesco &lt;i&gt;edelfäule&lt;/i&gt; e in Ungherese &lt;i&gt;Aszú&lt;/i&gt;; in ognuno di questi paesi è sempre e comunque la benvenuta nei vigneti e consente di produrre grandi, grandissimi vini.&lt;br /&gt;&lt;div class="par"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvwSnKE1B6I/AAAAAAAAAOc/mJo2DK8CF3U/s1600-h/f2b0_1_sbl.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="259" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvwSnKE1B6I/AAAAAAAAAOc/mJo2DK8CF3U/s320/f2b0_1_sbl.JPG" width="173" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;La muffa nobile preferisce in genere uve a bacca bianca dalla buccia piuttosto spessa e con grappoli compatti, e nel caso in cui le condizioni climatiche non sono favorevoli, soprattutto in condizioni di eccessiva e costante umidità, può facilmente degenerare in un altro tipo di muffa dagli effetti opposti: la &lt;i&gt;muffa grigia&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;marciume&lt;/i&gt;, un fattore che rovina irreparabilmente le uve rendendole inutilizzabili per la produzione di vino. La comparsa della muffa nobile nei vigneti fa letteralmente stare il viticoltore con il fiato sospeso, in quanto, se le condizioni non sono favorevoli, da uve pregiate si ritroverà ad avere uve inutilizzabili, una preoccupazione che ha termine solamente dopo la vendemmia. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="par"&gt;&amp;nbsp;Quando le spore della &lt;i&gt;Botrytis Cinerea&lt;/i&gt; si depositano sulla buccia umida dell'uva, in genere trasportate dal vento, iniziano a prelevare l'acqua superficiale e quindi aumentano di dimensione. A questo punto inizia la formazione di un'appendice germinale che provvede a perforare la buccia con lo scopo di cercare nutrimento. Quando la muffa arriva all'interno dell'uva, e grazie all'enorme quantità di sostanze nutritive, lo sviluppo è piuttosto rapido e la superficie della buccia viene letteralmente coperta dalla muffa nobile. I fori sulla buccia provocati dalle spore favoriscono la riduzione dell'acqua nell'acino, concentrando quindi lo zucchero e le sostanze aromatiche. L'azione della muffa nobile prosegue con la trasformazione di alcune sostanze presenti nell'uva e si aggiunge a queste conferendo il proprio aroma e il proprio sapore. Al termine del processo gli acini d'uva assumono un aspetto tutt'altro che invitante, apparentemente marce, ma nel loro interno si sono verificate delle magie uniche che daranno origine ad un nettare divino. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Uve utilizzate&lt;/b&gt;: Sauvignon, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Grechetto, Traminer e Riesling.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Vinificazione&lt;/b&gt;: la vendemmia viene ritardata fino alla prima decade di novembre per dar modo alle nebbie mattutine di far sviluppare sulle uve la "muffa nobile" &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Botrytis Cinerea&lt;/span&gt;, la quale, attaccando gli acini, riduce il contenuto di acqua nei grappoli, provocando così una maggior concentrazione di zuccheri e di aromi. Dopo una accurata selezione, questi sono sottoposti a pressatura soffice in modo da ottenere un mosto fiore particolarmente ricco e concentrato. II mosto viene collocato in barriques di rovere dove completa la fermentazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Maturazione / Affinamento&lt;/b&gt;: 14 mesi in barriques di rovere, in bottiglia negli appositi locali climatizzati.&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Accostamenti gastronomici&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; pasticceria secca, formaggi erborinati, ottimo anche come vino da meditazione.&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Titolo alcolometrico&lt;/b&gt;: 14% vol.&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Temperatura di servizio&lt;/b&gt;: 14-16 °C.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-788161029303975839?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/788161029303975839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=788161029303975839' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/788161029303975839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/788161029303975839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/muffato.html' title='Muffato'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvwSZynRjnI/AAAAAAAAAOU/N9EQTqMSy6Y/s72-c/getp.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-8974181079244432556</id><published>2009-11-12T14:17:00.007+01:00</published><updated>2009-11-13T01:37:07.406+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>HAROLD &amp; MAUDE (1971) di Hal Ashby</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ricchissimo, afflitto da madre possessiva, incline a mettere in scena finti suicidi, il giovane &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Harold&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; fa amicizia con &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Maude, &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;una contessa ottantenne che gli insegna il gusto della vita e della libertà...&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvwhDSk58TI/AAAAAAAAAO8/c49DRNmNpbc/s1600-h/harold_and_maude_ver3_xlg.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="221" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvwhDSk58TI/AAAAAAAAAO8/c49DRNmNpbc/s200/harold_and_maude_ver3_xlg.jpg" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;Tratto dal romanzo omonimo di Colin Higgins &lt;b&gt;Anno&lt;/b&gt;: 1971 &lt;b&gt;Durata&lt;/b&gt;: 93’ &lt;b&gt;Regia&lt;/b&gt;: Hal Ashby &lt;b&gt;Fotografia&lt;/b&gt;: John A. Alonzo &lt;b&gt;Musiche&lt;/b&gt;: Cat Stevens &lt;b&gt;Montaggio&lt;/b&gt;: William A. Sawyer, Edward Warschildka &lt;b&gt;Scenografia&lt;/b&gt;: Michael Haller Costumi: William Theiss &lt;b&gt;Interpreti&lt;/b&gt;: Bud Cort (Harold), Ruth Gordon (Maude), George Wood (lo psichiatra), Harvey Brumfield (poliziotto), Eric Christmas (il reverendo), Cyril Cusack (Glaucus), Judy Engles (Candy Gulf), Ellen Geer (Sunshine Dore)&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Lo spunto alla base di &lt;b&gt;Harold e Maude&lt;/b&gt; è il ribaltamento ironico delle situazioni divulgate attraverso l'accattivante &lt;b&gt;Lolita&lt;/b&gt;. Qui, invece di un maturo signore innamorato di una ragazzina, abbiamo un ragazzo innamorato di una vecchia. Il rapporto è però diverso, più costruttivo. Maude ha un carattere positivo e fornisce a Harold lo stimolo per la sua crescita morale, trasmettendogli l'impulso di un vitalismo e di un buon senso che il ragazzo, crisalide in attesa di aprirsi, non possiede.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Ashby&lt;/b&gt; situa la vicenda in una &lt;b&gt;grande città&lt;/b&gt; e si serve di un impianto narrativo brillante per tratteggiare sarcasticamente la solitudine e l'isolamento della vita nella società moderna. &lt;b&gt;Maude&lt;/b&gt; è poco più che una barbona, vive di espedienti: così la società tratta le persone come lei (l'impianto favolistico non impedisce al regista di sottolineare l'ingiustizia di fondo). Si procede per contrasti, mettendo a confronto l'esistenza di Maude e quella di Harold (e della sua famiglia). &lt;/span&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvwKfftw1sI/AAAAAAAAAOM/X7m-4fZDYp0/s1600-h/Harold_Maude.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="137" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvwKfftw1sI/AAAAAAAAAOM/X7m-4fZDYp0/s200/Harold_Maude.jpg" width="237" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Maude è &lt;b&gt;ottimista&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;gentile&lt;/b&gt; ed &lt;b&gt;altruista&lt;/b&gt;. Per questo si è ridotta in povertà o, almeno, non ha saputo evitarla. La madre di Harold al contrario, è priva di &lt;b&gt;sensibilità&lt;/b&gt; e di &lt;b&gt;umorismo&lt;/b&gt;, ha un cuore arido, ma è &lt;b&gt;ricca&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;benestante&lt;/b&gt;. Lo stesso Harold, una specie di &lt;b&gt;zombie clownesco&lt;/b&gt; che non sa dove andare, è in balia della madre e dello psichiatra. Coltiva solo una sotterranea e quasi incomprensibile ribellione che lo induce a inscenare di continuo finti suicidi. È il contrasto classico tra l'avere e l'essere. Harold preferisce essere qualcuno piuttosto che avere qualcosa. L'incontro con Maude gli consente di fuggire dal bianco e nero d'una vita lugubre e ossessiva e di porre in primo piano la &lt;b&gt;fantasia&lt;/b&gt;. È una tematica allineata con le esigenze diffuse negli anni a cavallo tra i '60 e i '70. Ma è anche una tematica che potenzialmente inclina verso l'edulcorato ottimismo di certi film &lt;b&gt;disneyani&lt;/b&gt;. Ad efficace correttivo Ashby introduce una vena di umorismo nero. L'ossessione cimiteriale coltivata da Harold e da Maude serve da contraltare ironico per le elegiache pagine sulla riscoperta della vita da parte del ragazzo. Anche i numerosi tentativi di &lt;b&gt;suicidio&lt;/b&gt; agiscono in questo senso. Harold finge di impiccarsi, di annegarsi, di tagliarsi i polsi e inscena persino un vero e proprio hara-kiri. Ashby cerca di trarre da questi sublimi sforzi inutili il massimo divertimento, senza diluirne però gli umori acri e sarcastici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;È un bizzarro e originale mescolarsi di elementi umoristici, macabri, ottimistici e malinconici. Ne deriva quel sapore unico che non annulla i difetti della storia ma li giustifica e, magari, paradossalmente, li esalta. Mentre le scene di Harold con sua madre sono recitate quasi interamente per far ridere, troviamo scene tra lui e Maude che prendono alla sprovvista per la loro serietà e riescono anche a toccare le corde della commozione. È durante queste tenere, intime scene che Maude piange pensando al marito morto ormai da lungo tempo; che noi scopriamo un numero di campo di concentramento sul polso della donna e immaginiamo cos'è successo a suo marito e anche comprendiamo per la prima volta la natura &lt;b&gt;eroica&lt;/b&gt; di Maude. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvwKdVtjMnI/AAAAAAAAAOE/IXowucb2tUA/s1600-h/harold_and_maude.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="145" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvwKdVtjMnI/AAAAAAAAAOE/IXowucb2tUA/s200/harold_and_maude.jpg" width="254" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Che Maude sia così esageratamente ottimista per la maggior parte del tempo rende queste parentesi tristi particolarmente efficaci, perché sappiamo che il passato di Maude dev'essere stato così orribilmente penoso per aver potuto influire su una donna di spirito così indomito. Ashby tratta queste scene in modo splendido, senza intromettersi nella privacy di Maude e senza sfruttare il suo dolore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Per la musica Ashby si rivolge a &lt;b&gt;Cat Stevens&lt;/b&gt;, allora all'apice di una carriera che lo porterà ad essere uno dei cantautori più popolari della scena pop-rock (prima della subitanea conversione all'islamismo e del conseguente ritiro dalle scene). &lt;b&gt;Stevens&lt;/b&gt; scrive una canzone e dovrebbe curare l'intera colonna sonora, ma gliene manca il tempo. Asbhy gli chiede allora il permesso di utilizzare brani già editi, e, ottenuto l'assenso del musicista, li sceglie personalmente. Il risultato è molto gradevole e soprattutto molto adatto alla storia. In quell'unica canzone composta per l'occasione (&lt;b&gt;If You Want to Sing&lt;/b&gt;) Stevens ha racchiuso in poche frasi la filosofia ottimistica del film («&lt;i&gt;If you want io sing out, sing out.../ if you want io be free, be free.../ if you want io be you, be you..&lt;/i&gt;.»). La canzone piacerà ai giovani e favorirà il successo del film nell'ambito studentesco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;critica: Rudy Salvagnini, (Hal Ashby, Il Castoro Cinema)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-8974181079244432556?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/8974181079244432556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=8974181079244432556' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/8974181079244432556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/8974181079244432556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/harold-maude-1971-di-hal-ashby.html' title='HAROLD &amp; MAUDE (1971) di Hal Ashby'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvwhDSk58TI/AAAAAAAAAO8/c49DRNmNpbc/s72-c/harold_and_maude_ver3_xlg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-7212656072071282199</id><published>2009-11-03T16:56:00.005+01:00</published><updated>2009-11-26T18:17:20.830+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fumetti'/><title type='text'>Dino Buzzati: POEMA A FUMETTI</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvBRO4n77cI/AAAAAAAAAMs/XnXmJHQQEqQ/s1600-h/p" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvBRO4n77cI/AAAAAAAAAMs/XnXmJHQQEqQ/s200/p" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il grande scrittore &lt;b&gt;Dino Buzzati&lt;/b&gt; abbandona per una volta il terreno fertile dei romanzi e racconti, grazie ai quali ci ha regalato innumerevoli capolavori, per approdare come ospite d'eccezione al mondo del &lt;b&gt;fumetto&lt;/b&gt;. Fra i suoi lavori per la letteratura non disegnata è da ricordare il suo romanzo più famoso, "&lt;b&gt;Il deserto dei tartari&lt;/b&gt;" ed alcuni dei tanti capolavori presenti fra i racconti brevi ("&lt;b&gt;I sette messaggeri&lt;/b&gt;", "&lt;b&gt;Sette piani&lt;/b&gt;", "&lt;b&gt;Il mantello&lt;/b&gt;", "&lt;b&gt;La fine del mondo&lt;/b&gt;", "&lt;b&gt;Il colombre&lt;/b&gt;"). Nei racconti di Buzzati è presente una vena surreale e malinconica, spesso accompagnata da tocchi di soprannaturale e fantastico.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Per quel che riguarda il Buzzati fumettista possiamo sottolineare come Buzzati sia sempre stato appassionato di disegno, pittura (è stato anche critico d'arte per il &lt;b&gt;Corriere della Sera&lt;/b&gt;) e sicuramente anche di fumetto (basta ricordare la sua affermazione "&lt;i&gt;Personalmente sono convinto che si tratti di una delle più grandi invenzioni narrative dei tempi moderni&lt;/i&gt;" riferita a &lt;b&gt;Paperon de Paperoni&lt;/b&gt;). Il passaggio dalla scrittura al fumetto potrebbe sembrare una scelta abbastanza naturale date simili premesse, in realtà si tratta di una scelta molto coraggiosa. Coraggiosa perché Buzzati è già uno scrittore e giornalista famoso ed apprezzato quando decide di passare ad una forma di espressione considerata poco nobile e spesso malvista da critici ed intellettuali snob. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvBSo2Gxr8I/AAAAAAAAANE/j2VquY4DVFU/s1600-h/25168.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvBSo2Gxr8I/AAAAAAAAANE/j2VquY4DVFU/s200/25168.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Oggi gli scrittori che passano al fumetto e viceversa sono numerosi, all'epoca fu una scelta che sorprese molti. Buzzati approfitta della tecnica del fumetto per fare ricorso in modo più esplicito e frequente, rispetto ai suoi racconti e romanzi, ad una componente erotica e sensuale e per mettere in mostra in modo meno velato gli aspetti misteriosi, soprannaturali e surreali della sua prosa. Ciò che nei racconti era lasciato all'intuizione, accenato o sottinteso, in bilico fra realtà e sogno (valga per tutti l'inutile eterna attesa da parte di Giovanni Drogo, di un ipotetico assalto alla fortezza Bastiani, nel "Deserto dei Tartari"), viene smascherato ed evidenziato in tutta la sua forza prorompente nel fumetto, che ha nelle immagini la sua ragion d'essere. Ciò che è stato sussurrato per tanti anni esplode con violenza dando libero sfogo ad immagini di demoni e fantasmi, creature fantastiche, inferni metropolitani e personali, donne sensuali e provocanti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il fumetto assume spesso l'apparenza di un libro illustrato, privilegiando tavole con un'unica grande vignetta e testo in calce rispetto ad una più fumettistica suddivisione della tavola in vignette che consentano di organizzare in maniera più cinematografica e visiva l'azione ed i dialoghi. Ma il testo non assume la predominanza tipica del libro illustrato, lasciando ampio spazio e libero sfogo alle immagini. Non mancano tavole articolate in più vignette e dialoghi espressi dai personaggi attraverso i caratteristici baloon, ma si tratta di eccezioni, non della cifra stilistica del &lt;b&gt;Poema a fumetti&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la sua incursione nel mondo del fumetto, Buzzati si rifà al mito della famosa discesa agli inferi di &lt;b&gt;Orfeo&lt;/b&gt; nel vano tentativo di recuperare l'amata &lt;b&gt;Euridice&lt;/b&gt;. Il poema a fumetti è strutturato in 4 capitoli:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I) Il segreto di Via Saterna &lt;br /&gt;II) Spiegazione dell'aldilà &lt;br /&gt;III) Le Canzoni di Orfi  &lt;br /&gt;IV)  Eura ritrovata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;I) Il segreto di Via Saterna&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvBRjhkbhJI/AAAAAAAAAM0/VFM61muH0c4/s1600-h/0+0+1+ADD+saterna.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvBRjhkbhJI/AAAAAAAAAM0/VFM61muH0c4/s200/0+0+1+ADD+saterna.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Il fumetto ha inizio in via Saterna a Milano, dove sorge una villa dall'aspetto tetro e dai contorni indefiniti su cui si favoleggiano inquietanti storie. Di fronte a questa villa sorge il palazzo dei conti Baltazano, una famiglia di antica nobiltà in declino. Il figlio minore di tale famiglia si chiama Orfi ed è un cantante di discreto successo. Casualmente intento ad osservare la villa misteriosa dalla finestra vi vede entrare una ragazza che assomiglia alla sua amata Eura. Il giorno dopo apprende che Eura è morta colpita da un misterioso male e decide di affrontare la porticina in cui Eura è sparita. Armato di chitarra chiede accesso intonando una canzone che comincia con "toc toc", gli viene concesso di entrare e si ritrova impavido a discendere interminabili scale, guidato da una ragazza, fino a giungere ad una piccola porta. &lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;II) Spiegazione dell'aldilà&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Al di della porta la ragazza presenta il suo padrone, un diavolo custonde (una giacca vuota) che gli spiega alcune cose sull'aldilà. Ogni uomo porta con sé il proprio mondo ("è quello che gli basta immagino"), non ci sarebbe spazio sufficiente per tutte le popolazioni delle età profondissime. Orfi ritrova la sua Milano. Le persone continuano a trascinare la loro vita mentre il tempo non scorre, ancorato ed immobile nello stesso immutabile giorno. E soprattutto i morti (o gli immortali che dir si voglia) non conoscono più la speranza e sono insensibili al dolore, non hanno fame e non provano alcuna emozione. Rimpiangono inspiegabilmente la vita, la sua angoscia, gli incubi e i dolori. Hanno le stelle, il vento e la notte ma a che vale senza la paura, l'inquietudine, l'ignoto. Il latrare di cani in una notte nera non vuol dire più niente, le ombre sussultanti e le folate di vento non hanno più ragion d'essere. Tutto è scontato. Lo stesso vale per l'amore. Gli uomini non hanno più desideri, le tentazioni ed i languidi desideri della vita si trasformano in prevedibilità e noia. Gli abitanti dell'aldilà sono sempre alla ricerca di qualcuno che riesca a risvegliare in loro qualche briciola dei vecchi istinti, una scintilla degli atichi brividi, piaceri o inquietudini.&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;III) Le canzoni di Orfi&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Il custode chiede ad Orfi di cantare e raccontare le palpitanti angosce ed i lontani piaceri della vita, in cambio potrà rivedere Eura. Ed Orfi canta, canta la vita e le sue angosce, i misteri e le leggende, la solitudine, la disperazione, le gloriose ed inarrestabili vittorie, le definitive sconfitte, fantasmi, demoni e la temuta morte. &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvBSBS1yv_I/AAAAAAAAAM8/BPXQli_ZkxM/s1600-h/3991730616_35c7d9a8b7_b.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvBSBS1yv_I/AAAAAAAAAM8/BPXQli_ZkxM/s200/3991730616_35c7d9a8b7_b.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Canta ancora, risvegliando le emozioni dei defunti, racconta la storia dell'uomo che si voltò, la storia dei nove gentiluomini, la storia del casellante, la storia del visitatore del pomeriggio e la storia delle melusine. Racconta poi, ricorda il desiderio e la passione, l'amore ormai negato, i fatali ed implacabili amplessi. Ed infine racconta degli dei amati e temuti dagli uomini. Basta, ha meritato il suo lasciapassare. Gli sono concesse 24 ore per ritrovare, fra le moltituidini di anime, la sua amata Eura.&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IV) Eura Ritrovata&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Fra le perdute moltitudini Orfi cerca la sua Eura, riesce a trovarla su un treno enorme in partenza chissaquando per chissadove. I minuti scorrono veloci, il tempo a disposizione di Orfi sta per scadere, il tentativo di portarla via con se fallisce miseramente ("E' inutile. non posso accompagnarti lassù. Povera favola di Orfeo. Anche se tu non ti volterai indietro, non servirebbe lo stesso."). Orfi si ritrova improvvisamente davanti alla porta di Via Saterna, con nel cuore la promessa di Eura ("Un giorno ci rivedremo") ed in mano un anello come unico indizio di non aver sognato. E mentre i piccoli uomini sono impegnati nelle loro insignificanti beghe l'universo continua il suo corso ("In quel preciso momento sulle creste della Gran Fermenda turbinava la tormenta con le sue solite anime in pena. Gli ultimi re delle favole si incamminavano all'esilio e sul deserto di Kalahari le turrite nubi dell'eternità passavano lentamente.").&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Autentico capolavoro della letteratura disegnata "&lt;b&gt;Poema a fumetti&lt;/b&gt;" è un'opera unica ed inquietante. Buzzati ha modo di dare libero sfogo alla sua passione per la pittura ed il disegno, giocando con stili e soluzioni grafiche per coinvolgere immancabilmente il lettore. Sebbene non tutti i disegni siano tecnicamente perfetti, hanno una forza impressionante e rendono alla perfezione atmosfere e stati d'animo, angoscia e mistero. Qua e la sembra ammiccare a suoi precedenti racconti (il vecchio cane malato ci rimanda a "Il tiranno malato", i soldati vittoriosi a "La canzone di guerra", solo per citarne alcuni esempi), ripercorrendo comunque temi, personaggi e situazioni a lui cari. &lt;b&gt;Buzzati&lt;/b&gt; saccheggia cinema, pittura e letteratura per questa opera citando apertamente alcune delle sue fonti e ringraziandole con affetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;fonte: &lt;a href="http://www.slumberland.it/" style="color: red;"&gt;&lt;b&gt;www.slumberland.it&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-7212656072071282199?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/7212656072071282199/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=7212656072071282199' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/7212656072071282199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/7212656072071282199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/dino-buzzati-poema-fumetti.html' title='Dino Buzzati: POEMA A FUMETTI'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvBRO4n77cI/AAAAAAAAAMs/XnXmJHQQEqQ/s72-c/p' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-9081350635356614558</id><published>2009-11-03T16:06:00.009+01:00</published><updated>2009-11-12T15:24:49.055+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='birra'/><title type='text'>Beamish Irish Stout</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Questa classica Stout irlandese, ad alta fermentazione, si presenta di un colore nero, con una schiuma color nocciola, cremosa e persistente. In bocca mostra un corpo pieno, un aroma intenso di tostatura, caffè, pepe, malto tostato, pane abbrustolito, con una gradevole vena di cioccolato amaro dovuta al luppolo. Il finale è secco ed emerge una lieve nota liquorosa.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,sans-serif;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvwaJN_uS8I/AAAAAAAAAOs/dt66Er9tX5Y/s1600-h/340beamish.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La fondazione della birreria che oggi è nota principalmente per la produzione della &lt;i&gt;&lt;b&gt;Beamish Irish Stout&lt;/b&gt; &lt;/i&gt;risale al 1792. In realtà, risaliva &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvwaJN_uS8I/AAAAAAAAAOs/dt66Er9tX5Y/s1600-h/340beamish.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="182" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvwaJN_uS8I/AAAAAAAAAOs/dt66Er9tX5Y/s200/340beamish.jpg" width="243" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;già al 1615 la costruzione della &lt;b&gt;The Old Porter Brewery&lt;/b&gt; che  quattro ricchi commercianti di &lt;b&gt;Cork&lt;/b&gt; rilevarono pagando ciascuno 2.000 sterline e finanziando la nuova attività con un prestito di 27.000 sterline. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Dopo qualche anno due soci abbandonarono lìimpresa e la ditta         rimase di proprietà degli altri due, R.H. Beamish e A.F.         Sharman-Crawford. La fiducia dei due uomini d'affari si dimostrà ben         riposta. Le vendite di virra passarono da 19.000 barili nel 1792 a oltre         100 mila barili nel 1807. La fabbrica di &lt;b&gt;Cork&lt;/b&gt; era diventata la terza         birreria di Gran Bretagna e Irlanda e anche allora, come oggi, la gran         parte della produzione era destinata all'esportazione. Gli sviluppi         dell'attività della ditta di Cork vedono una completa ristrutturazione         e rimodernamento della fabbrica nel 1865, il collocamento delle azioni         fra il pubblico nel 1901, l'acquisto della società da parte della         canadese Carling O'Keefe nel 1961, un completo ammodernamento degli         impianti nel 1963, il passaggio dell'azienda al gruppo australiano         &lt;b&gt;Foster's Brewing Group&lt;/b&gt; nel 1987 e, finalmente,         nel 1995 l'acquisto da parte della più grande birreria del Regno Unito,         la &lt;b&gt;Scottish &amp;amp; Newcastle&lt;/b&gt;. La Beamish &amp;amp; Crawford usa ogni anno 640         milioni di pinte (circa 300 milioni d litri) di acqua pura proveniente         dal bacino idrico del lago Gougane Barra e 5000 tonnellate di orzo         coltivato nella contea di Cork. Cento tonnellate di luppolo (necessario         per dare alla &lt;i&gt;stout&lt;/i&gt; il suo caratteristico sapore amarognolo)         vengono acquistate in Inghilterra e in Germania. Il lievito risale         ancora oggi a quello utilizzato nel XVIII secolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La         città di &lt;b&gt;Cork&lt;/b&gt;, nell'Irlanda meridionale, sorge su         un'isola delimitata dai due bracci del fiume Lee che sfociano         separatamente in mare. Il nome gaelico della città è &lt;i&gt;Corcaìgh&lt;/i&gt;, che         significa "&lt;b&gt;aquitrinio&lt;/b&gt;". E' forse per questa grande         disponibilità di acque che a Cork si sono localizzate le due più         grandi birrerie irlandesi, dopo la &lt;b&gt;Guinness&lt;/b&gt;: la &lt;b&gt;Murphy's&lt;/b&gt;         e la &lt;b&gt;Beamish&lt;/b&gt; &lt;b&gt;&amp;amp; Crawford&lt;/b&gt;. Nei dintorni di Cork, inoltre, si trova la         grande distilleria consorziale di &lt;b&gt;Midleton&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-9081350635356614558?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/9081350635356614558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=9081350635356614558' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/9081350635356614558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/9081350635356614558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/beamish-irish-stout.html' title='Beamish Irish Stout'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvwaJN_uS8I/AAAAAAAAAOs/dt66Er9tX5Y/s72-c/340beamish.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-6168083104688428239</id><published>2009-11-03T15:45:00.002+01:00</published><updated>2009-11-04T15:45:35.327+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sesso'/><title type='text'>Autoerotismo per Lui</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;LA SIMULAZIONE ORALE&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvBB2eBpOII/AAAAAAAAAMM/49xJ3fAqGj0/s1600-h/3207030758_ebb60b8438.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvBB2eBpOII/AAAAAAAAAMM/49xJ3fAqGj0/s200/3207030758_ebb60b8438.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Per fingere di sentire le labbra di donna scivolare sulla cappella del pene: Lubrificare l'erezione e mantenere il membro in una mano. Unire orizzontalmente l'indice e il dito medio della mano dominante, col palmo rivolto di fronte alla cappella e spingere essa tra la fessura delle dita. Le dita devono essere rilassate non tese. Spostare l'apertura delle dita verso la parte centrale del pene, continuando a scivolare. Posizionare quindi l'altra mano dietro le "labbra", stringendo e strizzando la cappella come se fosse dentro una bocca.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;LA VAGINA&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sdraiarsi sul letto e tenere il pene con il palmo della mano. Roteare sostenendo la mano contro il letto, spingendo il pene dentro e fuori dalla mano. Questo simula i movimenti del rapporto sessuale. Da' una densazione diversa masturbarsi muovendo il bacino invece che la mano. E' altrettanto divertente mettere l'altra mano sotto e sentire lo scroto muovere avanti e indietro mentre si penetra la "vagina".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;VAGINA A DUE MANI&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Inginocchiarsi sul pavimento e disporre un asciugamano. Lubrificare bene e unire le dita di entrambe le mani. Avvolgere l'erezione fra le mani, e disporle sul pavimento, pulsando vibrazioni col bacino, senza muovere le mani. Girare la testa all'indietro, chiudere gli occhi e immaginare di avere sesso con la ragazza dei sogni. Si dovrebbe lubrificare piu volte, ma si otterra' un ottimo orgasmo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;LA MUNGITURA&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ottenere un anello sulla base del pene, tramite il pollice e l'indice della mano dominante, e farlo scivolare su e giu'. Quando l'anello raggiunge la cappella, ottenere un altro anello con l'altra mano e posizionare anche esso sulla base. Ripetere il processo senza mai far tornare giu' gli anelli, come in una veloce mungitura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;VAGINA SENZA FONDO&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Mettere la mano in un pugno, ma invece di afferrare il pene, mettere il pugno davanti alla cappella. Spingere quindi il pene verso il pugno. Quando la cappella sta per fuoriuscire dal pugno, continuare il tunnel con l'altra mano, in questo modo si effettuera' una penetrazione perenne della vagina.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;www.jackinworld.com&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-6168083104688428239?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/6168083104688428239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=6168083104688428239' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/6168083104688428239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/6168083104688428239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/fantasia-nel-masturbarsi.html' title='Autoerotismo per Lui'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvBB2eBpOII/AAAAAAAAAMM/49xJ3fAqGj0/s72-c/3207030758_ebb60b8438.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-7527110920244032362</id><published>2009-11-03T15:00:00.008+01:00</published><updated>2009-11-03T15:49:25.288+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Luigi Pirandello: UNO, NESSUNO E CENTOMILA</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvA4aMYAzOI/AAAAAAAAAME/r_G-16fSB9M/s1600-h/luigi_pirandello.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;"Come sopportare in me questo estraneo? Questo estraneo che ero io stesso per me? Come non vederlo? Come non conoscerlo? Come restare per sempre condannato a portarmelo con me, in me, alla vista degli altri e fuori intanto dalla mia?"&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvA3bmanvgI/AAAAAAAAAL8/WWb5lMJFXTk/s1600-h/luigi_pirandello.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;L’ultimo romanzo di &lt;b&gt;Pirandello&lt;/b&gt;, in gestazione già dal 1909,ma uscito, dapprima in rivista&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvBCvLWxLeI/AAAAAAAAAMU/KXZROyRvpds/s1600-h/luigi-pirandello-2-sized.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvBCvLWxLeI/AAAAAAAAAMU/KXZROyRvpds/s200/luigi-pirandello-2-sized.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;e poi in volume, solo nel &lt;b&gt;1926&lt;/b&gt; (Bemporad, Firenze), è intessuto di interrogativi e di esclamazioni sulla scia del passo sopra riportato, interrogativi spesso e volentieri rivolti dal protagonista del romanzo direttamente al lettore, con la precisa volontà di coinvolgere quest’ultimo nella vicenda, che si può senza ombra di dubbio definire"&lt;i&gt;universale&lt;/i&gt;".&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Vitangelo Moscarda&lt;/b&gt;, chiamato dalla moglie &lt;b&gt;Gengè&lt;/b&gt;, partendo dalla scoperta di avere il naso lievemente storto, si avventura in una serie di ricerche speculative che lo porteranno alla rovina. Ma si tratta davvero della rovina? La banalissima constatazione, riguardante l’altrettanto banale difetto fisico, gli provoca la consapevolezza di essere visto e giudicato dagli altri in modi molteplici e differenti, di essere visto in “&lt;i&gt;centomila&lt;/i&gt;” prospettive diverse e inconciliabili. Progressivamente, egli è assillato dal bisogno di scoprire un’immagine obiettiva di sé.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel tentativo di uscire da questa situazione inizia a commettere azioni impreviste, capovolgendo le convinzioni che gli altri si sono fatti sul suo conto, scopre contraddittoriamente di saper essere crudele o generoso, disinteressato o egoista, fino a comunicare la propria “&lt;i&gt;pazzia&lt;/i&gt;” a un’amica della moglie che durante un singolare amplesso lo ferisce con un colpo di pistola. &lt;b&gt;Gengè&lt;/b&gt; è nei guai fino al collo, ma anche questa è una “&lt;i&gt;finzione&lt;/i&gt;” della società alla quale si oppone. In effetti egli continua le sue ricerche in un ospizio, dove finirà a vivere il resto dei suoi giorni e nel quale scoprirà, amaramente appagato, che l’uomo è immerso in un continuo flusso durante il quale muore e rivive ogni istante; l’unica immagine possibile di sé consiste nelle cose, nella natura, nell’aria che riflettono e rendono eterna la parte veramente viva di ogni creatura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta giunto a essere ritenuto pazzo, Vitangelo si dichiara soddisfatto di questa conclusione che “non conclude”, accetta di rinascere «&lt;i&gt;nuovo e senza ricordi: vivo e intero… in ogni cosa fuori&lt;/i&gt;», totalmente escluso dalla vita sociale e dalla visione comune degli uomini. L’alienazione di &lt;b&gt;Moscarda&lt;/b&gt; consiste nella totale scomposizione dell’io, nell’impossibilità di calarsi in un qualunque tipo di ruolo, perché la realtà muta incessantemente e nulla può interromperne il flusso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si può tranquillamente affermare che in questo romanzo la filosofia pirandelliana trovi totale compimento e si dispieghi al massimo delle sue potenzialità. Il protagonista dell’ultimo romanzo del narratore siciliano assorbe in sé e supera tutti i personaggi presenti nei romanzi e nelle novelle dello scrittore. Non a caso il testo recupera materiali che erano andati via via accumulandosi nel corso degli anni sulla scrivania dello scrittore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’opera è considerata un riepilogo di tutta l’attività, narrativa e teatrale di &lt;b&gt;Pirandello&lt;/b&gt;, qualcosa di compiuto nella forma e incompiuto nella sostanza. Il romanzo «&lt;i&gt;più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita&lt;/i&gt;» (così afferma l’autore in una lettera autobiografica) mette in scena il personaggio più “&lt;b&gt;smontato&lt;/b&gt;” e più carico di autoconsapevolezza del mondo pirandelliano, fortemente desideroso di tornare alla freschezza dell’impressione immediata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche l’andamento stilistico appare involuto e franto, organizzato in un monologo ricco di interrogazioni ed esclamazioni, proprio per affermare l’impossibilità di una conoscenza organica e coerente della persona e del mondo stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;A cura della Redazione Virtuale di «ItaliaLibri»&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-7527110920244032362?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/7527110920244032362/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=7527110920244032362' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/7527110920244032362'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/7527110920244032362'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/luigi-pirandello-uno-nessuno-e.html' title='Luigi Pirandello: UNO, NESSUNO E CENTOMILA'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvBCvLWxLeI/AAAAAAAAAMU/KXZROyRvpds/s72-c/luigi-pirandello-2-sized.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-4453374876288269579</id><published>2009-11-03T14:24:00.005+01:00</published><updated>2009-11-04T16:43:36.471+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pittura'/><title type='text'>Il rigore Geometrico di Mondrian</title><content type='html'>&lt;i&gt;“Nonostante siano molto famosi, anche spesso imitati e banalizzati, i quadri di Mondrian dimostrano una complessità che smentisce la loro apparente semplicità. I quadri non figurativi, che consistono in forme rettangolari di&amp;nbsp;&lt;b&gt;rosso&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;giallo&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;blu&lt;/b&gt; o &lt;b&gt;nero&lt;/b&gt;, sono in effetti il risultato di una evoluzione stilistica che avvenne nel&lt;/i&gt;&lt;i&gt; corso di quasi 30 anni, per continuare oltre questo stesso punto fino alla fine della sua vita.”&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAtwu4qwuI/AAAAAAAAALk/3XM1VHl1L6M/s1600-h/Mondrian-red-tree.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="162" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAtwu4qwuI/AAAAAAAAALk/3XM1VHl1L6M/s200/Mondrian-red-tree.jpg" width="232" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;La strada che porta all'&lt;b&gt;astrazione&lt;/b&gt;&amp;nbsp;passa per un albero. Isolato, spoglio, invasivo con i suoi rami che trafiggono come aculei il paesaggio silente e le radici che serpeggiano nella terra. Un albero che si trasforma in un &lt;b&gt;&lt;i&gt;arabesco bidimensionale&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, una trama calligrafica di linee verticali e orizzontali che fondono cielo e terra, la parte superiore e quella inferiore del paesaggio. E se il nero non fa altro che rimarcare le linee di forza di questa scacchiera ideale, i &lt;b&gt;colori acidi&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;brillanti&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;crepuscolari&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;algidi&lt;/b&gt;, riempiono quei tasselli regolari disposti secondo direzioni ritmicamente evidenziate. Un albero che appare completamente smaterializzato, trasfigurato in rapporti spaziali che diventano l'essenza dell'intero quadro. Addio suggestione realistiche, addio impressione luministica, la natura si eleva dalla sua materialità e diventa una magnifica ossessione fatta di forma, segno e colore, pura geometria. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAuL7oj7MI/AAAAAAAAALs/o1v7HJsZB6U/s1600-h/mondrian.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="217" src="http://1.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAuL7oj7MI/AAAAAAAAALs/o1v7HJsZB6U/s320/mondrian.jpg" width="218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="ad-box"&gt;&lt;script language="javascript1.1" src="http://www.repubblica.it/javascript/adtags/jx_speciale.js"&gt;&lt;/script&gt;&lt;script language="JavaScript" src="http://oas.repubblica.it/RealMedia/ads/adstream_jx.ads/repubblica.it/nz/arte/interna/1505515693@Middle"&gt;&lt;/script&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ed è questa la strada che compie &lt;b&gt;Piet Mondrian &lt;/b&gt; (1872–1944), l'olandese "&lt;i&gt;volante&lt;/i&gt;" delle avanguardie di primo Novecento, il pittore delle "&lt;i&gt;griglie&lt;/i&gt;" e delle "&lt;i&gt;scacchiere&lt;/i&gt;", delle tele scandite dal ritmo asimmetrico di linee nere e rettangoli nei tre colori primari del rosso, giallo e blu, cresciuto sì artisticamente all'Accademia di Amsterdam, ma che dalla lezione del paesaggio naturalistico ha maturato la sua personalissima ricerca stilistica verso l'essenza formale dell'oggetto, fatta di rigore astrattista, di totale elementarizzazione delle linee e dei colori. Quel Mondrian che, però, ha infarcito il suo razionalismo di spiritualità, di teosofia, di tensione all'armonia cosmica per cui un albero può diventare anche la personificazione - verticale - del simbolo della vita, che lotta per resistere al caos - orizzontale - della morte.&lt;br /&gt;Padre del &lt;b&gt;neoplasticismo&lt;/b&gt;, il movimento d'avanguardia olandese affermatosi nel secondo decennio del Novecento, la cui "voce ufficiale" era la rivista De Stijl", cui diede il suo contributo anche &lt;b&gt;Van Doesburg&lt;/b&gt;, che puntava a codificare una nuova e rivoluzionaria forma di espressione plastica non più soggettiva ma valida per tutti, che non faceva appello solo a pittura e scultura ma anche all'architettura, e che si traduceva, come scrisse Mondrian, "&lt;i&gt;nella astrazione di tutte le forme e di tutti i colori, cioè nelle linee rette e nei colori primari nettamente definiti&lt;/i&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="fotodx"&gt;Il periodo meno noto dell'artista, il &lt;b&gt;primo Mondrian&lt;/b&gt;, quello figurativo che occupa quasi un quindicennio, quello che rivela in Mondrian una notevole padronanza dei mezzi pittorici dotato di una tavolozza da paesista raffinata e audace, quel momento che precede il passaggio, attraverso il famoso tema seriale dell'albero, dalla descrizione della natura all'astrazione sempre più geometrizzante. &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAxw-5irKI/AAAAAAAAAL0/k0ZXNWoPa-8/s1600-h/mon5.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAxw-5irKI/AAAAAAAAAL0/k0ZXNWoPa-8/s200/mon5.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;In mostra si ritrovano tutti quei mulini, quei canali, i boschi, i fari, le dune, i campanili, le facciate delle chiese, elementi caratteristici del &lt;b&gt;paesaggio olandese&lt;/b&gt; dove l'effetto dell'&lt;i&gt;en plein air&lt;/i&gt; diventa l'occasione per una sintesi compositiva che rivela l'interesse di Mondrian per l'esperienza artistica di Munch, semplificazioni che trovano poi un interlocutore propizio nel cubismo di &lt;b&gt;Picasso&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Braque&lt;/b&gt;, visti già ad Amsterdam e poi conosciuti meglio durante il soggiorno a Parigi (1911-14). Quelle tele legate alla tradizione del realismo olandese trasmessogli dalla scuola dell'Aia, legata alla tendenza "nordica" meno interessata ai particolari ma alle campiture geometriche che scandiscono idealmente gli scenari della natura. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ma non c'è solo questo nei paesaggi di Mondrian, c'è la tecnica &lt;i&gt;pointilliste&lt;/i&gt;, adottata sulla lezione di &lt;b&gt;Johan Thorn Prikker&lt;/b&gt; e soprattutto di &lt;b&gt;Jan Toorop&lt;/b&gt;, e alimentata dai soggiorni frequenti a Domburg, una tecnica che si traduce in brevi pennellate carnose e decise che ricompongono il paesaggio in una solida struttura spaziale, attraversata da una luminosità irradiante. Un paesaggio che gradualmente viene filtrato dalla sperimentazione "&lt;b&gt;fauve&lt;/b&gt;", dove le tonalità cromatiche diventano più accese e infuocate, lavorando sull'effetto di pochi colori fondamentali, disposti in tasselli regolari, dove il pointillisme si trasforma in un effetto a mosaico. Una natura, quella del primo Mondrian, che sfocia nel &lt;b&gt;simbolismo&lt;/b&gt;, ispiratogli dalla suggestione della dottrina teosofica che professava l'esistenza di un'unità tra le religioni, e che aveva come finalità l'armonia tra interiorità e mondo esterno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il mondo è concepito come un tutto unitario, retto da leggi e principi matematici, in cui i poli opposti tendono alla ricomposizione e all'armonia cosmica, &lt;b&gt;l'albero spoglio&lt;/b&gt; di Mondrian deve essere investito di un ulteriore significato, è il punto di ricongiunzione tra la terra, dove affonda le radici, e il cielo, verso cui si protendono i rami. Nulla è più riconoscibile, l'artista si spinge fino all'eliminazione del dato visibile, dove la "&lt;b&gt;&lt;i&gt;composizione&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;" - che diverrà il titolo di quasi tutta questa produzione - si basa su segni rettilinei in direzione verticale, orizzontale o diagonale, che procedono secondo un principio di asimmetria, il tutto racchiuso in formati di tele ovali, romboidali, a losanga.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-4453374876288269579?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/4453374876288269579/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=4453374876288269579' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/4453374876288269579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/4453374876288269579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/il-rigore-geometrico-di-mondrian.html' title='Il rigore Geometrico di Mondrian'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAtwu4qwuI/AAAAAAAAALk/3XM1VHl1L6M/s72-c/Mondrian-red-tree.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-2675970743338655456</id><published>2009-11-03T14:12:00.003+01:00</published><updated>2009-11-03T14:14:45.457+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='enoteca'/><title type='text'>Taurasi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;Il &lt;b&gt;Taurasi&lt;/b&gt; è un eccellente vino campano che, pur non essendo molto famoso, è da considerarsi uno dei migliori vini del Mezzogiorno d'Italia. La zona di produzione è a nord-est di Avellino e comprende Taurasi e una quindicina di altri comuni, tutti nell'Avellinese.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAsEUyXpZI/AAAAAAAAALc/gK_r1AboAFs/s1600-h/frontimage.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAsEUyXpZI/AAAAAAAAALc/gK_r1AboAFs/s320/frontimage.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Come molti vini del Sud d'Italia, ha origini preromaniche: l'&lt;b&gt;aglianico&lt;/b&gt;, il vitigno principale da cui si produce questo vino, era un tempo detto "hellenico" o "hellenica", a sottolineare l’origine greca. Il Taurasi ha preso il nome da &lt;b&gt;Taurasia&lt;/b&gt;, un piccolo borgo vinicolo che i romani fecero loro dopo aver sconfitto gli irpini, nell'80 d.C.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Successivamente trasferirono nella zona alcune migliaia di coloni liguri per lavorare le terre vitate. Ci sono diverse citazioni storiche riferite all'Aglianico in generale e al Taurasi in particolare: alla fine del &lt;b&gt;XVI secolo&lt;/b&gt; Andrea Bacci, medico del Papa Paolo III, scrisse che questo vino "&lt;i&gt;viene preparato con uve piuttosto secche, reso vigoroso dal rovere e conservato in ottimi vasi; risulta pertanto profumato e sapido, gradevole al gusto, piacevolissimo e stabile, di elevato potere nutritivo, corroborante per lo stomaco e le membra più che aperitivo&lt;/i&gt;".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;b&gt;Vitigni&lt;/b&gt;: Aglianico; possono concorre altri vitigni a bacca rossa non aromatici raccomandati o autorizzati per la provincia di Avellino, fino a un massimo del 15%.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Il vino a denominazione di origine controllata e garantita "Taurasi" deve essere sottoposto a un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno tre anni di cui almeno uno in botti di legno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Se invecchiato quattro anni, di cui almeno 18 mesi in botti di legno, il Taurasi può denominarsi Riserva purché abbia un titolo alcolometrico volumico totale di 12,5%. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;- &lt;b&gt;Colore&lt;/b&gt;: rubino intenso e brillante, tendente al granato fino ad acquistare riflessi aranciati con l'invecchiamento.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;- &lt;b&gt;Odore&lt;/b&gt;: pronunciato, ampio, etereo, gradevole più o meno intenso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;- &lt;b&gt;Sapore&lt;/b&gt;: asciutto, austero, tannico da giovane, pieno, armonico, equilibrato quando maturo, con retrogusto persistente.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Da servire ad una temperatura di &lt;b&gt;16-18&lt;/b&gt;°C per accompagnare piatti dotati di buon spessore aromatico: primi piatti al sugo di carne, selvaggina da piuma in casseruola, carni rosse arrosto, formaggi a pasta dura stagionati. La varietà &lt;b&gt;Riserva&lt;/b&gt; è un vino da meditazione da servire alla temperatura di &lt;b&gt;18&lt;/b&gt;°C. A tavola va abbinato a secondi piatti molto saporiti: carni rosse cotte a lungo in intingolo o nel vino, selvaggina da pelo marinata e cotta in casseruola.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-2675970743338655456?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/2675970743338655456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=2675970743338655456' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/2675970743338655456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/2675970743338655456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/taurasi.html' title='Taurasi'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAsEUyXpZI/AAAAAAAAALc/gK_r1AboAFs/s72-c/frontimage.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-2807508505151249179</id><published>2009-11-03T13:47:00.033+01:00</published><updated>2009-11-26T18:02:30.832+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fumetti'/><title type='text'>Munoz &amp; Sampayo: ALACK SINNER</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAqc5Re1XI/AAAAAAAAAK0/5PMnAvApTPM/s1600-h/a1.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;José Munoz&lt;/b&gt; proviene da anni di esperienza come disegnatore di fumetti, ma quello che realizza non lo soddisfa perché non ha sufficiente libertà espressiva. &lt;b&gt;Carlos Sampayo&lt;/b&gt; viene dalla pubblicità, senza esperienza nel campo &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAqc5Re1XI/AAAAAAAAAK0/5PMnAvApTPM/s1600-h/a1.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAqc5Re1XI/AAAAAAAAAK0/5PMnAvApTPM/s200/a1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;del fumetto, ed è altrettanto insoddisfatto del proprio lavoro. Un incontro fra i due, favorito dall'intervento del comune amico Oscar Zarate, sarà l'elemento fondamentale della nascita di un duraturo sodalizio artistico fra i due autori, sodalizio dagli splendidi risultati. &lt;b&gt;Alack Sinner&lt;/b&gt; è il loro primo progetto, presentato a vari editori senza successo fino all'interesse della Milano Libri che decide di pubblicare il fumetto su &lt;b&gt;alterlinus&lt;/b&gt;. E' un fumetto insolito perché ci mostra il nostro "eroe" inserito in una quotidianità reale e minimale. Non seguiamo semplicemente le sue indagini ma entriamo nell'intimità della sua vita spiando le piccole e grandi cose che la caratterizzano. Sulle pagine di alterlinus si affianca alle avventure poliziesche di &lt;b&gt;Dick Tracy&lt;/b&gt;, ma il tenore delle storie è molto diverso ed il personaggio di Alack Sinner tenderà ad assumere caratteri ancora più peculiari col passare del tempo.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAqmV9vXVI/AAAAAAAAAK8/216mWTBbOP0/s1600-h/Alack+Sinner+seduto+ad+un+tavolo+con+Munoz+e+Sampayo+in+La+vita+non+%C3%A8+un+fumetto,+baby...jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="184" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAqmV9vXVI/AAAAAAAAAK8/216mWTBbOP0/s320/Alack+Sinner+seduto+ad+un+tavolo+con+Munoz+e+Sampayo+in+La+vita+non+%C3%A8+un+fumetto,+baby...jpg" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Alack Sinner&lt;/b&gt; non è il classico eroe perfetto, affascinante, senza macchia e senza paura. E' una persona comune, l'aspetto fisico del personaggio è inizialmente plasmato su quello dell'attore &lt;b&gt;Steve McQueen&lt;/b&gt; ma un po' imbolsito, provato. Col tempo muterà, diventera più cinico e tagliente, tratteggiato con poche campiture nere che scavano nel volto la sofferenza, la malinconia, la "tristezza" del personaggio.&lt;br /&gt;Sia i disegni che i testi delle storie di Alack Sinner evolvono nel tempo. e sebbene già le prime storie già presentino alcuni aspetti interessanti ed originali, talvolta coraggiosi, le storie successive assumono un aspetto più travolgente, perdendo spesso il carattere di narrazione ordinata e convenzionale a favore di una narrazione che si muove in un caos, in una atmosfera onirica, grottesca e pulsante su cui si affaccia un universo di personaggi assurdi e surreali, deformi e ambigui (di cui possiamo cogliere i pensieri nascosti). Dal noir iniziale si passa ad un espressionismo fumettistico corposo ed affascinante in cui i neri diventano sempre più &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAqvrGOBLI/AAAAAAAAALE/kvfdVjeZ9_w/s1600-h/a3.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="179" src="http://3.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAqvrGOBLI/AAAAAAAAALE/kvfdVjeZ9_w/s320/a3.jpg" width="226" /&gt;&lt;/a&gt;invadenti in un tripudio di ombre che lasciano solo pochi riflessi di luce ad illuminare personaggi ed ambientazioni. Anche le storie diventano più originali, lasciando sullo sfondo le vicende più o meno poliziesche a favore di un attenzione più profonda per personaggi, psicologie e atmosfere. Con la necessità e l'urgenza di parlare di tante cose ed inserendo spesso riferimenti alle proprie passioni ed ai propri amori (dal cinema alla letteratura, dalla pittura alla musica).&lt;br /&gt;Dopo la prima apparizione, impegnato ne &lt;b&gt;Il Caso Webster&lt;/b&gt;, il personaggio torna sulle pagine di alterlinus. La seconda avventura si intitola &lt;b&gt;Il caso Fillmore&lt;/b&gt;, e ci mostra un maggiore affiatamento nella coppia di autori (oltre ad infrangere qualche regola non scritta del fumetto, mostrandoci come anche un investigatore privato dei fumetti abbia necessità fisiologiche).&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAq3vuP8jI/AAAAAAAAALM/54b3Y1h-S9w/s1600-h/sinner_page_issue5.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="171" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAq3vuP8jI/AAAAAAAAALM/54b3Y1h-S9w/s320/sinner_page_issue5.jpg" width="266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Il fumetto riscuote un discreto successo, consacrato dalla pubblicazione della terza storia del personaggio, &lt;b&gt;Viet Blues&lt;/b&gt;, storia in cui gli interessi non solo polizieschi ma anche sociali e politici degli autori si fanno più palesi. La storia è pubblicata a partire dal marzo 1975 (su questo numero di alterlinus è anche presente una dettagliata scheda biografica/bibliografica ed un'intervista per conoscere i due nuovi autori) fino al maggio 1975.&lt;br /&gt;Nella storia successiva, &lt;b&gt;La vita non è un fumetto, baby...&lt;/b&gt;, pubblicata dal giugno all'agosto '75, i due autori entrano direttamente in gioco come personaggi del fumetto, e mettono la difesa della propria incolumità nelle mani del loro personaggio.&lt;br /&gt;Nuove storie del personaggio vedono la luce, sempre più efficaci dal punto di vista artistico e visivo, con la deriva dello stile di Munoz verso uno stile sempre più personale e con la capacità di raggiungere una migliore sintesi fra testo ed immagini, riducendo al minimo dialoghi e didascalie.&lt;br /&gt;Alack Sinner torna quindi nell'agosto 1978 sulle pagine della rivista con la storia &lt;b&gt;Conversando con Joe&lt;/b&gt; (Joe è il suo barista di fiducia), in cui racconta i suoi anni nella polizia e come prese la decisione di abbandonare la divisa per diventare un investigatore privato.&lt;br /&gt;Dopo questa storia vi è nuovamente una pausa nelle avventure del personaggio perché Munoz e Sampayo si dedicano ad un nuovo fumettto, ovvero &lt;b&gt;Nel bar.&lt;/b&gt; Dato che queste storie sono ambientate nel bar di Joe, frequentato anche da Alack Sinner, può capitare di ritrovare il personaggio sullo sfondo di qualche vignetta, magari impegnato in situazioni che rimandano a storie già pubblicate e note ai lettori più fedeli.&lt;br /&gt;Alack Sinner torna sulle pagine della rivista a partire dall'ottobre 1981 con una storia lunga e complessa, ben 84 tavole, che si protrae per molti mesi, &lt;b&gt;Trovare e ritrovare&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAq9w2-eUI/AAAAAAAAALU/KlELdmTxNdI/s1600-h/a4.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="129" src="http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAq9w2-eUI/AAAAAAAAALU/KlELdmTxNdI/s320/a4.jpg" width="242" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Successivamente ritroviamo il personaggio anche sulle pagine della rivista &lt;b&gt;Corto Maltese&lt;/b&gt;. Ormai ha abbandonato l'impiego di investigatore privato e lo vedremo impegnato in vari viaggi.&amp;nbsp; Alack Sinner, come più o meno tutti i fumetti di Munoz, è in bianco e nero. E' difficile pensarlo a colori. Eppure esistono rari episodi in cui il personaggio è stato utilizzato in storie a colori. E' il caso di &lt;b&gt;Norteamericano(s)&lt;/b&gt;, storia pubblicata su Corto Maltese nel febbraio 1989.Il personaggio fa poi una breve apparizione nel fumetto &lt;b&gt;Billie Holiday&lt;/b&gt;. Man mano il suo ruolo diventa sempre meno centrale nelle storie che affronta, spesso rappresenta un semplice osservatore esterno di drammi che si consumano al suo fianco. Non il protagonista assoluto che segue la vicenda, ma un incidentale elemento che potrebbe anche mancare nella storia. Assistiamo così a storie come &lt;b&gt;Por unos dibujos&lt;/b&gt; relativa ad un caso di plagio da parte di un fumettista (Corto Maltese ottobre 1991), &lt;b&gt;Ostaggi&lt;/b&gt; ed il dolente &lt;b&gt;Fine di un viaggio&lt;/b&gt; in cui incontra nuovamente, dopo tanti anni, la sua vecchia amica &lt;b&gt;Sophie&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div class="testodidascalia" style="float: right; padding-left: 5px; width: 200px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Un elenco delle storie che coinvolgono Alack Sinner, sicuramente incompleto ed ove possibile comprensivo di informazioni sulla prima pubblicazione, è il seguente:&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;Il caso Webster&lt;/b&gt; (23 tavole - alterlinus, gennaio 1975)&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;Il caso Fillmore&lt;/b&gt; (18 tavole - alterlinus, febbraio 1975)&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;Viet Blues&lt;/b&gt; (38 tavole - alterlinus, da marzo a maggio 1975)&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;La vita non è un fumetto, baby...&lt;/b&gt; (38 tavole - alterlinus, da giugno a settembre 1975)&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;Egli, la cui bontà è infinita.(2)&lt;/b&gt; (10 tavole - alterlinus, novembre 1975)&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;Scintille&lt;/b&gt; (30 tavole - alterlinus, da gennaio a marzo 1976)&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;Constancio y Manolo&lt;/b&gt; (31 tavole - alterlinus, luglio, agosto e ottobre 1976)&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;Città oscura&lt;/b&gt; (30 tavole - alterlinus, da novembre 1976 a febbraio 1977, da gennaio la rivista diventa alteralter)&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;Ricordando&lt;/b&gt; (20 tavole - alteralter, da aprile a maggio 1977)&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;Conversando con Joe&lt;/b&gt; (27 tavole - alteralter, da agosto 1978)&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;Trovare e ritrovare&lt;/b&gt; (84 tavole - alteralter, da ottobre 1981 a maggio 1982)&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;Nicaragua&lt;/b&gt; (65 tavole)&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;Norteamericano(s)&lt;/b&gt; (15 tavole a colori - Corto Maltese, febbraio 1989)&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;Por unos dibujos&lt;/b&gt; (15 tavole - Corto Maltese, ottobre 1991)&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;Ostaggi&lt;/b&gt; (14 tavole - Corto Maltese, gennaio 1992)&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;Fine di un viaggio&lt;/b&gt; (25 tavole - Corto Maltese, giugno 1992)&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;Storie private&lt;/b&gt; (I classici del fumetto di Repubblica n. 56 - Alack Sinner, marzo 2004)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questa deve essere aggiunta la storia &lt;b&gt;Billie Holiday&lt;/b&gt; (50 tavole - Corto Maltese, da agosto a settembre 1990) in cui Alack Sinner ha un suo ruolo, seppure secondario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È un detective privato perché nella polizia un ribelle            come lui non ce la fa. Vive e lavora a &lt;b&gt;New York&lt;/b&gt;, ma non lo vedremo mai            passeggiare per l’elegante Fifth Avenue. Piuttosto, tra un’investigazione            e l’altra, è facile trovarlo nel bar di &lt;b&gt;Joe&lt;/b&gt; dove può            far tardi fra birre e sigarette. Alack Sinner è figlio dei romanzi polizieschi di &lt;b&gt;Dashiell Hammett&lt;/b&gt;            e &lt;b&gt;Raymond Chandler,&lt;/b&gt; ma al senso di sconfitta e al cinismo caratteristici            dei loro personaggi aggiunge una sensibilità rivoluzionaria tipicamente            sudamericana. Ed è talmente democratico da permettere            che le sue storie spostino a poco a poco l’obiettivo su altre            figure, inizialmente di contorno. Come Joe, e come &lt;b&gt;Sophie&lt;/b&gt;, in un primo momento compagna di Alack, poi            protagonista di un racconto a lei dedicato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;fonte: &lt;a href="http://www.slumberland.it/" style="color: red;"&gt;&lt;b&gt;www.slumberland.it&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8706512042511717295-2807508505151249179?l=bandos11.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bandos11.blogspot.com/feeds/2807508505151249179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8706512042511717295&amp;postID=2807508505151249179' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/2807508505151249179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8706512042511717295/posts/default/2807508505151249179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bandos11.blogspot.com/2009/11/alack-sinner.html' title='Munoz &amp; Sampayo: ALACK SINNER'/><author><name>bandos11</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17289955931642522005</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SunuNqqEpOI/AAAAAAAAAG4/vZdyARFeX0c/S220/Virtualex.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_UvjEFY-KQw8/SvAqc5Re1XI/AAAAAAAAAK0/5PMnAvApTPM/s72-c/a1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8706512042511717295.post-9080342517764641911</id><published>2009-11-03T13:26:00.002+01:00</published><updated>2009-11-03T13:29:14.810+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><title type='text'>A PICTURE OF NECTAR (1992) Phish</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/
